//Una giornata indimenticabile
Studiosi inglesi all'orologio sant'Andrea a chioggia

Una giornata indimenticabile

SANT’ANDREA. TORRE DELL’OROLOGIO

Cinque esperti inglesi in visita a Chioggia, accompagnati da Marisa Addomine

Venerdì 2 febbraio sono sbarcati a Venezia, accolti dal dott. Angelo Frascati, dal maestro Aldo Bullo, da Marisa Addomine, da Daniele Pons e dagli amici dell’orologio di Sant’Andrea, 5 ospiti inglesi, in visita a Chioggia per esaminare da vicino ed ammirare il celebre manufatto.

Ospiti d’eccezione, le massime autorità del mondo dell’orologeria antica: il dott. James Nye, presidente dell’Antiquarian Horological Society, gli esperti Jonathan Betts, curatore emerito del National Maritime Museum di Greenwich, David Rooney, conservatore delle sezioni di ingegneria e tecnologia al Science Museum di Londra, Richard Stenning, direttore generale e proprietario della Frodsham, manifattura inglese di orologeria di precisione di altissimo pregio, e Keith Scobie-Youngs, titolare della Cumbria Clock Company, grande esperto di orologeria monumentale e curatore del patrimonio degli orologi da edificio della Corona di Sua Maestà Britannica. Il sindaco e l’assessore alla cultura, dott.ssa Isabella Penzo, il dott. Paolo Ardizzon e mons. Vincenzo Tosello hanno accolto gli ospiti presso l’Hotel Grande Italia, per un caffè ristoratore ed un benvenuto caloroso. Vi è stato un primo scambio di doni, come nella migliore tradizione.

Al sindaco Alessandro Ferro è stata riservata la preziosa – per gli appassionati – cravatta riservata ai membri dell’Antiquarian Horological Society, tra gli applausi dei presenti. Dopo la breve sosta, la delegazione si è recata in visita alla scuola “Gregorutti”, dove, alla presenza del corpo docente, degli allievi e della dirigente dell’I.C. Chioggia 1 prof. Antonella Zennaro, gli allievi della sezione musicale della “Pellico” hanno intonato gli inni nazionali britannico ed italiano, applauditissimi dagli ospiti che hanno considerato la bella esecuzione del loro inno come un omaggio graditissimo ed inatteso. I più giovani tra gli allievi hanno inoltre intonato canzoncine in inglese e rappresentato una simpatica parodia del trascorrere delle ore del giorno per uno scolaro, sempre in lingua inglese.

Applausi a scena aperta anche per loro. Gli esperti hanno ammirato la ricostruzione in legno dell’orologio di Sant’Andrea e al termine dell’incontro hanno donato un volume alla scuola, complimentandosi nuovamente e dichiarandosi ammirati per il coinvolgimento e l’amore per la storia del loro orologio che i giovanissimi chioggiotti hanno dimostrato. Jonathan Betts, tra l’altro vincitore del premio Gaia, l’equivalente per l’orologeria del premio Nobel, ha asserito che la passione e l’amore dei ragazzi lo hanno sinceramente e profondamente commosso.

Arrivati rapidamente alla torre, e ricevuti i ragguagli indispensabili sull’antichità della stessa e sulla sua recente musealizzazione, gli ospiti hanno salito le scale interessandosi ai reperti esposti sino a giungere, non senza emozione, al cospetto dell’orologio. Per l’occasione, il maestro Bullo, aiutato dai colleghi del Comitato Torre di Sant’Andrea, ha provveduto a liberare il movimento dalla copertura di plexiglas permettendo di scattare anche foto ravvicinate e senza riflessi. Marisa Addomine ha narrato in breve la storia della scoperta, a partire dalla prima fatidica mail del maestro Bullo indirizzata al prof. Pennestrì dell’Università di Roma Tor Vergata, nell’ormai lontano settembre del 2004, fino al lavoro di studio e ricerca presso l’Archivio di Chioggia, la continua collaborazione nella lettura dei documenti e il reperimento di prove inconfutabili, tra cui la celebre riparazione dei denti a coda di rondine del 1423, che hanno permesso di datare l’orologio come già esistente il 26 febbraio 1386.

Cinque paia di occhi capaci di esplorare ogni millimetro quadrato della superficie di ruote e telaio hanno accarezzato per oltre un’ora l’orologio, sono state scattate innumerevoli fotografie e Marisa Addomine è stata bersagliata senza sosta da domande, che hanno spaziato dalla storia alla metallurgia. Il gruppo si è trasferito in cella campanaria, purtroppo senza poter godere dell’impareggiabile vista a causa del maltempo, per godere in diretta della scampanata del mezzogiorno. Alla discesa dalla scala della torre, le sorprese non erano terminate: i ragazzi del gruppo Anffas hanno voluto donare agli ospiti inglesi dei loro calendari ed un simpatico modello, da loro realizzato, del quadrante dell’orologio di Sant’Andrea, e il noto ceramista Giorgio Boscolo Femek, titolare del laboratorio di produzione di pipe tradizionali chioggiotte “El penelo” di piazza Granaio, ha voluto donare a ognuno degli illustri visitatori una tipica pipa locale.

Tra gli sguardi stupiti di tutti, uno degli esperti britannici ha sorpreso gli astanti estraendo prontamente una busta di tabacco dalla tasca del cappotto, caricando la pipa e collaudandola all’istante! Durante il pranzo ogni membro della delegazione ha voluto esprimere le proprie personali impressioni sulla visita, definendo l’orologio come straordinario, unico, fantastico e senza celare in alcun modo l’emozione per la visita che, a detta di tutti, non solo confermava in loro l’interesse per l’antico segnatempo, ma lo aveva acceso maggiormente, dato che l’esame diretto li aveva positivamente sorpresi.

È noto, infatti, che le fotografie non sappiano rendere giustizia ai movimenti degli orologi da torre. Hanno desiderato più volte rimarcare come la mattinata a Chioggia sarà per loro indimenticabile: per l’accoglienza tributata dalla città, per i ragazzi, per l’orologio, per come un’intera comunità sappia amare, valorizzare ed essere giustamente orgogliosa di una testimonianza antica, che vive nel cuore di Chioggia oggi come sei secoli e mezzo fa. I complimenti sono stati profusi generosamente e la consueta flemma britannica ha lasciato spazio a manifestazioni di autentica felicità. Dopo il pranzo gli amici inglesi si sono recati in taxi a Padova, per ammirare l’orologio di Piazza dei Signori e poi fare rientro a Venezia.

(N. S.)