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Digital Detox

Technology detox

COSTUME E SOCIETA’

La vacanza senza smartphone e annessi è un successo

Il sostantivo “vacanza” non ha mai avuto così tante variabili di definizione come nei giorni nostri. C’è chi si accontenta della “vacanza dal lavoro” intendendo semplicemente che per un paio di settimane la sveglia non suonerà più alle sei in punto, la colazione sarà più ricca di un caffè al volo al bar, l’abbigliamento più comodo di giacca e cravatta anche con i 30° e passa di luglio e gli orari più dilazionati, senza neppure il vincolo del sole che tramonta.

Poi la “vacanza dalla casa” per chi del focolare si occupa tutto l’anno e quando si trova in casa da mattino a sera marito e figli approfitta per spartire i compiti e riposarsi come è giusto che sia. La “vacanza dai figli” per chi li manda in campeggio o per chi parte senza di loro affidandoli ai nonni. La “vacanza dalla citta” quando si va il più lontano possibile dai grandi centri abitati per sostituire il frastuono dei clacson con l’allegro far niente delle cicale alla faccia delle formiche, paragonabili ai colleghi rimasti in ufficio fino allo scambio delle parti.

Ma la più ambita, agognata, attesa è la meno prevedibile, quella che mai penseresti a giudicare da tutti i mancati e riusciti schianti contro i pali ogni giorno per le vie cittadine, testa bassa e dita che corrono sullo schermo: la “vacanza dalla tecnologia”.

Ne hanno bisogno sempre più persone, lo sanno, lo ammettono e cercano opportunità e stimoli validi. A fornirli ci pensano gli hotel che offrono percorsi rigeneranti e disintossicanti da tutto ciò che è rinunciabilmente elettronico.

Qualcuno propone un distacco drastico per tutta la durata del soggiorno: una scatola di cartone dove riporre telefonino, tablet, auricolari, smartwatch e caricabatterie e da sigillare con la ceralacca. Ma ecco il bello: se al termine della vacanza la scatola risulterà ancora sigillata il cliente verrà ricompensato con uno sconto.

Drastico sì, ma potrebbe valerne la pena, soprattutto se si considera che in caso di apertura anticipata il conto cresce. Se non si vuole sembrare nemici giurati della tecnologia tanto da trattarla come uno spauracchio, si può puntare sulla complicità delle montagne organizzando percorsi dove il Wi-Fi è praticamente assente, anzi sconosciuto ai più. E i bimbi? Già iperconnessi per giocare? A loro c’è chi dedica corsi per apprendere come ci si comporta a tavola nei vari Paesi del mondo, gli usi, i costumi, le principali regole di galateo. E se il distacco dalla frenesia quotidiana deve essere completo, ci si può rivolgere a chi ha dimenticato tutte le invenzioni che ci hanno agevolato la vita negli ultimi secoli: lampadine, telefono fisso, lavatrice, frigorifero, lavastoviglie neanche da nominare, aria condizionata impensabile, magari con le stanze ricavate dentro le rocce. A confronto la scatola con la ceralacca sembra un tutto compreso.

L’offerta è ampia, basta stabilire la linea di confine oltre la quale si crede di non potersi spingere. Per poi cercare di oltrepassarla con la proposta più drastica. Suggestiva, rigenerante, disintossicante, da vivere anche con la famiglia, soprattutto ragazzi adolescenti che, a dire il vero, sembrano assai più connessi di cervello che di smartphone.

Molto più delle generazioni precedenti.

 Rosmeri Marcato