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Chioggiotti arrabbiati

QUESTIONE GPL

Secondo il Tar, Socogas ha agito correttamente: l’autorizzazione paesaggistica c’è ed è in regola

Martedì 5 giugno il Tar del Veneto ha reso pubblica la sentenza sul ricorso di Socogas contro l’ordinanza comunale di rimessa in pristino dei luoghi alterati dal cantiere per l’apertura del secondo varco all’impianto di Punta Colombi in Val da Rio. Il TAR nella sentenza riconosce a Costa Bioenergie di avere operato legittimamente e che l’ordinanza del sindaco Ferro è stata adottata “sul presupposto erroneo dell’inesistenza dell’autorizzazione paesaggistica” (rilievo sollevato il 5 maggio 2017 dalla Soprintendenza e presupposto dell’ordinanza sindacale). Per il TAR Socogas ha agito correttamente in quanto le autorizzazioni concesse a Roma dai Ministeri per lo Sviluppo Economico e delle Infrastrutture sono onnicomprensive anche per quanto riguarda l’autorizzazione paesaggistica. “Il nostro operato è legittimo – scrive la società. – Ha rispettato le leggi e i provvedimenti autorizzatori rilasciati dalle competenti Autorità. Ci auguriamo, esaurita questa fase, possa attivarsi un dialogo costruttivo tra tutte le parti interessate, per consentire a tutti di lavorare con la maggior serenità possibile e trovare forme e modi di collaborazione nell’interesse della comunità locale”. Nel frattempo, grazie anche alla sospensiva concessa dallo stesso TAR, che ha fatto slittare l’udienza per la discussione di quasi un anno, i lavori sono andati avanti e giunti al 70%, tanto che la ditta stima di chiudere il cantiere e i collaudi agli inizi del 2019.

Nonostante questa sentenza sfavorevole il Comune, il Comitato No GPL e tutte le categorie economiche, turistiche e sociali di Chioggia non intendono certo mollare. Era scontato che dopo la sentenza del TAR una delle due parti  sarebbe ricorsa in appello al Consiglio di Stato! È toccato ai chioggiotti… “profondamente delusi e tanto arrabbiati”… Ma con noi hanno perso la Regione e lo stesso Stato attraverso la Soprintendenza. Spiega Roberto Rossi portavoce del Comitato No GPL in un lungo messaggio su WhatsApp inviato appena letta la sentenza: “È vero che il Tar ha rigettato l’ordinanza comunale di messa in pristino, è altrettanto vero che la sentenza dichiara in maniera netta l’illegittimità dell’iter amministrativo, anche se questo presupposto non lo può dichiarare nullo. È altrettanto paradossale – continua il presidente del comitato No Gpl – che il non coinvolgimento del Mibact alle conferenze dei servizi, che avrebbe reso nullo il percorso in ogni altro luogo del territorio nazionale, in un ambiente maggiormente delicato come la laguna di Venezia, tutelata da una specifica legge speciale, si ritenga che il parere di conformità urbanistica espresso dal dirigente del comune riassuma in sé il parere della Commissione di Salvaguardia e della Soprintendenza, che in seno alla stessa si esprime. Inoltre i giudici, nelle more della sentenza, danno delle precise indicazioni su come il Mise possa revocare od annullare il procedimento adottato perché potrebbe essere impugnato di fronte alla Corte Costituzionale in quanto il paesaggio è tutelato dall’articolo 9 della Costituzione. Per questo motivo – conclude Rossi nel messaggio – nei prossimi giorni sarà nostra cura far pervenire la sentenza stessa ai giudici della Procura che stanno indagando su tutte le implicazioni relative al costruendo deposito. La nostra battaglia continuerà ad oltranza e Socogas farebbe bene ad attivarsi per ottenere una delocalizzazione dell’impianto”. Se tutto è nato a Roma ora che i due Ministeri Sviluppo Economico e Infrastrutture sono nelle mani di due ministri 5Stelle,  Luigi Di Maio al primo e Danilo Toninelli al secondo, tutto potrebbe finire là dove è nato, come già aveva auspicato il sindaco Alessandro Ferro alcuni giorni prima della formazione del nuovo governo e come aveva promesso lo stesso Di Maio a Chioggia per la campagna elettorale. Lo suggerisce tra le righe anche la stessa sentenza del TAR.

Già il gruppo consigliare pentastellato si sta attivando e non solo! La stessa opposizione ricorda che il Consiglio Comunale, un paio di mesi or sono, all’unanimità aveva deliberato di organizzare una grande manifestazione di tutte le forze politiche e sigle economiche nella capitale per chiedere la risoluzione del caso Gpl. Bisogna assolutamente andarci e in tanti… “I giochi non sono chiusi – assicura il vicesindaco Marco Veronese – appello, Procura  e Roma sono le prossime tappe”, mentre ricorda quanto emerso in queste ultime settimane e cioè la necessità di una variante al Piano Regolatore del Porto per modificare la destinazione d’uso dello stesso.

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