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Attenti al web!

Sicurezza in Internet – Dedicato ai genitori

Un appello ai genitori: “State attenti al web, perché vostra figlia potrebbe finire in malo modo!”. È successo a Chioggia qualche giorno fa. Una 13enne, come fanno tante altre sue coetanee, si era messa in comunicazione via web con un giovane di Catania e aveva iniziato una amichevole corrispondenza virtuale con lui. Ma questo tale non si è rivelato proprio un amico molto virtuale (o virtuoso…), ma piuttosto… realista. Ha “raggirato” la minorenne chiedendole di inviargli foto osé. Costei ha dapprima acconsentito, ingenuamente o meno, forse per gioco o forse per la cattiva conoscenza di questo mezzo telematico e della sua pericolosità, così che il catanese ha rinnovato le sue richieste minacciandola di pubblicare le foto sul web nel caso lei non avesse acconsentito alle ulteriori richieste. Ma, meglio tardi che mai, la 13enne non ci è stata al ricatto e attraverso l’app della Polizia postale denominata “Youpol” e aperta proprio per denunciare simili casi, mette a conoscenza della questione gli agenti del commissariato di Chioggia. Questo si mette in contatto con la polizia della città siciliana e quegli agenti irrompono nella casa del giovane, controllano il suo computer e trovano, oltre alle foto della chioggiotta, numerosissime altre foto pedopornografiche, cosicché viene denunciato per adescamento minorile e gli viene sequestrato lo smartphone.

Il fenomeno del cyberbullismo è stato discusso anche in sede Lions a Chioggia nell’ambito del progetto “Educare alla legalità: contrasto al cyberbullismo” di cui si riferisce in un articolo a parte.

Il fatto è un campanello d’allarme sia per molti genitori sia per molti ragazzi/e, che non di rado aprono un ingenuo contatto con altri coetanei che poi, invece che essere amici virtuali, si trasformano in soggetti poco… raccomandabili. Questo Youpol è una nuova app che permette di mettersi in contatto con la polizia, attiva alla questura di Veneza dallo scorso febbraio. Fino ad oggi sono pervenute ben 338 segnalazioni, più di 3 al giorno. Si tratta in poche parole di un filo diretto con la questura (una sorta di 113) pensato soprattutto per i più giovani: l’App è semplice e va usata dopo averla scaricata gratuitamente dall’App Store come qualsiasi altra applicazione. I poliziotti valutano se sia il caso di intervenire subito o meno. Per funzionare l’app ha bisogno, oltre che della connessione, anche dell’attivazione del gps, così che gli operatori possano individuare la zona da cui è stato inviato il messaggio.

Ci permettiamo di trasmettere l’appello, perciò, non solo e specialmente ai giovani, ma anche ai genitori.

A.P.