//Percorso a quattro tappe
Marcia-della-Pace 2018

Percorso a quattro tappe

MARCIA DELLA PACE A SOTTO IL MONTE

Tante le associazioni e i movimenti coinvolti. Una rappresentanza da Chioggia

Cinquant’anni fa, a Sotto il Monte, paese natale di Papa Roncalli, il Movimento Internazionale di Pax Christi dava inizio alla Marcia della Pace, Marcia che percorrerà le strade di tante città e paesi della nostra Italia, ponendo attenzione, di anno in anno, al Messaggio che i Pontefici ogni anno propongono in occasione del primo giorno dell’anno. Oggi le realtà che preparano e sostengono questa iniziativa sono – oltre a Pax Christi – Caritas Italiana, l’Azione Cattolica e, per la CEI, la Commissione Episcopale per i problemi sociali e del Lavoro. In occasione del 50° anniversario, la Marcia si è tenuta proprio a Sotto il Monte e si è avvalsa della memoria storica della Marcia stessa: mons. Luigi Bettazzi, ad oggi l’unico vescovo vivente che ha partecipato al Concilio Vaticano II. Percorso relativamente breve – non più di 4 chilometri con un tempo meteorologico sopportabile – scandito in 4 tappe che hanno dato il senso di un interrogarsi serio della Chiesa Italiana su alcuni snodi che sembrano essere decisivi: lavoro, ambiente, pace, produzione e vendita di armi. Temi sui quali si sono scandite le 4 tappe del percorso. Un migliaio i partecipanti, tra cui una decina di vescovi e circa una sessantina di presbiteri.

Degli interventi sottolineo quelli che mi sono sembrati essere i più delicati e impegnativi anche per le Chiese diocesane coinvolte: lavoro e salute con l’intervento di mons. Filippo Santoro, vescovo di Taranto, che sulla questione Ilva ha sostenuto e sostiene con convinzione il Tavolo di Lavoro costituitosi tra proprietà dell’Ilva, parti sociali (sindacati) e organi istituzionali (Comune, Regione e Governo).

Una seconda riflessione sulle fabbriche produttrici di armi presenti e operanti nel territorio italiano che in questi anni hanno aggirato il divieto di commercializzare armi con paesi in guerra e che di fatto (come la bombe anti-persona) sono una delle protagoniste della guerra in Yemen. A ciò si lega anche il ruolo di molte banche che finanziano questi settori, comprese banche apparentemente ‘insospettabili’.

Infine il titolo stesso della Marcia, tratto dal messaggio di Papa Francesco “Migranti e Rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”. Su questo, oltre a varie testimonianze di accoglienza e di inserimento positivo e di dialogo interreligioso, abbiamo avuto la possibilità di ascoltare una significativa meditazione di Lida Maggi, pastora valdese, sul tema del sogno e della profezia data agli stranieri nella Bibbia.

Il gesto della Marcia, del camminare insieme come un pellegrinaggio, era abbinato ad un ulteriore gesto di condivisione: la rinuncia della cena dando il corrispettivo in denaro per i progetti di costruzione di percorsi lavorativi dell’Ufficio Pastorale del Lavoro della diocesi di Bergamo – diocesi ospitante – a favore di giovani e meno giovani senza lavoro. Al termine della Concelebrazione gli auguri con i vescovi e la fortuna di poter personalmente colloquiare – per pochi minuti – con mons. Bettazzi per qualche istante sui fatti inerenti il Concilio Vaticano II, primavera della Chiesa.

MC