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L’arte del passaggio

Dalla 65ª Assemblea nazionale dell’USMI (Superiore Maggiori)

Le religiose italiane dalla multiculturalità all’interculturalità

Dal 4 al 6 aprile, presso l’Auditorium del SGM Conference Center (Via Portuense 741, Roma), ho partecipato alla 65ª Assemblea Nazionale dell’Unione Superiore Maggiori d’Italia (USMI). Un appuntamento che esprime la ricchezza della comunione e la disponibilità ad essere illuminate nel servizio di governo.

In detti giorni abbiamo riflettuto su un aspetto particolare dell’arte del passaggio, tematica che è stata declinata nei cinque anni, in un crescendo di riflessioni e di provocazioni utili per il compito affidato.

Infatti, “Dalla Multiculturalità all’Interculturalità” è stato l’argomento attorno al quale ci siamo confrontate, perché il bagaglio variopinto e complesso delle culture trovi nell’accoglienza delle diversità il motivo per creare comunione e rendere il carisma di ogni Congregazione aperto alla novità e alla imprevedibilità dello Spirito.

Rimanere aperti all’azione dello Spirito che soffia dove vuole, che non possiamo ingabbiare, che non possiamo mettere dentro uno schema, anche religioso, è stata la grande sfida proposta da mons. Giacomo Morandi, che ha fatto richiamo alla lettera di san Paolo ai Galati: “Tutti voi siete uno in Cristo” (Gal 3,28). Questa disponibilità incondizionata all’azione dello Spirito, a volte, pesa perché non sappiamo davvero cosa fare.

Allora siamo tentate di riprenderci quello che abbiamo consegnato. Una tentazione che cresce, secondo mons. Morandi, quando si verifica che l’apertura allo Spirito Santo rischia di calare e lasciare spazio al protagonismo personale.

La relazione, molto ampia, sulla pluralità dell’esperienza religiosa e culturale nei piani di formazione, è stata tenuta dal gesuita padre Arturo Sosa Abascal, Superiore generale della Compagnia di Gesù, invitandoci a esaminare le pratiche della vita religiosa. Alcune potranno essere confermate in modo nuovo, per esempio l’austerità comunitaria in chiave più ecologica, la condivisione dei beni o la vita di preghiera. Secondo il relatore, la formazione iniziale e permanente è chiamata ad accompagnare i processi di ristrutturazione della vita consacrata in cui è sempre più presente la questione culturale nelle sue molteplici dimensioni. L’incontro con altri – ha concluso – richiede un processo formativo dialogante in molte dimensioni allo stesso tempo: il contesto, le culture, il carisma, la storia, i processi personali, la preparazione intellettuale. Infine l’invito ad aprirsi all’esperienza dell’interculturalità, considerandola una dimensione della nostra vita cristiana, religiosa e missionaria.

La presidente uscente, madre Regina Cesarato, ha puntualizzato che le sorelle più giovani delle nostre comunità spesso vengono da culture diverse. Noi, assieme a loro, stiamo vivendo questo passaggio dalla multiculturalità all’interculturalità. Si tratta di un processo che possiamo inserire nel grande fenomeno migratorio. Già nelle comunità si sta sperimentando quella che possiamo definire la “Pasqua delle culture”. Una “trasfigurazione della realtà”.

L’auspicio è che le nostre “comunità, molte delle quali sono internazionali, con il fermento del Vangelo, riescano a diventare interculturali”.

È certo che una delle sfide maggiori della formazione per l’interculturalità è conoscere e prendere in considerazione le culture giovanili nei vari contesti sociali attuali.

L’Assemblea nazionale si è conclusa con l’elezione della nuova Presidente Madre Yvonne Reungoat, Superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice e Vice Presidente e Sr Ester Pinca, Superiora generale delle Suore Francescane Alcantarine.

Alle neo elette l’augurio di un proficuo servizio a favore dell’USMI.

Sr M. Umberta Salvadori

Priora generale