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prostituzione

Libertà e dignità

istituto d’istruzione superiore “g. veronese”

Affrontato in assemblea il tema della prostituzione

Nell’Assemblea d’Istituto degli studenti del Liceo tenutasi mercoledì 28 marzo al palazzetto dello sport, organizzata dai nostri rappresentanti degli studenti e dalla prof.ssa Mariagrazia Cipriani, è stata trattata la problematica della prostituzione. Per l’occasione sono intervenuti Irene Ciambezi e Giorgio Malaspina, appartenenti all’associazione internazionale “Comunità Papa Giovanni XXIII”, fondata nel 1968 da don Oreste Benzi.

Quest’ultimo era un sacerdote impegnato in modo concreto e continuativo a contrastare l’emarginazione e la povertà e ancora oggi sono molte le persone in tutto il mondo che portano avanti il suo operato e la sua missione. Nel 2006 l’associazione è stata accreditata al Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, un organismo che tratta tematiche legate allo sviluppo sociale, alla giustizia e alla pace.

La “Comunità Papa Giovanni XXIII” si occupa di molti problemi sociali, in particolare della prostituzione o, meglio, di recuperare e liberare dalla tratta (specialmente la tratta nord-africana/libica) e dalla schiavitù, coloro che, intrappolati in quel girone infernale, non riescono più a venirne fuori. Irene ci ha spiegato non solo come queste ragazze arrivino in Italia e a quale terribile destino vadano incontro, ma ha anche letto una parte del libro che ha scritto nel 2017 intitolato “Non siamo in vendita. Schiave adolescenti lungo la rotta libica”.

Storia di sopravvissute. Dalla lettura, siamo stati colpiti soprattutto di come era cambiata la vita di una ragazza minorenne (Irene, più volte, ha sottolineato il fatto che queste ragazze sono giovanissime e che molte hanno la nostra età!) obbligata da un ragazzo maggiorenne a prostituirsi. Il ‘compito’ di Giorgio e Irene, ma anche di molti altri membri dell’associazione, è quello di parlare, soprattutto a noi giovani, per sensibilizzarci verso il problema; per fare questo, essi girano molte città d’Italia, nella speranza che il fenomeno della prostituzione venga sempre più reso noto e di conseguenza combattuto.

Quando invece operano sul campo, solitamente girano per le strade alle 02:00 o 03:00 di notte, e quando trovano ragazze o donne sul marciapiede, si presentano e spiegano chi sono, cosa fanno e perché. Molte volte i due lasciano loro un numero di servizio, per un colloquio a parte, per parlare delle loro storie e per cercare di aiutarle. Tante sono le ragazze che, grazie a loro, hanno avuto la forza di scappare dagli aguzzini e rifugiarsi presso l’associazione, dove verranno in seguito aiutate, sostenute e seguite, fino a renderle autonome in tutto. Giorgio ci ha spiegato che il mercato del sesso è la terza industria del mondo (dopo armi e droga) e che 21 milioni tra donne, ragazze, adolescenti e bambine vendono il loro corpo, obbligate a farlo!

La prostituzione è infatti la forma più antica per usare le donne; così facendo, l’uomo prevale sulla donna e la società di conseguenza non è equilibrata. Irene e Giorgio hanno sottolineato con forza che “non si può essere indifferenti a quello che succede per le strade”; infatti, girando l’Italia, essi stanno sensibilizzando la popolazione sul grave problema e stanno raccogliendo più firme possibili per fermare e per porre fine a questo sfruttamento. Finora le firme raccolte sono state circa 30.000. Le due ore sono volate e massima è stata la nostra attenzione sull’argomento, che ha toccato tutti, soprattutto dopo aver visto il video-testimonianza di una ragazza nigeriana che è riuscita ad uscire dalla schiavitù e ha spiegato cosa ha dovuto subire.

Si spera che l’opera di persone come Giorgio e Irene continui e che possa essere spunto per altre, ma ci auguriamo anche che tutto questo finisca presto, arrivando ad una società equilibrata dove tutti possano avere la stessa libertà.

Martina Casette, 2 BSU Liceo Scienze Umane