//Dalla vita la gioia

Dalla vita la gioia

di Vincenzo Tosello

Nella prima domenica di febbraio (in riferimento alla festa della Presentazione di Gesù al tempio, il 2 febbraio) ormai da 40 anni celebriamo la “Giornata nazionale per la Vita” voluta dai nostri vescovi come occasione di riflessione e di impegno in favore della vita umana, specialmente a sostegno delle sue tante condizioni di fragilità.

Ma la prospettiva non è quella negativa della recriminazione, bensì, come appare chiaramente anche nel Messaggio del Consiglio permanente della Cei per la Giornata del 2018, quella positiva, anzi propositiva, che apre cioè lo sguardo alla speranza insieme all’impegno. “Il Vangelo della vita, gioia per il mondo” è il tema, ecclesiale e missionario, su cui si incentra la Giornata di quest’anno.

Infatti la “buona notizia” dell’amore di Dio, che dona la vita, suscita serenità e gioia. Certo, non possiamo nasconderci le fatiche e anche le tristezze che l’esperienza quotidiana ci fa incontrare. Una “cultura chiusa all’incontro”, impostata sulla ricerca di interessi personali, o addirittura propensa all’aggressione contro le donne, alle violenze contro i bambini e gli anziani, all’indifferenza verso i migranti, si preclude la strada della gioia; eppure anch’essa vi aspira e può essere beneficamente stravolta orientandola invece all’apertura, verso il rispetto della vita umana in ogni persona e in ogni circostanza. è proprio della vita e della gioia che il mondo, e ogni uomo e donna di questo mondo, sente il bisogno.

Per questo il cristiano è chiamato a diffondere gioia: pur confrontandosi ogni giorno con le “asprezze della storia” e affrontando la “fatica dell’esistenza umana senza ingenuità né illusorie autoreferenzialità”, sa testimoniare il “Vangelo della vita e della gioia” vivendo “con cuore grato”, alla scuola di Gesù Maestro sa “gestire la realtà” e “viverla bene”, con relazioni limpide e incisive, facendo proprie le parole evangeliche “dell’accoglienza della vita, della gratuità e della generosità, del perdono reciproco e della misericordia”. è questo annuncio, fatto di parole e di gesti, che può davvero superare ogni tristezza, di cui – inutile negarlo – sono intessute le vicende umane, e diffondere gioia vera e profonda, di cui – lo sentiamo tutti – gli uomini hanno estremo bisogno. è anche compito nostro dimostrare che ciò non è mera illusione, ma si può tradurre in sentimenti ed esperienze reali, nonostante tutto.

Oggi vogliamo dirlo apertamente e su questa strada impegnarci ancora di più, perché la gioia è possibile, non solo in “paradiso” – dove, per il credente, potrà essere piena – ma anche fin d’ora, quando, superando egoismo e individualismo, ci apriamo alla condivisione del dono della vita, così prezioso che già in sé porta l’aspirazione e la promessa, ma anche la buona radice, della gioia.

V.T.