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“Grande dono di Dio per la Chiesa”

Comunità Neocatecumenali

Papa Francesco: “Un applauso ai cinquant’anni”

Madrid 1968-Roma 2018. È bello sapere che il Signore si serve di molteplici vie per farci innamorare di Sé, è bello condividere nella Chiesa l’amicizia con la pluralità dei carismi e dei movimenti, molti nati dalla primavera del Concilio Vaticano II. È bello per noi, oggi, in questo pullman diretto a Roma, riconoscere che l’Amore di Dio nelle nostre vite si è manifestato attraverso un particolare carisma, il Cammino Neocatecumenale, nato nel ‘68 tra le baracche della periferia di Madrid, tra “gli ultimi della terra”, i più poveri e sofferenti, dall’annuncio kerygmatico dell’Amore di Dio nella Vittoria di Cristo sulla morte. Eccoci dunque a partire per questo pellegrinaggio, con lo spirito di chi si mette in cammino, per andare a rendere grazie al Signore per questo Giubileo del Cammino Neocatecumenale.

Arriviamo alla spianata di Tor Vergata, all’alba del 5 maggio, tra migliaia di persone, noi delle comunità di Santo Spirito e S. Anna, nutrito gruppo tra gli 8 e gli 80 anni, e sembra che non ci sia differenza, perché siamo tutti fratelli, figli di Dio Padre e di questa Madre Chiesa che ci accoglie e ci ama. C’è aria di festa e di lode, preghiere e danze al suono di cimbali e chitarre, e un brulicare di bambini di ogni età accanto ai padri e alle madri: pregano anch’essi, cantano, giocano. Attendiamo il Santo Padre. Siamo oltre 150.000 persone da tutto il mondo, 134 nazioni dai 5 continenti. Prende la parola il fondatore, Kiko Arguello, viene proclamato San Paolo: “È piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione” (1 Cor 1, 21), viene annunciato il Kerygma, la buona notizia: “È possibile amare nella dimensione della morte, chi mi fa soffrire: perché Cristo ha vinto la morte!”. Siamo in comunione con la Chiesa, con la Società e con il Cielo: sul palco 16 cardinali, 90 vescovi e tanti presbiteri; segue il saluto del Rettore dell’Università di Tor Vergata: riconosce il grande contributo al dialogo tra scienza e fede da parte della co-fondatrice del Cammino Carmen Hernandez, laureata in chimica e in teologia, salita al Cielo da due anni.

Il tempo corre veloce; ecco il Santo Padre! Entra nel vivo dell’Anniversario: “50 è un numero importante nella Scrittura: al 50° giorno lo Spirito del Risorto discese sugli Apostoli e manifestò al mondo la Chiesa. Prima ancora Dio aveva benedetto il 50° anno: “Il 50° anno sarà per voi un giubileo” (Lv 25,11).”. E comincia una lunga fila di “Grazie”: a Dio, che ha suscitato il Cammino, ai fondatori, Kiko, Carmen e Padre Mario Pezzi, a tutti i presenti, a coloro che hanno risposto “sì” alla chiamata del Signore a vivere il Vangelo. Un “Grazie” importante rappresenta il cuore del messaggio di Papa Francesco: a coloro che stanno per partire in missione, alle 135 “Missio ad gentes”, per l’evangelizzazione nei luoghi dove non arriva più il messaggio cristiano. È la Nuova Evangelizzazione, fortemente auspicata dal Santo Padre Giovanni Paolo II. Papa Francesco si ferma a lungo su questo tema: “L’evangelizzazione è la priorità della Chiesa di oggi”, e prende spunto dal Vangelo di Matteo per una catechesi sulla missione: “Andate… un invito chiaro ad essere sempre in uscita, pellegrini nel mondo alla ricerca del fratello che non conosce la gioia dell’Amore di Dio”. E ancora: “Voi avete nel vostro DNA questa vocazione ad annunciare vivendo in famiglia, sull’esempio della Santa Famiglia: in umiltà, semplicità e lode. Cari fratelli, il vostro carisma è un grande dono di Dio per la Chiesa del nostro tempo… non perdete mai la fiducia. Vi incoraggio: andate avanti!”. E infine, l’immancabile “non dimenticatevi di pregare per me, che rimango qui!”. Si canta il Te Deum, tutta la valle romana vibra della summa laude all’Altissimo.

Siamo grati al Signore, che attraverso i Suoi disegni ci ha condotto fino a qui. Il cuore è pieno di serenità e letizia. In autobus si continua a pregare e cantare… la lode non ha età, i vecchi con i bambini, i giovani e gli adulti. Siamo allegri, grati al Signore. Torniamo a casa, sì, ma sempre “in uscita”, con questo anelito nel cuore: “Andate!”, pellegrini nel mondo a portare il lieto annuncio dell’Amore di Dio per ogni uomo.

Concetta Ricottilli