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Boomerang social

Costume e Società

Chi più posta più accumula critiche. Meglio se vip

Una strana tendenza si sta diffondendo di recente tra le pagine social delle cosiddette celebrità.

Dove prima c’erano in maggioranza commenti estasiati, cuoricini e parole d’ammirazione, oggi si trovano decine di giudizi lapidari, offese gratuite, sottintesi ben poco edificanti che i gestori dei social network farebbero bene a censurare invece di dar retta al cervellone elettronico che ritiene i nudi delle statue al limite dello scandaloso. La situazione prende una piega sempre peggiore di giorno in giorno, coinvolgendo sempre più persone che a volte si vedono costrette a passare alle vie legali.

Pare che ormai il successo personale e lavorativo di un individuo debba fare i conti con la crescita a dismisura del numero di persone che lo detestano. E che fanno di tutto per mortificarlo e farlo sentire in debito con la fortuna che gli ha concesso tanto e tutto immeritato.

Di soggetti che fanno dell’invidia crudele e dell’offesa nei confronti del prossimo la loro unica ragione di vita è sempre stato pieno il mondo, ma oggi, causa globalizzazione, se ne ha la prova lampante. Ognuno ne conoscerà tre o quattro, compresi nella cerchia di persone che frequenta per lavoro o nella vita privata, nei casi peggiori non mancano neppure tra gli amici stretti e i parenti, ma l’affetto prevale, ci si vuole bene e si sorvola.

E l’affetto può smorzare anche l’aspetto peggiore di un carattere. Per gli estranei è diverso e se ci si può celare dietro un nickname non c’è limite. Dovrebbe esserci sempre una linea di confine tra ciò che è permesso e ciò che non concorda con il vivere in una società civile, eppure nessuno sembra ricordarsene.

Quando si commenta l’aspetto fisico di un bambino, i capelli giudicati troppo lunghi secondo chissà quale regola tricologica, la pancia di una donna che ha partorito da pochi mesi, le foto al mare in costume. Se si volesse mettersi al loro livello ci si dovrebbe chiedere quanti di tutti coloro che ogni giorno vediamo smanettare ininterrottamente sulla tastiera dello smartphone sono annoverati tra i cosiddetti “codardi social”, quelli che lanciano offese e accuse senza manifestarsi. Sta diventando un vero passatempo, facendo le doverose scuse ai passatempi onesti per averli paragonati ad una simile scemenza: si prendono di mira determinati vip e si aspetta che postino foto o video per subissarli di commenti offensivi.

C’è anche chi agisce usando diversi nomi per non far capire di essere sempre lui l’idiota di turno. Donne, uomini, presumibilmente dai 30 ai 50 anni, si considerano depositari della saggezza ma in realtà si incasellerebbero a perfezione nella categoria dei rosiconi, quelli che invidiano tutto, perfino quello che non vorrebbero avere. È la versione maligna del fare le pulci ad ogni cosa, peccato che un guadagno non sia previsto. Anzi. Sarebbe bene far finta di nulla, ma quando il limite viene valicato qualcuno risponde per le rime, e chissà se allora i perfidi perdigiorno social troveranno soddisfazione. Probabilmente sì, dimostrando di essere alla frutta, di non aver niente e nessuno che impegni e allieti le loro giornate, a differenza dei vip che cercano di demolire e che, meritevoli o meno, almeno loro hanno una vita piena. Come dimostrano le foto e i video che continuano a postare nonostante loro. E ci mancherebbe.

Rosmeri Marcato

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