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Dibattito sulla fusione

cavarzere e cona

Tante voci favorevoli al convegno organizzato da Confindustria

La fusione tra Cavarzere e Cona porterebbe alla nascita di un nuovo comune di 17.000 abitanti, con 9 consiglieri in meno, alla elezione con il ballottaggio e un risparmio di circa € 19.000.

L’Amministrazione unica potrebbe contare su € 20.600.000 tra incentivi statali e regionali in 10 anni, di cui € 2.250.000 nel 1° anno: pari a una riduzione dei contributi comunali del 53%, al netto della tassa rifiuti; a un incentivo del 22% alle risorse per i servizi comunali e del 76% sulla spesa per gli investimenti, nonché a un rilancio dello sviluppo economico. La proposta di Confindustria di Venezia, su uno studio commissionato dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo Delta Lagunare al Centro studi Sintesi, è stata illustrata dal dr. Alberto Cestari all’assemblea pubblica svoltasi martedì 29 maggio nella sala convegni di Palazzo Piasenti-Danielato, presente un folto e attento uditorio, che ha manifestato il suo consenso. Sull’argomento sono intervenuti Vincenzo Marinese (presidente Confindustria), Gianluca Forconi (vicepresidente regionale), Maurizio Gasparini (direttore della programmazione e dello sviluppo regionale), i sindaci di Cavarzere Tommasi e di Cona Panfilio: il primo deliberatamente favorevole, con accento di entusiasmo, il secondo alquanto incerto sull’operazione (ritenuta opportuna, purché pensata e definita nel tempo necessario dalle due Amministrazioni dal punto di vista anche politico e sociale). Un nuovo Comune quello tra Cavarzere e Cona (13° per importanza della provincia veneziana) che, come hanno messo in evidenza i vari interventi favorevoli e secondo lo studio di fattibilità, porterebbe anche a minori vincoli nell’assunzione del personale, minori costi nell’erogazione dei servizi, anche con delegazioni decentrate; investimenti futuri per evitare il continuo declino territoriale e il declassamento dovuti alla carenza di attività produttive e al continuo decremento e invecchiamento della popolazione. Tutto ciò previa naturalmente la necessaria consultazione delle popolazioni interessate. Uno dei punti deboli sembra consistere nel fatto che mentre la carica di Panfilio volge alla fine, quella di Tommasi scadrà fra tre anni. Al convegno hanno dato la loro adesione anche Confcommercio, Confagricoltura, Confartigianato e la CNA (Confederazione dell’Artigianato, piccole e medie imprese).

Tra i sindacati finora si è detta decisamente favorevole la Uil (Unione italiana del Lavoro), come ha manifestato il responsabile provinciale nel corso dei lavori.

Secondo il referente della Uil Fabio Osti, si tratta infatti di una occasione più che propizia: perché 20 milioni di euro in 10 anni, cioè 2 milioni annuali soltanto dallo Stato, oltre al contributo regionale, rappresentano non solo un grande aiuto agli interventi sociali, ma anche a livello infrastrutturale “per due Comuni che fanno fatica a spendere e i cui bilanci sono in deficit”, e ciò tenendo conto in primis il basso livello demografico e “l’allontanamento progressivo dei giovani e degli anziani, che non fanno altro che peggiorare la situazione”.

Occorre quindi “rimboccarsi le maniche”, approfittando del cambiamento che si presenta, “obbligatorio per rinascere” da un declino altrimenti inarrestabile per il futuro dei due Comuni.

Rolando Ferrarese