//PERCORSO AUTORIZZAZIONE DEPOSITO GPL CHIOGGIA (laguna sud di Venezia, circa 49.832 abitanti)
Scintilla 6/5/2018Chioggia: manifestazione del 28/4/18

PERCORSO AUTORIZZAZIONE DEPOSITO GPL CHIOGGIA (laguna sud di Venezia, circa 49.832 abitanti)

COMITATO NO GPL – CHIOGGIA

Aggiornato 23/04/2018

Descrizione temporale dell’iter autorizzativo (sintetico)

Giugno 2007: viene eletto sindaco di Chioggia Romano Tiozzo che sarà sfiduciato e darà le dimissioni 1/12/2010. L’Amministrazione Comunale è Commissariata.

Giugno 2011:viene eletto sindaco di Chioggia Giuseppe Casson

29 Maggio 2012: delibera di Giunta Comunale n.120/2012, viene individuata una nuova collocazione strategica per il mercato ittico all’ingrosso nella zona di Val da Rio e precisamente a Punta Colombi.

01 Agosto 2012: Costa Bioenergie inizia l’acquisizione dei terreni in Val da Rio, con concessioni di ASPO per 40 anni, e acquisti/affitti da privati. I terreni ASPO erano stati acquisiti dalla stessa attraverso gli espropri degli ortolani per la costruzione del nuovo porto di Chioggia. Gli espropri sono stati effettuati da ASPO con soldi pubblici.

21 maggio 2013: Autorizzazione Interministeriale n. 17369 (Ministero Sviluppo Economico – MISE e Ministero dei Trasporti e dei Lavori Pubblici – MIT) su richiesta presentata dalla Ditta Costa Petroli , per un deposito di gasolio da 1350 mc. – bunkeraggio (mega distributore), per il fabbisogno di carburante di navi, pescherecci, barche da diporto. Realizzazione entro 2 anni pena decadenza. Il Deposito è previsto nel Piano Regolatore del Porto. Il 10/09/2012il dirigente urbanistica aveva espresso al MISE conformità al piano regolatore, con la prescrizione che il deposito di 1.350 mc. non comporti fascia di rispetto e/o vincoli di edificabilità, vista la realizzazione del nuovo mercato ittico adiacente. 

19 giugno 2013: delibera di Giunta Comunale n. 136/2013, accordo tra ASPO e comune di Chioggia per la collocazione del mercato ittico all’ingrosso nell’Isola dell’Aleghero (l’isola che non c’è) e revisione del piano regolatore portuale. 

08 Aprile 2014: la Costa Bioenergie (affiliata SOCOGAS che nel frattempo aveva acquistato il ramo d’azienda bunkeraggio di Costa Petroli) presenta al MISE e MIT istanza di autorizzazione per l’ampliamentodel bunkeraggio autorizzato nel 2013 con ulteriori 9.000 mc di GPL per riscaldamento per il fabbisogno energetico del Nord Italia. Le dimensioni aumentano di 9 volte rispetto il primo e cambia anche il prodotto da gasolio (liquido) a GPL (gas). La norma regionale consente ampliamenti massimi del 50%, poi diventano nuovi impianti. La normativa sulla sicurezza e la Direttiva Seveso classificano questo tipo di depositi come a “rischio di incidente rilevante” e prevedono i siti da destinare (lontani da centri abitati, da attività produttive,…) Di fatto questo non è un ampliamento ma un nuovo impianto  NON previsto nel piano regolatore portuale.

04 Giugno 2014: Il MISE     avvia la procedura per la prima conferenza dei servizi, tavolo di lavoro al quale sono invitati tutti i soggetti interessati locali, provinciali, regionali. Non vengono convocati il Ministero dei Beni Culturali e la Commissione per la Salvaguardia di Venezia e della Laguna (obbligatori per tutti gli interventi piccoli o grandi a Chioggia). NESSUNA INFORMATA E’ DATA ALLA CITTADINANZA, obbligatoria per legge!

17 Giugno 2014: I° riunione Conferenza dei Servizi, partecipa anche l’Azienda Speciale per il Porto di Chioggia (ASPO – istituita dalla Camera di Commercio di Venezia nel 1979 per la promozione del porto, trovare imprenditori e investitori, …) che si dice d’accordo con il progetto di ampliamento (firma di Tiozzo Romano dirigente della Camera di Commercio di Venezia, ex sindaco di Chioggia)

Alla Conferenza dei servizi:

  • NON partecipa il Comune di Chioggia, che a firma dell’ex dirigente dell’ufficio urbanistica (Muhammad Talieh Noori- cessato a giugno 2016 perché non confermato dalla nuova giunta comunale 5 stelle) – invia al MISE il 16/06/2014 un certificato di conformitàurbanistica al piano regolatore generale e piano regolatore del porto “in quanto ricadente in zona a destinazione bunkeraggio navi”. Il Dirigente non aveva nessuna competenza sul Porto di Chioggia!
  • NON partecipa la Capitaneria del Porto di Chioggia che invia una relazione circostanziata di NON conformitàal piano regolatore del porto (in quegli anni la Capitaneria rappresentava l’Autorità Portuale di Chioggia; da settembre 2017 in applicazione della nuova normativa sui porti viene sostituita dall’Autorità di Venezia-Chioggia, dr. Musolino).

Nello stesso tavolo sono arrivate due comunicazioni in contraddizione: una che afferma la compatibilità al Piano Regolatore Portuale ma è dichiarata da dirigente senza competenza, l’altra afferma la NON compatibilità ed è dichiarata da organo competente in materia del porto. Nei verbali della Conferenza dei servizi viene omesso il parere della Capitaneria e trascritto solo il parere dell’ex Dirigente Comunale.

10 Luglio 2014: il dirigente urbanistica invia alla II° Conferenza dei servizi il parere favorevole già espresso in data 16 giugno 2014 : “con la presente si precisa che con l’adozione della Delibera Giunta Comunale n. 136 del 19/06/2013 è stato individuato un nuovo sito denominato “Alghero” per l’ubicazione del Mercato Ittico all’ingrosso, pertanto non sussistono più le condizioni poste nel nostro precedente parere, espresso con nota n. 0041898 del 10 settembre 2012 e precisamente : “l’installazione e l’esercizio del deposito costiero per i carburanti in Val da Rio, non deve comportare la costituzione di una fascia di rispetto e/o vincolo di edificabilità tale da compromettere le previsioni dell’Amministrazione Comunale per la realizzazione del nuovo mercato ittico nell’area adiacente al sito su cui sorge il deposito”.

05 Settembre 2014: Comitato Tecnico Regionale VENETO: viene dichiarato il Nulla Osta di Fattibilità (NOF). Per il Comune di Chioggia al posto del responsabile viene inviato un geometra che non conosceva la questione e che non ha obiettato nulla, ha firmato il verbale di nulla osta.  (Riteniamo sospetta l’assenza del responsabile o almeno che non abbia spiegato al geometra la questione).

Nel verbale dei vigili del fuoco, così come nello studio di Costa Bioenergie, NON sono segnalati tutti i siti sensibili limitrofi (cioè abitazioni – circa 1500 abitanti, tre scuole, un centro diurno per anziani, la ferrovia, lo stadio, aziende di lavorazione dei molluschi, tubazioni del metano a rifornimento della città, cisterna dell’acqua, …). Nello stesso verbale i VV.FF. dichiarano che nei dintorni dell’impianto dovranno essere poste limitazioni su edificabilità e servizi.

24 Settembre 2014: Provincia di Venezia – Commissione Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA): la dr.ssa Pastore informa la Commissione della nota della Capitaneria del Porto (stessa nota che era stata inviata al MISE),  che dichiara la non conformità dell’impianto al PRP. Informa inoltre che la settimana prima, nell’incontro tra Capitaneria e Costa Bioenergie, era emerso il problema di gestione delle acque e la Ditta aveva manifestato l’intenzione di ritirare la richiesta di impianto. La Commissione prende atto delle informazioni e rinvia l’espressione di parere in attesa che la Ditta formalizzi la richiesta di archiviazione della pratica.

30 Gennaio 2015: (determina di NON assoggettamento a VIA n.333/2015)

Dopo soli 4 mesi dalla prima riunione, che dichiarava il ritiro del progetto, nella seduta del 28/1/2015  la Commissione VIA, all’unanimità, esprime parere di non assoggettamento alla Valutazione d’impatto Ambientale. Sono arrivati alla conclusione che gli effetti potenzialmente inquinanti, pericolosi per la salute delle persone e dell’ambiente sono TUTTI trascurabili, così come dichiarato dalla Ditta. NON è risultata necessaria nessuna ulteriore valutazione d’impatto ambientale, è bastato lo screening.  L’esclusione della VIA è subordinata a due condizioni, pena la sospensione della determina:

  • alle varianti alla struttura organizzativa e gestionale del porto di Chioggia conseguenti all’introduzione delle navi gasiere
  • alla rivalutazione dell’impatto acustico e, in caso di superamento dei livelli rumorosi, mettere in atto le misure necessarie per la loro mitigazione.

04 Marzo 2015: verbale II° riunione Conferenza dei Servizidel 3/3/2015. Sono assenti Comune di Chioggia e Capitaneria che inviano note a conferma di quanto inviato nella I° Conferenza. La Provincia (assente) invia determina di non assoggettamento a VIA. La Conferenza approva il progetto (con firma per ASPO di Romano Tiozzo) e invia richiesta alla Regione Veneto per la obbligatoria intesa, così da procedere poi all’autorizzazione conclusiva.

28 Aprile 2015: DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 660,  BUR n. 49 del 19/05/2015. Autorizzazione per l’aumento della capacità di stoccaggio del deposito costiero di oli minerali ad uso commerciale gestito dalla società Costa Bioenergie S.r.l. sito in Chioggia (VE), località Val da Rio.  Delibera di intesa Regione Veneto-Stato. Presenta l’Assessore Marialuisa Coppola, settore commercio. Non hanno verificato la compatibilità al piano regolatore (è competenza regionale l’approvazione dei piani regolatori) e non hanno verificato la compatibilità con la legge speciale di Venezia e Laguna (Commissione di Salvaguardia – parere obbligatorio).

26 Maggio 2015: Con decreto interministeriale n. 17407 del MISE e MIT autorizzazione deposito 9.000 mc. GPL + 1350 altri oli.

Non è citato il parere contrario della Capitaneria del Porto di Chioggia.

Nel dispositivo è citata la Legge n.35 del 4/4/2012 “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo” che definisce un percorso autorizzativo semplificato per gli insediamenti strategici

8 Aprile 2014 invio richiesta – 26/5/2015 autorizzazione = 1 anno e 1 mese: tempo record per l’autorizzazione. A Chioggia, per installare dei pannelli solari in una casa di proprietà, stanno aspettando da quasi due anni!

Inverno 2015-Primavera 2016campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale. Tutti i candidati sindaci si dichiarano contro il deposito di GPL. La cittadinanza non ne era informata! Da qui è iniziato un tam tam tra alcune persone preoccupate della notizia.

Al ballottaggio arrivano: l’ex sindaco Casson  e Movimento 5 stelle, vince M5S anche per il dichiarato impegno di contrasto al deposito di GPL .

15 Gennaio 2016: Comune di Chioggia – ex Sindaco CASSON, contro il deposito presenta ricorso straordinario (Studio legale Cacciavillani) al Presidente della Repubblica.Rrisposta del Consiglio di Stato: inammissibile. E’ stato presentato fuori luogo: doveva essere inviato al TAR; e fuori tempo: entro 60 giorni dal 26/5/2015.

Giugno 2016 viene eletto sindaco di Chioggia Alessandro Ferro.Da fine 2016, nel 2017 e 2018, in più delibere e documenti inviati alle Autorità (MISE, MIT, Regione, Provincia, ….) il Consiglio Comunale e la Giunta hanno espresso contrarietà al deposito di GPL.

Agosto 2016: ci siamo costituiti come Comitato NO deposito GPL a Chioggia

Abbiamo cercato le “carte”, i progetti, i verbali delle riunioni, la documentazione…: un lavoro “investigativo” davvero intenso.

29 Agosto 2016: informativa di costituzione Comitato NO GPL, segnalazione di criticità, richiesta incontro urgente, inviataa tutti gli Enti della Conferenza dei Servizi + Ministero Cultura + Salvaguardia Ve. Risponde Ministero Cultura MIBACT con lettera dell’8/11/2016 prot. 17175, in attesa di informazioni dal MISE e MIT.

14 Ottobre 2016: Consiglio Superiore dei Lavori pubblici invia nota di risposta al Sindaco del Comune di Chioggia nella quale pone un interrogativo sulla compatibilità del progetto al piano regolatore portuale.

07 ottobre 2016: Prima serata informativa sul deposito GPL , Auditorium S.Nicolò. Sono intervenuti dr. Franco Rigosi – Ingegnere Chimico, dr. Carlo Giacomini – Urbanista, p.n. Giuliano Nalon – Comandante L.C., dr. Alfredo Calascibetta – Imprenditore Portuale, Presidente del Comitato per il Rilancio del Porto di Chioggia

19 Novembre 2016: Prima manifestazione in piazza e fino al deposito (pioggia)

17 Dicembre 2016: Manifestazione “la catena umana” intorno al deposito

Gennaio 2017: assegnazione incarico avv. Matteo Ceruti per ricorsi al TAR e Consiglio di stato

08 Marzo 2017: L‘Avvocatura civica della Regione Veneto risponde al Comune di Chioggia affermando la mancanza dell’autorizzazione paesaggistica e la mancanza del permesso di costruire nell’iter autorizzativo. La mancanza di queste due autorizzazioni parrebbe già di fatto qualificare l’opera come “abuso edilizio”.

31 Marzo 2017: Il Comune di Chioggia invia un esposto alla Soprintendenza di Venezia e al Comando Carabinieri – Nucleo patrimonio Culturale, per richiedere chiarimenti sulla presunta mancanza di autorizzazione paesaggistica.

04 Aprile 2017: ASPO incarica lo studio legale Domenichelli (dopo notevoli pressioni del Comitato al Sindaco Ferro in qualità di Consigliere ASPO) per un parere su vicende e accordi contrattuali sui diritti di superfice con Costa Bioenergie. Conclusione: ASPO ha avuto un comportamento lineare.

26 maggio 2017: Manifestazione in piazza con sport, ballo, musica contro la proroga chiesta da Costa Bioenergie (altri 2 anni)

05 Maggio 2017: La Soprintendenza di Venezia risponde all’esposto del Comune affermando la mancanza di autorizzazione paesaggistica. 

9 Maggio 2017: Il dirigente urbanistica del Comune di Chioggia emette l’Ordinanza 95/2017 di messa in pristino dei luoghi del cantiere GPL. La Ditta Costa Bioenergie ricorre al TAR Veneto che emette ordinanza di sospensione dell’ordinanza Comunale e rimanda la sentenza definitiva ad ottobre 2018. 

29 Giugno 2017: cena di auto-finanziamento in piscina comunale a sostegno delle azioni legali per tenere chiuso il cantiere Gpl in Val da Rio 

23 Agosto 2017: cena di auto-finanziamento allo stabilimento balneare internazionale (da Stella) presente l’avv. Matteo Ceruti per l’approfondimento delle azioni legali

21 Settembre 2017: Il Consiglio di Stato si è riunito sul ricorso del Comune di Chioggia e Comitato NO deposito GPL contro la determinazione del TAR, obbligandolo ad un anticipo: la discussione di merito al TAR sarà il 10 maggio 2018.

21 Settembre 2017: Accesso nord al deposito: La Procura della Repubblica/Capitaneria del Porto di Chioggia sequestra l’accesso al cantiere in quanto senza autorizzazione. La Ditta ha continuato ad entrare presentando richiesta di sanatoria. La Commissione di Salvaguardia ha respinto la richiesta di sanatoria (aprile 2018), quindi l’accesso a nord dovrà essere messo in pristino come da ordinanza Comunale 85/207

Nei primi mesi del 2018 questo accesso è stato chiuso e la Ditta ha aperto un altro varco anch’esso abusivo. La Capitaneria del Porto dovrebbe emettere contestazioni nel mese di aprile 2018per questo secondo varco su terreno concesso dalla Capitaneria ad ASPO (ma i lavori sono stati eseguiti da Costa Bioenergie: sub-concessione vietata)

30 Novembre 2017: Spettacolo di Pippo Zaccaria “OSPISSIO” per autofinanziamento dai Salesiani

05 Dicembre 2017: Assemblea pubblica in piazza per aggiornare la cittadinanza: relatori, tra gli altri, Michele Siviero (Artigiani), Carlo Albertini (commercialista, costi per Chioggia)

06 Dicembre 2017: La Costa Bienergie convoca una conferenza stampa a Margheraper spiegare l’importanza e la sicurezza dell’impianto GPL di Chioggia

21 Dicembre 2017:  Il Comitato convoca una conferenza stampa nella sala riunioni Museo Civico a risposta della Costa Bioenergie

30 Gennaio 2018:  Il CTR si incontra per verificare lo stato del progetto deposito GPL, viene consegnata a nome del Comune di Chioggia (Veronese, vice sindaco) la relazione dell’ing. Samuele Colombo sulla scorretta classificazione del deposito. Vengono espresse prescrizioni per la continuazione dei lavori nel cantiere.

09 Febbraio 2018: Presso l’auditorium di San Nicolò il Comitato No GPL organizza un convegno sulla sicurezza dei cittadini, della città e del porto. Sono intervenuti Dr.ssa Maria Rosa Vittadini – ex docente IUAV ed ex Presidente Commissione VIA Nazionale, Dr. Marco Grondacci – docente e ricercatore in Diritto Ambientale

17 Aprile 2018: Con Decreto pubblicato sul BUR Veneto n. 37 è stata deliberata la decadenza del finanziamento europeo ad ASPO, contestando l’utilizzo esclusivo della banchina A da destinare al deposito GPL (circa 3 milioni)

10 maggio 2018: in attesa di sentenza del TAR sull’ordinanza comunale 95/2017 di messa in pristino dei luoghi. Contro il ricorso della Costa Bioenergie si sono costituiti “ad opponendum” il Comitato NO GPL, l’Associazione di Chioggia Vongole Veraci (CAM, CLAM, CRAME, BLUPESCA) e la Regione Veneto.

Sintesi dei contenuti – le criticità

La città di Chioggianon vuole il deposito di GPL visto che il Comitato cittadino “NO GPL” ha finora raccolto circa 14.000 firmedi cittadini contrari al deposito a rischio di incidente rilevante, in quanto troppo vicino alle abitazioni, scuole ed attività produttive. 14.000 firme su42.100 iscritti alle liste elettorali e 26.900votanti alle ultime elezioni comunali.

È evidente che la popolazione non vuole il deposito.

Il Consiglio comunale di Chioggia(neo eletto a giugno 2016), con propri atti ha deliberato all’unanimità la contrarietà nei riguardi della realizzazione dell’intervento, indicando in modo dettagliato le ragioni che sostengono tale volontà politica e, insieme al Comitato NO GPL, ha rilevato che numerose, di vario genere e gravi sono le irregolarità osservate nell’iter autorizzativo del suddetto deposito, riscontrate attraverso lo studio accurato dei documenti e dei verbali con l’aiuto di professionisti di dimostrata competenza, criticità che devono emergere nella loro piena gravità a tutela dei cittadini di Chioggia, come di seguito si rappresenta:

CRITICITA’ 

Molte sono le criticità denunciate, riassumibili in filoni:

  • Rischio Sicurezza delle persone, pericolo GPL durante la movimentazione navi gasiere sul Canale Lombardo attraversato da navi mercantili, pescherecci, barche da diporto. Pericolo autobotti in strada urbana e Romea (seconda strada provinciale a maggior incidenza di incidenti mortali). Pericolo deposito nel carico e scarico del GPL: verrà utilizzato un odorizzante per rendere percepibili le perdite di GPL durante il travaso nave-serbatoi e serbatoi-autobotti: significa che l’aria dell’ambiente circostante sarà puzzolente e non si sa quanto dannosa alla salute. Manca ancora il piano di sicurezza nei transiti.
  • Rischi per l’Ambiente, laguna habitat fragile, vedi i milionari investimenti per la sua salvaguardia (MOSE, disinquinamento di Marghera, …), la Ditta dichiara che in caso di sversamenti di prodotto in mare-laguna, saranno utilizzate le panne delimitanti;
  • Pericolo per l’Economia della città fondata sulla pesca (seconda flotta peschereccia nazionale, coltivazione vongole, moleche, …) e sul turismo (Chioggia città d’arte e balneare: bandiera blu a rischio). Inoltre questo deposito non consentirà lo sviluppo portuale anche legato alla crocieristica in quanto attività incompatibili. Il dr. commercialista Carlo Albertini nell’analisi condotta su dati statistici 2016 -2017 sui valori immobiliari (5,5 miliardi di Euro) ed economico-produttivi (1,5 miliardi di euro/anno) su un totale di 7 miliardi di euro quantifica in 0,7 miliardi/anno (10%) la perdita economica di Chioggia;
  • Criticità nell’iter amministrativo (dedotte dallo studio della normativa urbanistica, sull’ambiente, sui porti, sugli impianti a rischio di incidenti rilevanti): mancanza di parere paesaggistico, mancata convocazione di Enti competenti, mancato controllo delle dichiarazioni della Ditta su classificazione impianto, mancata informazione alla cittadinanza; assenza siti sensibili, insufficiente analisi rumori e venti, …. (elenco lunghissimo) 

IN PARTICOLARE: 

SICUREZZA

La mancata considerazione degli obblighi relativi alla pianificazione della prevenzione dei rischi di incidente rilevante: la compatibilità territoriale è richiesta dal decreto ministeriale 13 ottobre 1994 n. 2524, laddove, all’art. 3.2, prescrive che i depositi fissi di GPL di capacità complessiva superiore a 30 metri cubi, come quello citato (di metri cubi 9.000), “devono essere ubicati in aree destinate a zona industriale o assimilata nei Piani Regolatori o nelle previsioni di altri strumenti urbanistici o in aree agricole da definire in accordo con gli strumenti urbanistici locali.” Trattasi di normativa tecnica di particolare rilevanza, costituendo, l’intero citato decreto ministeriale, base e quadro sistemico prescrittivo e operativo specifico “per la prevenzione degli incendi (…) dei depositi di GPL”, norma tecnica non derogabile/superabile.

Di fatto questo deposito sta sorgendo a 250-350 mt da circa 2.000 abitanti, nido famigliare, scuola primaria, scuole secondarie di 1° e 2° grado, centro di formazione professionale, centro diurno per anziani, poliambulatori e centri riabilitativi e diagnostici, aziende di lavorazione dei molluschi, cisterna dell’acqua a servizio della città, centro storico con tutte le relative attività commerciali ed abitative!

– il nulla osta di fattibilità (NOF) del CTR:

  1. Nel documento “Studio di fattibilità – Analisi Preliminare di sicurezza” del 21/02/2014 prot. 2715 – di istanza per l’ottenimento del Nulla Osta di Fattibilità, la Ditta dichiara:
  2. a) Pag. 8, un elenco di insediamenti assolutamente parziale nel tentativo di caratterizzare il territorio circostante come industriale, mentre è classificato nel PRG commerciale ed urbano.
  3. b) Pag. 11, la foto dell’area destinata al deposito è chiaramente fuorviante in quanto è sbilanciata verso

la laguna e non riprende il centro storico della città compreso nel raggio di 500 mt.

  1. c) Pag. 36, la Ditta dichiara: “Ne consegue che il deposito … risulta compatibile con la destinazione delle are definite dal PRG vigente dei Comuni di Marghera VE”. Evidenziamo che il deposito in questione insiste nel Comune di Chioggia e non è conforme né al Piano Regolatore Generale e nemmeno al Piano Regolatore Portuale.
  2. Istruttoria N.O.F., Documentazione integrativa del rapporto di sicurezza preliminare – giugno 2014, prot.8173: la Ditta Costa Bioenergie dichiara che tale documento integrativo sostituisce totalmente il precedente Rapporto di Sicurezza Preliminare al fine dell’ottenimento di N.O.F. (nulla osta di fattibilità) e tiene conto delle richieste evidenziate dal Gruppo di Lavoro (CTR) e di una serie di modifiche progettuali maturate a posteriori dalla Ditta stessa. In tale documento si rileva che:
  3. a) Pag. 8 punto A.1.1.2, il costruendo deposito è sito nell’area industriale del comune di Chioggia. Tale affermazione non è vera, il sito è nell’area portuale di Chioggia classificata commerciale;
  4. b) Pag. 10 punto A.1.2.1, nella descrizione dei principali siti sono omessi elementi sensibili significativi quali ad esempio: nido famigliare, scuola primaria, scuole secondarie di 1° e 2° grado, centro di formazione professionale, centro diurno per anziani, poliambulatori e centri riabilitativi e diagnostici, aziende di lavorazione dei molluschi, cisterna dell’acqua a servizio della città, centro storico con tutte le relative attività commerciali ed abitative, come rappresentato a titolo esemplificativo nell’allegato 2 per una visione d’insieme seppur parziale. D’altra parte l’area interessata con raggio di 1000 mt. dal baricentro del deposito, come evidenziato dalla mappa indicata nel punto A.1.2.2, interessa ulteriori elementi sensibili anch’essi non specificati dalla Ditta. Si sottolinea l’importanza della corretta identificazione degli elementi sensibili (ambiente e persone) richiamando la normativa riferita alle Direttive Seveso, al D.M. 13 ott. 1994, al D.M. 9 maggio 2001, e successive normative relative alla sicurezza ed alla pianificazione urbanistica e territoriale, per le zone interessate da stabilimenti e impianti a rischio di incidente rilevante come questo in questione.
  5. c) Pag. 45 punto C.1.3.1, Condizioni meteorologiche prevalenti. I dati utilizzati per lo studio sono stati rilevati presso la stazione ARPAV di Rosolina, nonostante a Chioggia esista da anni una stazione ISPRA che rileva tutti i dati atmosferici necessari
  6. Nel documento di “Valutazione previsionale di Impatto Acustico” 13 giugno 2014, la Ditta:
  • dichiara che non utilizza il Piano di Classificazione Acustica del Territorio redatto dal Comune di Chioggia perché lo considera “strano” e quindi utilizza una sua classificazione personalizzata ed assolutamente opinabile;
  • si avvale dei dati meteorologici dell’ARPAV di Cavallino Treporti, invece di utilizzare i dati ISPRA con anemometro posto nella diga sud di Sottomarina;
  • dai report dei rilievi strumentali risulta che le rilevazioni dei rumori sono state effettuate tutte in un unico pomeriggio (mercoledì 14 maggio 2014) con n° 4 rilevazioni nella fascia oraria 14.00 – 18.00 e n° 1 rilevazione nella fascia oraria 22.00 – 00.02. Tale modalità di rilevazione risulta statisticamente poco significativa in quanto ha tralasciato la rilevazione nelle ore a maggior traffico.

Si chiarisce che l’attività dell’impianto sarà continua nelle 24 ore e che le autobotti inizieranno l’attività dalle ore 7.00 del mattino.

  1. e) Pag. 120, Impianti e depurazione dei reflui: la Ditta dichiara che “qualora risultasse necessario utilizzare metodologie diverse di raccolta delle acque meteoriche (pendenza pavimentazione e collettore di raccolta) verrà predisposta rete fognaria di raccolta ….”. E’ noto che in quell’area non è presente rete fognaria. Inoltre nella normativa studiata non risultano scelte così significative a posteriori, non è sostenibile l’espressione <qualora risultasse necessario> considerate le intense tempeste e le frequenti trombe d’aria che si stanno verificando negli ultimi tempi. Di fatto è già prevedibile lo sversamento delle acque piovane nel pozzo circostante e quindi in laguna, senza nessun trattamento, con conseguente inquinamento della laguna stessa con derivati del petrolio!
  2. f) Non risultano, in nessun documento, i rischi relativi alla percorrenza delle navi gasiere nella laguna – canale Lombardo, cioè nulla viene detto rispetto al traffico nello stesso canale di motopescherecci e barche da diporto, nulla rispetto l’attraversamento con navi gasiere di un canale che percorre il centro storico della Città di Chioggia. Tale omissione risulta particolarmente preoccupante visto che tra i pericoli più significativi segnalati dalla Ditta risultano le collisioni. Inoltre risulta poco chiaro la stazza delle navi e la modalità di trasporto del GPL, elementi ritenuti assolutamente significativi per la corretta valutazione dei rischi in laguna e centro storico.
  3. g) Stessa omissione anche per la percorrenza delle autobotti dal deposito alla strada Romea. In altro documento progettuale (Integrazioni in adempimento alle richieste della Provincia di Venezia – 3 sett. 2014) la Ditta ha dichiarato che, considerati gli alti livelli di traffico in Romea, venti autobotti di GPL in più non sono significative: tale affermazione più che una valutazione dei rischi risulta un’opinione personale e discutibile, visto che la Romea è già tra le strade italiane a maggior incidenza di incidenti mortali e per tale motivo oggetto di finanziamenti dell’ANAS e MIT per la messa in sicurezza e che il problema non sta nelle 20 autobotti ma nel contenuto di GPL che trasportano. Riteniamo che una corretta valutazione dei rischi su strada deve essere fatta relativamente al numero di autobotti che percorrono la Romea e al numero/caratteristiche degli incidenti che le vedono coinvolte.
  4. h) La normativa impone di valutare i rischi di incidenti secondo la tipologia di gas/liquidi presenti nel deposito, per questo quando il GPL è in pressione si devono considerare una serie di ipotesi incidentali più numerose del “flash fire” preso in esame, in particolare per quanto riguarda il trasferimento nave gasiera – deposito e deposito – autobotti, rischi per i quali la normativa richiede specificazioni più dettagliate.
  5. i) non sono state valutate altre puntuali ipotesi incidentali relative ai rischi dell’inquinamento dell’aria da odorizzante, agli altri trattamenti in loco e alla valutazione degli effetti domino non considerati nonostante i serbatoi di bunkeraggio interni al deposito e, all’esterno, il metanodotto che percorre parallelo a circa 100 metri dal deposito.
  6. Nella stessa seduta veniva acquisita dal CTR la nota della Capitaneria del Porto di Chioggia che esprimeva la non conformità al piano regolatore del porto dell’opera in questione.

Da quanto descritto ci sembra evidente che già nella fase preliminare del NOF erano presenti elementi importanti per un parere negativo al rilascio del nulla osta di fattibilità. Diversamente nella seduta del 2/9/2014, con verbale 1359 viene espresso parere favorevole: “il Gruppo di lavoro ritiene che il deposito in questione, per quanto desumibile dalla documentazione presentata, abbia un adeguato livello di sicurezza” precisando che: “In ogni caso il gruppo di lavoro ritiene che nella valutazione della destinazione d’uso di terreni in prossimità a stabilimenti a rischio d’incidente rilevante, ad integrazione dei criteri di compatibilità esposti nel DM 15 Maggio 1996, le autorità preposte alla pianificazione territoriale e urbanistica debbano tenere in debita considerazione la presenza o la previsione di elementi particolarmente vulnerabili soggetti a grandi affollamenti, ovvero, stante il grado d’incertezza delle analisi delle frequenze e della magnitudo degli scenari incidentali, si auspica che non venga utilizzato un approccio esclusivamente di tipo deterministico nella pianificazione territoriale.”

E’ evidente che il Gruppo di lavoro (CTR) non ha verificato in loco la veridicità delle dichiarazioni della Ditta come la normativa e il principio di precauzione (Direttive Seveso) richiedono, perché si sarebbe accorto che nel raggio di 500 m è compreso, oltre a scuole ed attività produttive,  parte del centro storico dove si svolgono mercati settimanali, fiere, sagre, manifestazioni con grande richiamo di turisti in quasi tutti i mesi dell’anno!

Nella riunione del CTR del 30.01.2018 è stata consegnata al CTR la nota del Comune di Chioggia “OSSERVAZIONI PRELIMINARI IN MERITO ALLA CLASSIFICAZIONE DEL DEPOSITO G.P.L. DI CHIOGGIA SULLA BASE DELLA DOCUMENTAZIONE INOLTRATA AL C.T.R. DEI VV.F. AI FINI DEL RILASCIO DEL NULLA OSTA PREVENTIVO”, a cura dell’Ing. Samuele Colombo. In particolare la nota dichiara che il deposito è in classe II e non in classe I come erroneamente dichiarato dalla Ditta.

 

ITER AUTORIZZATIVO

– la Provincia di Venezia (ora Città metropolitana), con le deliberazioni prot. n. 333/2015 e n. 668/2015, ha ritenuto di non assoggettare questo progetto alla valutazione di impatto ambientale (VIA)nonostante l’entità di tale deposito e l’impatto che avrà nel territorio di Chioggia: gravi ripercussioni sulla sicurezza dei cittadini e sull’ambiente lagunare, ricadute sulle attività economiche, quali turismo, pesca, attività marittime. La valutazione di solo screening era condizionata all’assolvimento di alcune prescrizioni che ad oggi non risultano assolte, in particolare la valutazione dei rischi nel transito delle navi gasiere attraverso le bocche di porto (le stesse dove si stanno posizionando le paratie mobili del MOSE) e canale Lombardo. A distanza di due anni, le prescrizioni non sono ancora state soddisfatte e i lavori di costruzione continuano in assenza di valutazione di impatto ambientale. Di fatto la Provincia, nel procedimento di screening, non ha valutato l’intero processo previsto per l’esercizio del deposito, limitandosi al solo deposito ed escludendo dalla valutazione il transito ed accosto alla banchina delle navi gasiere e il transito delle autobotti.

-nell’iter autorizzativo del deposito è mancato il parere, obbligatorio e vincolante, della Commissione per la Salvaguardia di Venezia. Il deposito insiste sulla laguna sud di Venezia e quindi è sottoposto alla legislazione speciale per la sua tutela. Tale grave irregolarità è stata segnalata al Ministero dello sviluppo economico, curatore primo della procedura di autorizzazione dell’impianto, ma anche al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in quanto contitolare del potere di autorizzazione e titolare primo, tra gli altri ministeri, delle competenze governative per la salvaguardia di Venezia, in attuazione della legislazione speciale.

-l’iter autorizzativo non ha considerato l’obiettivo programmatico di “estromissione del traffico petrolifero dalla Laguna di Venezia”, espressamente stabilito a livello nazionale dal sistema normativo per la Salvaguardia della Laguna di Venezia (legge n. 789 del 1984, art. 3, lett. l)): “evitare il trasporto nella laguna di petroli e derivati”. Trattasi di indirizzo politico programmatico ma certamente impegnante a ogni livello istituzionale pubblico, anche per il notevole impegno di iniziative e sforzi finanziari già espressi nella politica della salvaguardia.

-la mancata autorizzazione paesaggistica (artt. 146, 147 e 159 del decreto legislativo n. 42 del 2004, Codice del paesaggio), obbligatoria, stante l’inclusione del sito oggetto dell’intervento nell’ambito del vincolo paesaggistico della laguna di Venezia.

Si sottolinea che la protezione del paesaggio è un valore garantito dall’art.9 della Costituzione: “la Repubblica (…) tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”;

  • la mancata considerazione delle note della capitaneria di porto di Chioggia che, con in date 11 luglio 2014, 2 ottobre 2014 e 27 febbraio 2015, ha più volte segnalato al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la non conformità del progetto al proprio PRP. In particolare, con l’ultima di quelle note, la Capitaneria ha esplicato puntualmente i termini della questione, allegando sia un estratto delle norme tecniche, sia un estratto della cartografia dello stesso PRP. Di tale ultima attestazione non risulta riscontro alcuno nei verbali delle due Conferenze dei servizi e nemmeno nella successiva deliberazione interministeriale;
  • la precisa destinazione di PRP e di PRG a “zona buncheraggio” del sito individuato in Val da Rio, esclude attività diverse quali il deposito GPL. Di fatto la richiesta della ditta Costa Bioenergie si riferisce ad un nuovo impianto non di mero “ampliamento”, in quanto il deposito cambia per quantità e tipologia di prodotto: da 1.350 metri cubi a 10.350 metri cubi, da gasolio per rifornimento carburante di navi e pescherecci a deposito di GPL per esigenze energetiche nazionali, facendo di fatto rientrare tale deposito nella normativa prevista per “gli impianti a rischio di incidente rilevante”. La Regione Veneto consente ampliamenti fino ad un massimo del 50% iniziale.