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Non ci arrenderemo

DEPOSITO GPL IN VAL DA RIO

Il grido del Comitato NoGpl da Viareggio

“Prima che si verifichi il disastro  su cui piangere e ripetere gli slogan del si sapeva, lo avevamo detto… ecc, ecc. Chioggia si è mossa e si muove con tutte le categorie, eppure non succede nulla”, ha detto la dott. Maria Rosa Boscolo attivista del Comitato No GPL, il 26 giugno scorso a Viareggio, in Versiglia per ricordare le vittime di una strage dove una perdita di gpl ha seminato morte e distruzione.

La stessa, quindi, ha fatto  ai presenti un excursus della vicenda clodiense, sottolineando come tutto si sia deciso a Roma, al MISE e al MIT, di porre un impianto c.d. “strategico nazionale” nella laguna di Venezia, dove è proibito, a qualche centinaio di metri dal centro  di una città, Chioggia, con duemila anni di storia infischiandosene delle stesse leggi e della sicurezza di 50.000 abitanti che d’estate grazie al turismo diventano oltre 250.000. “Il pericolo – ha ribadito Maria Rosa- è che tra poco scadranno i due anni di indagini della Magistratura penale e c’è il rischio reale che venga archiviato tutto! Ma come può essere – si è chiesto la stessa – due anni e poi si archivia la sicurezza di un’intera città, in un mondo che si fa sempre più furbo e sofisticato anche nell’illecito da scoprire.

Solo la Giustizia resta con i tempi di prescrizione di una volta, quando mettere in luce una corruzione ed altre cose era più semplice. Se qui a Viareggio è successo quel disastro che sappiamo per una sola autobotte, una delle 30 giornaliere che partiranno da Chioggia lungo la statale Romea, la strada con maggiori croci per morti d’Italia, cosa succederà se l’incidente si verificherà in una nave gasiera che dovrà attraversare la città o in uno dei tre serbatoi contenenti 9 milioni di litri di GPL?  – concludendo – Siamo qui insieme per ribadire che non ci arrenderemo mai! Via da Chioggia il deposito di GPL! Il Governo, la Procura e le Istituzioni tutte scendano in campo ora e mettano fine a quest’insulto.

Nel frattempo, nella seduta del 21 giugno scorso la Giunta Comunale ha deliberato di ricorrere al Consiglio di Stato per ribaltare la sentenza del Tar sul cantiere del GPL. Il TAR, nella seduta del 10 maggio scorso con sentenza pubblicata qualche settimana dopo, ha accolto il ricorso di Costa Bioenergie, che aveva impugnato l’ordinanza dirigenziale del 9 maggio 2017 che imponeva il ripristino dello stato dei luoghi per assenza del titolo paesaggistico.

Da sottolineare che il TAR nel dare ragione a Socogas tra le righe ammetteva che effettivamente mancava il titolo paesaggistico e che, quindi, era vero quanto rilevato dagli avvocati di Comune, Avvocatura  di Stato per la Soprintendenza, Regione,  Comitato NO GPL e di tutte le sigle economiche uniti con la formula “ad opponendum”.

R.D.