//Siamo in tempo!
elezioni 4 marzo 2018

Siamo in tempo!

di Vincenzo Tosello

In questa domenica – e solo in questa giornata, dalle 7 alle 23 – gli italiani sono chiamati alle urne per dare avvio ad una nuova legislatura. Tra le opzioni tecniche, il suggerimento più semplice è di apporre sulla scheda un solo segno o sul nome del candidato uninominale – e ciò si tradurrà in voto anche a quella lista o coalizione (e proporzionalmente ai partiti collegati) -, oppure sul simbolo del partito prescelto, e questo comporterà l’assegnazione del voto al partito, al candidato dell’uninominale dell’eventuale coalizione e, in proporzione ai voti ottenuti da ogni lista collegata, ai candidati del plurinominale.

Si può anche segnare il candidato uninominale e il simbolo del partito nella coalizione che lo sostiene. Non va segnato invece uno dei nomi elencati nel plurinominale: i voti saranno assegnati in modo proporzionale a quelli ottenuti da ciascuna lista. Ponendo attenzione a non invalidare la scheda (è sempre meglio informarsi o chiedere consiglio anche sulle modalità…), va ribadito ancora una volta che è importante votare! Come andrà? Questo lo sapremo in nottata (nelle prime ore per il Senato e all’alba per la Camera). La campagna elettorale che si conclude questo venerdì (ma i social saranno ben poco controllabili…) è stata piuttosto animata anche se non ha brillato per chiarezza e coerenza, anzi! Sorprendente e sconcertante l’atteggiamento soprattutto di due leader che hanno continuato a presentarsi come premier già nominati.

Ci riferiamo a Matteo Salvini che preannuncia senza tentennamenti il proprio ruolo di Presidente del Consiglio – dimenticando che, come concordato, il centrodestra dovrà fare i conti in base al partito che avrà ottenuto più consensi. E Luigi Di Maio, che, addirittura, con un gesto irrituale e al limite dell’assurdità, ha già presentato al Quirinale, in qualità di premier indiscusso, la lista completa dei ministri! E’ evidente che si tratta solo di una forma estrema di auto-propaganda per auto-accreditarsi presso gli elettori (visto che non ha senso farlo presso il presidente Mattarella, pienamente autonomo e responsabile!), ma occorre dire che si tratta di propaganda di cattivo gusto! In ogni caso, per stare dalla parte di noi elettori, dobbiamo ricordarci che il futuro del Paese è ora nelle nostre mani.

Diamo un’ulteriore occhiata “critica” a partiti e programmi e candidati e scegliamo sapendo ciò che vogliamo, pur consapevoli che non potremo ottenere tutto… L’importante è che ciascuno faccia la sua parte, intanto prima: candidati e partiti, certo; ma se questi non l’hanno fatta a sufficienza, tutti gli elettori sono ancora in tempo per fare bene la propria! Poi, la propria parte dovranno farla – speriamo bene – gli eletti, i partiti, il mondo politico:  dal Presidente della Repubblica (e su ciò non abbiamo dubbi, anche se non sarà compito facile!) all’intero Parlamento. Ma anche l’elettore dovrà continuare – da cittadino consapevole – a controllare, pungolare, criticare e promuovere: anch’egli, tuttavia, non per sé solo ma con l’ampia visione del bene di tutti.

V.T.