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Finito il fermo pesca

Riprende l’attività peschereccia

Sono passati i fatidici 40 giorni di fermo biologico di pesca nell’Alto Adriatico e i nostri pescatori hanno ripreso la via del mare. L’hanno ripresa però non proprio in piena serenità, ciò perché problemi ce ne sono sempre. Uno di questi, forse il più importante ed attuale, è quello riguardante la violazione, seppur minima, dell’orario di partenza alla domenica stabilito a mezzanotte. Pare che alcuni pescatori lo abbiano violato e siano stati perciò multati dalla Capitaneria di Porto.

Un altro problema, che non è più attuale ma cronico, è quello del mercato ittico all’ingrosso, un problema che riguarda non solo la classe peschereccia, ma l’intera città.

E poi, in agguato, c’è anche per i nostri pescatori sempre la questione Gpl: “Se dovesse entrare in funzione – dicono – come faremo quando entreranno in porto le grandi navi cariche di gpl?”. Non ultimo infine c’è il problema dello scavo dei canali (problema toccato anche in occasione dell’inaugurazione delle due gru la scorsa settimana in Val da Rio), una delle ancore di salvezza per il porto quasi asfittico. Come si vede, di problemi i nostri pescatori ne hanno più d’uno e perciò sono ripartiti verso il largo nella speranza che almeno qualcuno di essi venga finalmente risolto.

Dal canto suo ha ripreso la sua preziosa attività anche l’Ispra, consistente nell’operazione di pulizia del mare da parte dei pescatori per un Adriatico senza plastica.

Da gennaio 2018, nell’ambito del progetto internazionale di cooperazione tra Italia e Croazia denominato “ML-REPAIR”, di cui l’Ispra con il direttore Otello Giovanardi è partner, è ripartita l’attività di raccolta dei rifiuti pescati in mare. “Nei primi sei mesi di attività – si comunica – sono state raccolte all’incirca 30 tonnellate di reti dismesse e rifiuti marini”.

I pescatori che partecipano al progetto infatti selezionano e raccolgono i rifiuti dal pescato stoccandoli a bordo in appositi sacchi, quindi vengono analizzati: quelli relativi ai mesi di giugno e luglio scorsi sono risultati essere per il 67% plastica, per il 17% tessile e per l’8% gomma. Con l’occasione l’Ispra informa che il cassone ospitato da SST nell’area del mercato ittico è a disposizione di tutti i pescatori della marineria di Chioggia per depositare i rifiuti pescati accidentalmente in mare e le reti dismesse.

A.P.