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Scappatella domenicale

Costume e società

Cibo: l’ultima tendenza è abbuffarsi un giorno risparmiandosi per sei

Lo dice anche la pubblicità: domenica è il giorno fatto per mangiare, qualsiasi cosa e a qualsiasi ora. Più o meno. Profanamente parlando sarebbe come dire che il giorno di Natale è fatto per scartare i doni, ma in effetti il punto è questo.

La domenica ci si adagia, oltre che comodamente sul divano, su qualsiasi pietanza ci venga offerta. A casa propria, dai parenti, al ristorante, alla grigliata con gli amici. Di domenica lo stomaco è indotto a perdere la cognizione del tempo e dello spazio ancora libero. Tramortito da antipasti, bis o tris di primi, secondo di carne, oltre che di pesce, poi contorni, servetta e la pagnotta gigante, non si rende neppure conto che il dolce magari no, non c’entrerebbe nel conto delle calorie, già sforato da un pezzo.

Maltrattato e pure gabbato, perché lo si illude di poter smaltire a breve tutto grazie all’aiuto del digestivo, liquore o preparazione erboristica che si voglia. E poi c’è anche il caffè, che se durante il resto della settimana ha svolto la funzione di sveglia e ricarica, la domenica “fa digerire”. Più sopravvalutato di così non si potrebbe. A lungo andare, oltre al comprensibile disorientamento, potrebbero presentarsi problemi seri considerando la domenica come il giorno da sfogo alimentare o, per dirla con un hashtag, da #cheatmeal. Adattato dal verbo inglese to cheat, tradire, la locuzione diventata trend sui social equivale a “pasto scappatella”.

Azzeccato più il verbo che l’hashtag, dato che per lo stomaco una giornata all’insegna dell’abbuffata è un vero tradimento, soprattutto se i pasti degli altri giorni sono equilibrati, misurati, sani, quasi dietetici. L’abitudine del prendere la domenica come giorno del rompete le righe alimentari è stata introdotta dai bodybuilders e in generale dalle persone che seguono regimi nutrizionali severi.

È un premio, un traguardo da raggiungere ogni settimana come ricompensa delle privazioni degli altri sei giorni. Peccato che ora sia diventato d’ispirazione per la gente comune che magari non pratica sport e che non sa neppure contare le calorie e che per rendere ancora più indimenticabile l’appuntamento con il “pasto scappatella” trascorre la settimana tra frullati, passati di verdure, yogurt e gallette. Per l’apparato digerente ogni pranzo e cena domenicale rischia di essere un cenone di Capodanno, o di Natale, a seconda di quando si mangia di più d’abitudine. In pratica in un giorno solo, comprendendo anche la merenda e gli aperitivi, si recuperano le calorie di cui ci si è privati nel resto della settimana e forse anche di più.

C’è chi è convinto che questo sia il metodo migliore per perdere peso e sui social fanno a gara postando le foto dei luculliani “pasti scappatella”. Una volta le scappatelle, di qualunque genere fossero, si tenevano nascoste. Sarebbe bene continuare così anche ora, in modo da non invogliare altri annoiati so-tutto-io a rovinarsi la salute. A meno che lo scopo non sia proprio questo perché di foto bufale è piena la rete.

Rosmeri Marcato