//Crocieristica, o no?

Crocieristica, o no?

Il dibattito sviluppatosi in consiglio comunale sull’odg presentato da Romina Tiozzo Compini (“Chioggia è libera”) e Marco Dolfin (Lega) – che chiedeva l’impegno dell’amministrazione ad acquisire l’area demaniale dell’Isola dei Saloni, a chiarire lo sviluppo futuro della zona (parcheggi e “promenade”…), l’impegno per l’escavo dei canali portuali a m -11 come previsto dal Consiglio Superiore dei Lavori pubblici anche in vista dell’arrivo delle navi di maggiore stazza sia commerciali che da crociera facendo sistema con Venezia, nonché l’istituzione di un gruppo di lavoro per il Porto in particolare per salvaguardare i posti di lavoro all’Aspo in questa fase di transizione – ha messo a nudo l’incertezza dell’amministrazione 5Stelle sull’intera questione. Anzi, a giudicare dagli interventi e poi dalla votazione, che ha visto a favore dell’odg una compatta opposizione, mentre, altrettanto compatta, la maggioranza votava contro, sembra proprio che a questa amministrazione M5S non interessi più nulla delle prospettive che si erano aperte e si potrebbero sviluppare per la portualità clodiense. Si sono sentiti riecheggiare pareri espressi in varie sedi da autorità veneziane – a quanto pare poco favorevoli allo sviluppo portuale di Chioggia – come, ad esempio, l’impossibilità di realizzare l’escavo dei canali a -11, l’inadeguatezza di Chioggia per accogliere turisti di grandi navi, con la parallela improponibilità di adeguare le strutture perché questo comporterebbe una spesa che solo l’arrivo di cinquanta navi all’anno potrebbe ammortizzare…, ecc.; addirittura è stata rievocata l’ipotesi del trasferimento del Mercato Ittico ai Saloni (con tutti i disagi che comporterebbe per pescatori e residenti…). In consiglio non era presente il sindaco, che – qualcuno spera – potrebbe pensarla, almeno un po’, diversamente… In realtà, a giudicare da quel dibattito, pare proprio che non ci sia volontà politica per promuovere l’incremento del porto anche nella sua vocazione crocieristica, o eventualmente c’è solo la disponibilità minimale ad accontentarsi di imbarcazioni fluviali con un minimo indotto a livello turistico; mentre quella delle navi da crociera era stata salutata negli anni scorsi, sia dagli amministratori precedenti (infatti in consiglio l’ex-sindaco Casson ha sostenuto con convinzione il progetto), sia da quelli attuali in campagna elettorale, come una prospettiva importante per la città, quale di fatto sarebbe andandosi ad aggiungere ad altri settori trainanti. Per quanto riguarda l’impegno di spesa per l’adeguamento, va ricordato che esso dovrebbe essere sostenuto da stanziamenti statali, e quindi senza oneri per il Comune, in quanto relativo a interventi strutturali. Chi dovrebbe dunque spingere per incrementare il futuro del porto se non l’amministrazione comunale di concerto con l’attuale Autorità di sistema portuale dell’Adriatico settentrionale (mentre, secondo alcuni, il presidente Musolino non sembra proprio interessarsi di Chioggia)? La famosa società CTC – Chioggia Terminal Crociere – è pienamente in crisi (anzi risulterebbe in vendita…), mentre andrebbe rilanciata in accordo, e non in contesa, con quella veneziana se si vuole davvero fare sistema. Sullo sfondo, poi, resta la questione dell’impianto GPL che potrebbe avere scoraggiato più di qualcuno dall’impegnarsi più decisamente sulla via dello sviluppo crocieristico; ma proprio un fattivo impegno in tal senso con prospettive e realizzazioni concrete, potrebbe essere invece un ulteriore elemento per bloccare la messa in funzione dell’impianto.                    (Vito)