//Le varie scelte…
Elezioni-2018

Le varie scelte…

di Vincenzo Tosello

Ed eccoci all’ultima settimana che precede l’election day, che, oltre alle  regionali per Lombardia e Lazio, interessa soprattutto l’intera nazione per la consultazione “politica” del rinnovo del Parlamento. Ultimi giorni di approfondimento della conoscenza di coalizioni, liste e candidati e di attenta riflessione sulle scelte da compiere. Assodato, almeno per noi (e vorremmo sperare per un numero crescente di elettori), che è necessario recarsi alle urne per esercitare un diritto-dovere fondamentale nella vita democratica del Paese ed essenziale per il nostro stesso futuro, ognuno dovrà pensarci seriamente prima certamente, ma avendo tempo fino all’entrata in cabina.

Dopo di che avrà contribuito, in maniera si presume responsabile, all’assetto politico della nazione per la vita interna ed internazionale (non dimentichiamo, infatti, pure la valenza europea e mondiale di una scelta invece di un’altra). Chi avrà apprezzato il governo Gentiloni – che, occorre dire, non ha demeritato! – potrà scegliere (anche se con un po’ meno ammirazione per il segretario Renzi) il suo partito, il Pd, o magari qualche altra formazione della coalizione (Insieme, o Civica popolare, o + Europa, ciascuna con le sue particolari sfaccettature), condividendone almeno parzialmente l’impostazione su temi quali l’economia, il lavoro, i migranti…

Chi invece ha approvato la scissione della sinistra (che ha ribadito una strana tradizione autolesionista) ha la possibilità di votare Liberi e Uguali o magari addirittura l’ultrasinistra del Potere al Popolo.

Chi preferisce invece il centrodestra, magari riandando ai passati fasti (o nefasti) e fidandosi del rinato Berlusconi, sceso in campo stavolta per arginare il pericolo populista del M5S (di cui è già pronto anche ad accogliere i transfughi), può votare FI, o magari la coalizione in cui questo partito è inserito, stando attento però a non favorire troppo (o, appunto, sapendo di favorire) le idee dell’una o dell’altra formazione, caratterizzate tra l’altro (Lega e Fratelli d’Italia) da una freddezza rispetto all’Europa e da un atteggiamento alquanto ostile verso l’accoglienza o, diversamente (Noi con l’Italia-Udc), da una visione più “moderata”.

Per chi vuole spingersi più a destra c’è la problematica novità di CasaPound e per chi ha nostalgie di nordismo c’è, forse fuori tempo ormai data la strada aperta dell’autonomia, il Grande Nord; mentre si propone con una sua linea piuttosto volubile anche Pri-Ala. Importante novità è quella del “Popolo della Famiglia” per chi pensa (e dovrebbero essere molti) che sia fondamentale quest’ambito di azione – che tuttavia non può essere l’unico! – nella vita del Paese.

Resta, inoltre, per chi vuole a tutti i costi cambiare per cambiare, andando verso l’ignoto (ma tanto ignoto non è viste le magre esperienze fatte finora), il Movimento 5 Stelle, nel suo “splendido isolamento” poiché non vuole alleati né collaborazioni. La scelta, peraltro, sarà orientata, anche dalla conoscenza e dalla stima (o meno) dei pochi esponenti locali presenti nelle varie liste.

 V.  T.