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Ispirazione savana

Costume e società

Si apre il periodo dell’animalier. Da dosare con accortezza

Se l’estate ha deciso di irradiare ancora tepore dimenticando che il suo tempo sarebbe ormai finito, non si può far altro che prolungare le mise estive. Con qualche aggiunta. Una giacca di pelle per “appesantire” l’abito di seta, gli stivaletti al posto dei sandali, ricordandosi che per superare indenni i primi freddi i punti strategici da coprire sono il collo, la testa e i piedi. Eppure i primi freddi si sentono ancora solo al mattino presto, poi l’aria si scalda, quindi ci si accalda ed è ancora peggio. Le vetrine dei negozi, al contrario, sembrano catapultate nell’autunno inoltrato.

Già dimentiche dei trench e delle giacche da passaggio di stagione, propongono capispalla in misto lana, stivali e pantaloni allegramente quadrettati.

Tralasciando le pesantezze dei tessuti e soffermandosi piuttosto sulle stampe e i modelli si registra un gran ritorno degli abiti invernali, comodi solo per chi non è abituato a lavare tutto dopo un giorno d’indosso perché in quel caso un maglione è più gestibile, e una netta predominanza di una stampa in particolare: l’animalier leopardato.

Anzi, l’animalier punto, anche se è un dato di fatto che a confronto con gli zebrati e i tigrati i leopardati si confermano sempre i più amati. Secondo la visione comune l’animalier è una fantasia prettamente autunno-invernale, probabilmente perché, rifacendosi al manto degli animali ricorda le pellicce, anche se applicata a stoffe come il modal.

Eppure c’è chi lo osa nei costumi da bagno e negli abitini estivi. La vera stagione delle illusioni ottiche da savana inizia ora, ma il rischio del ridicolo è dietro l’angolo, proprio in vetrina, al prossimo negozio dove l’animalier del pantalone indossato dal manichino sembra realizzato da un bimbo di due anni.

Le macchie devono essere realistiche per rendere onore alla citazione, in più alcuni tessuti sono più adatti di altri ad essere maculati. E poi l’animalier involgarisce, o almeno questo è il pensiero di tanti. In verità è più probabile che invecchi, infatti l’abbigliamento bambina viene quasi sempre esonerato da questo trend, e neppure le versioni colorate sembrano confutare questa impressione: animalier rosa, azzurro, blu o fucsia, il risultato non cambia, regala almeno quindici anni di più ma solo fino ai 60 anni. L’animalier è la fantasia che tutte amano ma che poche indossano.

Perché? Per tutte le ragioni finora elencate: in pochi casi è fatto a regola d’arte, rischia d’involgarire la figura e i tratti del viso, invecchia.

C’è chi consiglia di trattarlo alla stregua del nero, ma la regola principale è un solo capo o dettaglio animalier per volta, da sdrammatizzare con il jeans oppure da rischiare con i pois, le righe o i quadri, persino con lo spigato o il Principe di Galles per le più intrepide. Vero è che tutto ciò non si addice a chi preferisce passare inosservata, in questo caso anche una cintura potrebbe rivelarsi un azzardo.

Eppure non è da solo nella lista degli azzardi di moda, le stampe fluo trovano posto giusto di fianco, e fanno tutto fuorché illuminare il viso come molte erroneamente credono.

 Rosmeri Marcato