//“Sagra” e non solo…
Sagra-del-pesce-2018

“Sagra” e non solo…

di Vincenzo Tosello

Siamo in questo weekend a Chioggia nei giorni culminanti della storica “Sagra del pesce”, la cui 81ª edizione si conclude questa domenica. Non è fuori luogo riandare agli albori della festa popolare organizzata alla fine degli anni ‘30 per la promozione sociale, culturale ed economica della nostra città, facendo perno sull’attività principale di allora – la pesca appunto – che, per quanto ridimensionata nel numero di addetti, costituisce ancor oggi, in tutte le varie articolazioni (pesca, mercato, conservazione e commercializzazione, ma anche cantieristica, nautica, forniture varie, ecc., fino alla ristorazione che si fregia del prodotto ittico come di un fiore all’occhiello), un settore trainante per la città.

La “Sagra” è divenuta ormai un “prodotto” essa stessa, pubblicizzato a livello nazionale, trovando lusinghieri riscontri ad ogni livello: lo testimonia l’afflusso davvero straordinario che constatiamo nei dieci giorni (a parte uno che, di solito, è funestato dal maltempo…).

Un evento che attrae visitatori e avventori da ogni parte; ma forse, ancor più del pesce, è la stessa straordinaria “location” ad attrarre. A molti di noi penso sarà capitato di sentirsi dire da amici ospiti o da qualche turista fidelizzato o semplicemente di passaggio: “Chioggia è veramente bella!”.

Ed è proprio così: una città incantevole, con una sua conformazione urbanistica peculiare, tra mare e laguna, tra arte e …spiaggia; con panorami eccezionali e vedute uniche; e con potenzialità straordinarie volendo considerare tutte le prospettive presenti e future. Non mancano difficoltà e freni – specie in ambito occupazionale – che costringono non pochi residenti, specialmente giovani, ad andare altrove lasciando a malincuore quella che resta la “loro” città.

Ma la “Sagra” è occasione di rilancio e di una rinnovata consapevolezza del gioiello che ci è stato affidato per farlo fruttare nel modo migliore, per noi, per i visitatori e per le giovani generazioni. Una “Sagra” vissuta con impegno e senza risparmiare fatiche.

Per questo è giusto ringraziare l’amministrazione comunale che sostiene l’iniziativa, aggiornandola; un grazie alle forze dell’ordine che garantiscono lo svolgimento sereno e in sicurezza dell’evento, un grazie al volontariato (dalla Pro Loco alle associazioni d’arma che fungono da supporto); un grazie ai responsabili e ai collaboratori degli stand per l’attività impegnativa che – al di là del relativo vantaggio economico – costituisce fatica non piccola.

Plauso ai cittadini, specie quelli del centro – che devono pazientare per dieci giorni, ma anche fruirne, dato che vivono nel salotto della città, trasformato per l’occasione in un grande ristorante a cielo aperto – e ai “clienti” che valorizzano al massimo la festa. Al piacere di gustare piatti prelibati si aggiunge certamente anche la bellezza dello stare insieme e, vorremmo dire, anche quella di condividere dimensioni culturali e spirituali (compresa la fede, che viene richiamata dalle tante vele dipinte con immagini sacre), poiché – è bene ricordarlo – l’uomo è corpo e spirito, ed anche questo va nutrito.

V.T.