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Unicornomania

COSTUME E SOCIETA’

Un trend che non accenna ad affievolirsi, anzi, ispira i marchi storici

Durante le tavolate di discussione sulle tendenze in fatto di costume solitamente si stilano varie liste e le discriminanti sono intuibili: mode passeggere, mode che rischiano di tormentarci a lungo, mode per fasce d’età contro mode trasversali e infine la più divertente da analizzare. Mode da adoro o detesto, quelle che non trovano vie di mezzo, che non passano inosservate, un po’ come il genere rap, diviso tra chi ascolta solo quello e chi non lo considera neppure un genere musicale. In questa categoria trova la collocazione più adatta la moda degli unicorni.

Colorata come poche, infantile quanto basta, rischia di rovinare ancora a lungo se non la credibilità di ragazze e donne adulte almeno i loro capelli, le loro unghie e la pelle del viso. Infatti se le bambine si accontentano di zaini a forma di unicorno, elastici, pupazzetti, pennarelli glitterati e capi d’abbigliamento a tema, con buona pace di Elsa e Anna di Frozen, e alzi la mano chi non le rimpiange, le più grandi si tingono i capelli con l’apposita “tinta unicorno”, da fare in salone perché a casa è abbastanza complicato, in pendant decorano le unghie con glitter e colori che vanno dall’azzurrino al verde acqua, dal violetto al rosa al fucsia tenue, e per chi vuole osare di più c’è il “trucco unicorno”, assurdo come quello anni Ottanta ma che a qualcuna può donare discretamente.

Unicorni tatuati, scelti come simboli, costumi da Carnevale, charms dei bracciali, collane, orecchini e spille, formine di biscotti e cioccolatini, i gelatai si sono inventati pure il Gusto Unicorno, così come avevano ideato il Gusto Puffo.

La pizza unicorno è meno impensabile di quanto si creda, basta optare per una versione dolce puntando su mirtilli e more. L’aspetto più strano della faccenda è che le meno coinvolte sembrano essere proprio le bambine, nonostante tutto ciò che viene proposto ricordi pupazzi e cartoni, non l’unicorno come lo si vede raffigurato nei volumi dedicati a Miti e Leggende.

Le ragazze in età universitaria e poco più grandi sono le vere fan, esattamente come quando una quindicina d’anni fa uscì la moda di Winnie the Pooh, orsetto goloso e pigro fino ad allora mai considerato se non in patria, come il mondo di Oz, ma che conobbe un successo planetario conquistando, più che i bimbi ai quali si rivolgeva, le ragazze tenerone che collezionavano i pupazzetti appendibili travestiti da ogni sorta di animaletto e decorazione.

Non esisteva zaino, portachiavi o telefono cellulare che non ne avesse almeno uno, e c’era chi faceva le composizioni a grappoli, legandoli uno all’altro in differenti lunghezze. Ora è il turno degli unicorni. Ma da dove arriva questa moda? C’è chi ritiene sia stata ispirata dai numerosi video musicali delle popstar più celebri dall’anno 2012 ad oggi e chi riconduce l’origine della tendenza ad una food blogger di Miami che inventò i toast unicorno, con fette di pane colorate. Di chiunque sia la colpa o il merito, a seconda delle fazioni pro e contro unicorno, chi è arrivato dopo ha fatto anche peggio. E ancora continua. È arrivato l’UniCornetto. Sì, è quello che sembra ed è ovviamente zeppo di colori/coloranti.

Come vuole la moda.

Rosmeri Marcato