//Sulla coltivazione del grano
Convegno sul Grano

Sulla coltivazione del grano

A Palazzo silmbani di grignella, convengo con autorità del settore

La valorizzazione del nostro grano è stata al centro di un dibattito svoltosi in Corte Silimbani, a Grignella di Cavarzere. Un paese ritenuto, non a torto, la capitale del mais, e che anticamente era il granaio della Repubblica veneta (definizione che non può non suscitare un certo orgoglio anche per il nostro passato, nel quale hanno preso avvio le prime bonifiche della palude che circondava Caputargelis e il suo castello).

Al convegno nazionale, organizzato da Confagricoltura di Venezia e Rovigo, erano presenti esponenti di aziende e di università prestigiose, oltre allo stesso presidente locale dr Silimbani: Arnaldo Bovolenta (produttore polesano di sementi), Pietro Bianchi (Syngenta Italia), Fabio Lombardi (Limagrain Italia), Massimo Bestetti (Chimiberg), Stefano Gardenghi (Timac AgroItalia), nonché del rappresentante del Dipartimento Scienze agrarie e forestali dall’università di Torino Massimo Blandino.

Moderatore del dibattito sull’agricoltura compatibile con l’ambiente e in grado di produrre possibilmente sviluppo commerciale e reddito, è stato il giornalista Lorenzo Andreotti, de “L’informatore agrario”. I lavori sono stati aperti dal Silimbani, promotore dell’incontro, che ha parlato dell’effetto della globalizzazione, che ha aperto l’impostazione di molti prodotti esteri con cui l’Italia è in concorrenza, purtroppo con i compensi bassi riconosciuti dal mercato ai produttori (anche se il Veneto ancora primeggia per la produzione di mais a livello nazionale).

Coltura tipica, questa, del territorio veneziano in genere, anche se in sofferenza economica. Il che ha portato a dimezzare la produzione nell’ultimo decennio, a causa delle impostazioni estere, le cui coltivazioni godono di regole meno stringenti, e con l’ultimo di ogm, vietato in Italia. Una normativa che, come ha messo in evidenza Silimbani, contrasta con il fatto che i mangimi a base di ogm servono ad allevare gli animali da carne che poi si importano in Italia, senza alcun controllo in merito. Altro tema rilevante è stato quello sulle tipologie di sementi, diserbanti e concimi più adatti all’agricoltura: sementi precoci, tardive per il mais bianco o giallo da polenta e anche da mangimi, resistenti alla siccità, adatti ai terreni irrigati ed altro.

Per quanto concerne i diserbanti è stata posta in evidenza la necessità di ridurre eventuali inquinanti, a tutela dell’ecosistema e per non danneggiare insetti utili come le api (in un Paese dove vige anche l’apicultura industriale).

In sostanza: ottimizzare lo sviluppo dell’agricoltura in genere, rispettando l’ambiente e ottimizzando al tempo stesso i guadagni; migliorando i prodotti sul piano della concorrenza internazionale.

Un tema di grande interesse che deve incoraggiare il settore ad altri incontri futuri su temi agricoli di interesse particolare; sempre aperti a nuovi studi di settore per il miglioramento di tutte le coltivazioni, granaglie in particolare (sulle quali poggia in primis l’economia dei territori interessati).

R.F.