//L’amore che salva
Via-Crucis-2018

L’amore che salva

di Vincenzo Tosello

Quando, nel 1992, il papa polacco Giovanni Paolo II estese a tutta la Chiesa la Festa della Divina Misericordia (avviata dal card. Franciszeck Macharski a Colonia nel 1985 sulle orme della intuizione di S. Faustina Kowalska che la proponeva dal 1931 su ispirazione interiore) fissandola alla domenica nell’Ottava di Pasqua, mi colpì subito la straordinaria coincidenza con la devozione plurisecolare, quasi millenaria, presente nella nostra città, verso il “Cristo di San Domenico”, il maestoso crocifisso che si venera da sempre in questa nostra chiesa-santuario cara ai pescatori chioggiotti.

Numerose “tolèle” (tavolette votive) stanno a testimoniare l’affidamento del popolo, e soprattutto della classe peschereccia, alla protezione del “Cristo” che dall’alto della croce soccorre, con la sua sollecitudine redentrice, quanti si trovano nell’angoscia e nei pericoli.

Poiché è proprio sulla croce, dove egli condivide fino in fondo il dolore di ogni uomo e di ogni donna della terra trasformandolo con la forza dell’amore, che si rivela in pienezza il suo volto misericordioso, immagine della Misericordia infinita del Padre, che “non risparmia” il suo Figlio per venire incontro all’umanità. La nostra città l’aveva capito da sempre: la “festa del Cristo” – nella domenica “in albis”, appunto nella domenica dell’Ottava di Pasqua – sta ad indicare la radicata consapevolezza che il “Crocifisso Risorto” è fonte di salvezza per quanti lo invocano, poiché proprio dalla croce egli “regna” glorioso nell’intensità del suo amore fino al dono supremo, e apparendo poi ai suoi con i segni della passione suggella la vittoria sua, e di quanti si affidano a lui, sulla morte e su ogni altro male.

Nella “chiesa del Cristo” (dopo gli importanti lavori di restauro, sia strutturale che di maggiore decoro interno, realizzati ad opera del FEC-Fondo edifici di culto-Prefettura di Venezia) siamo rientrati con il vescovo Adriano, riempiendola, proprio il Venerdì Santo: alle 15 per la solenne celebrazione della Passione del Signore e nella serata al termine della Via Crucis cittadina; e torneremo in questa domenica contemplando ancora il grandioso crocifisso – emblema di un amore che salva – per la solenne plurisecolare celebrazione, con benedizione del mare, presieduta stavolta proprio da un vescovo chioggiotto, l’arcivescovo Dino, figlio di pescatori (della “piccola pesca”) per cantare l’Amore con le parole di un nostro prete-poeta, don Giovanni Lombardo, e le note di un nostro prete-musicista, don Vittore Bellemo, che compose l’inno al Crocifisso nel lontano 1926: “Ave, Re!”. “Sopra il trono insanguinato / come al dì del gran perdono / d’ogni colpa saturato / le tue braccia stendi ancor” – recita. E invochiamo: “Dolce amico delle genti, / apri gli occhi sul creato / gli occhi spenti nel dolor / sui redenti, o traforato, / versa il sangue dell’amor. / Ave Cristo incoronato / con le gemme del tuo cuor”. E ancora: “Vieni, o Re della vita, / il mister dell’umano divino pensiero / canti amor, amor trionfator”. Misericordia su tutti: famiglie e popoli; ogni uomo, donna, bimbo del mondo sa che c’è un cuore umano-divino che lo ama e che insegna ad amare.

V.T.