//Un’esperienza intensa e arricchente
Paolo-VI

Un’esperienza intensa e arricchente

DA CHIOGGIA A ROMA PER LA CANONIZZAZIONE DI PAOLO VI

A completamento del contributo della scorsa settimana sulla partecipazione della scuola paritaria “Paolo VI” di Chioggia alla canonizzazione di Paolo VI aggiungiamo queste testimonianze di due insegnanti (una delle elementari e una delle medie) e di una mamma.

Fin dalla partenza di venerdì 12 ottobre i bambini di IV e V primaria erano elettrizzati e il primo impegno è stato contenere e incanalare il loro entusiasmo. Le giornate sarebbero state sicuramente lunghe e impegnative. Catacombe, Basiliche, Musei, file di attesa, auricolari da indossare, passeggiate, quadri, scavi archeologici, acquisti di souvenir, foto ricordo, artisti di strada, venditori di gadget, pranzi al sacco, ricerca di servizi igienici. Tutto è stato affrontato dai bambini con coscienza e docilità. Noi insegnanti eravamo colpite dall’energia instancabile dei nostri ragazzini, che noi ben conosciamo, ma che ancora una volta ci suscitava ammirazione. Ad ogni occasione, ad ogni visita, ad ogni incontro fiorivano domande, osservazioni, richieste di foto, di acquisti di souvenir per non dimenticare. Ci ha commosso l’attenzione a ciò che vedevano e coglievano in tutta la sua complessità. E questo non poteva passare inosservato. La visita ai Musei Capitolini, ordinata, silenziosa e rispettosa dei luoghi, dei reperti esposti e degli altri visitatori, ha suscitato ammirazione da parte dei responsabili di sale e guardaroba: “Maestra, che bravi! magari fossero tutti così!”. Allo shop del Colosseo l’insegnante che per ultima entra a controllare, raccoglie una simpatica battuta delle commesse; “Aò! che forza ‘sti regazzini! questi si che sò educati! Noi qua un “grazie” e un “prego” sò anni che non li sentimo. In che collegio stanno?” Quando spieghiamo che siamo di Chioggia e che la nostra è una normale scuola Primaria sgranano gli occhi e non ci credono. “Ammazza come fate scuola al nord!”. Ma per tutti noi adulti la commozione è stata la compostezza e l’attenzione durante la visita ai Musei Vaticani, affollati come sempre all’inverosimile. La nostra meta finale era la Cappella Sistina. Lì, pigiati tra americani ingombranti e giapponesi raggruppati, con gli occhi puntati a tanta bellezza, hanno ascoltato curiosi e ammirati la spiegazione di mons. Vittorio Vianello che ci attendeva e che ci ha accompagnato poi alla Basilica di S. Pietro. A quel punto perché non osare? Via! Aggiungiamo a sorpresa anche un giro in Metropolitana verso Piazza del Popolo. “Maestra… che avventura!” “A che ora ci alzate domani mattina?” “Ragazzi, per essere sicuri di entrare agevolmente alla celebrazione dobbiamo essere qui molto presto. La partenza non può essere dopo le 5.00” Certo, un po’ di disagio e di scontento è serpeggiato, ma tutto è stato dimenticato il mattino dopo quando, nel buio, in mezzo a migliaia di altri pellegrini abbiamo cominciato a cantare, rispondendo simpaticamente alle richieste di un gruppo di religiose straniere. E finalmente la compostezza e la serenità durante la S. Messa, l’attesa emozionata di vedere Papa Francesco da vicino sulla Papamobile, gli applausi e i giochi in piazza S. Pietro in attesa dell’ora utile al ritorno. Ripensando ai giorni di questa avventura noi insegnanti abbiamo nel fisico la stanchezza accumulata ma negli occhi e nel cuore gli sguardi accesi e vivi dei nostri alunni, le loro domande e i loro sorrisi, i gelati invocati e le bottigliette d’acqua scolate, gli infiniti “Maestra…” e la loro gioia. Tanta ricchezza vale la fatica, sempre.

Monica (insegnante di scuola primaria)

Non è ancora l’alba ma, quando arriviamo nei pressi della Piazza S. Pietro, una discreta folla è già in posizione strategica vicino alle transenne. Anche noi ci uniamo in attesa. Mentre rischiara e lo spazio vitale si fa sempre più angusto, iniziano i canti, il vociare festoso, gli slogan scanditi al ritmo del battito di mani. La ressa inizia a premere sempre di più e bisogna tenersi stretti gli uni agli altri per mantenere il gruppo compatto. La preoccupazione di noi insegnanti è rivolta soprattutto ai numerosi bambini e ragazzi di cui ci stiamo prendendo cura. La mia bassa statura non mi permette molto di spaziare lontano con lo sguardo, ma il cuore ha un sobbalzo quando mi accorgo che i genitori hanno creato tutt’intorno un cordone di braccia tese a proteggerci, per impedire che qualcuno si perda nella calca. Penso che questo gesto racchiuda in sé la mia idea di educazione: sostenersi nel cammino verso il Bene, avendo caro che nessuno smarrisca la strada verso la Felicità.

La fiumana si muove, ci teniamo ben saldi sulle gambe, le mani non lasciano la presa del vicino e, dopo qualche energica sgomitata, finalmente entriamo in Piazza. La celebrazione di oggi sarà la conclusione di tre giornate dense di esperienze che ci hanno riempito gli occhi e il cuore di Bellezza.

Dentro alla Sistina non ho saputo decidere se lo spettacolo più stupefacente fosse il maestoso affresco di Michelangelo o lo sguardo sorpreso dei ragazzi attenti a carpire il mistero di tutto quello splendore.

La decisione di lasciare a casa i cellulari aveva generato a scuola una piccola “sommossa”. Ma guardare i ragazzi seduti a riprendere fiato sulla scalinata del Vittoriano, coinvolti con tutto ciò che ci stava accadendo intorno, è stato così bello che ha suscitato la curiosità dei passanti. “Chi siete?” ha chiesto qualcuno “una comitiva così era da tanto che non si vedeva!”.

Ma questo gusto che sperimentiamo nello stare in compagnia non è già, forse, un piccolo miracolo del nostro nuovo Santo?

Laura (insegnante di scuola media)

È stato sempre mio desiderio vedere la città Eterna, ma sono fermamente convinta che il modo in cui l’ho vissuta non sarebbe stato lo stesso, pianificato in un’altra maniera. Per vari motivi. Condivisione: è una parola che mi piace tanto. Sembrava di essere tornati fra i banchi di scuola, con la differenza che mi ritrovo ad avere 36 anni, nonostante cantassi e affrontassi le giornate con la stessa spensieratezza di quei miei anni così dorati… Comunione: Quasi 150 persone avevano lo stesso obiettivo oltre a visitare la città: partecipare fisicamente alla Canonizzazione di un Papa che fu speciale, ma che tutt’ora è speciale per noi, perché accompagna i nostri bambini tutti i giorni. La fede può esserci o meno nella vita di una persona ma sono convinta che sia un valore aggiunto, per chi la sente. E per chi la vive. Convivialità: Ringraziare per ciò che ci dona la terra e aspettarsi sempre prima di toccare una forchetta solamente. Alzarsi da tavola e ritirarsi nelle stanze insieme. Com’è bello. Profuma di “una volta”. Disponibilità: In tre giorni, non si è sentito un “no” nemmeno a pagamento. Non c’è stata mai richiesta che non abbia trovato poi ascolto, persino un cambio improvvisato di itinerario per cui sarò per sempre grata. E fu così che il desiderio fu espresso e la monetina fu lanciata dalle nostre mani unite, all’indietro. Grazie! Grazie. Ho perso il conto di quante volte le mie orecchie abbiano sentito questa parola in 72 ore. Bellezza: Roma è talmente bella da parer finta. Ogni dove su cui ho posato il mio sguardo è una foto scattata che resta per sempre. La Grande Bellezza di palazzi, rovine e monumenti… Ma soprattutto quella degli sguardi attoniti, curiosi e felici dei bambini. Pace: “Dopo la tempesta non saprai più chi sei, saprai solo che non sarai più lo stesso di quando hai iniziato”. E vero è stato. Non è stato semplice affrontare per tre ore una folla di persone mai vista prima, a digiuno, con l’apprensione per i bambini e il timore di svenire di lì a poco ma… Piazza S. Pietro è qualcosa di magico. Chiudere gli occhi e ascoltare la voce di Papa Francesco, sentire il profuso senso di pace che regalava, non ha avuto costo che non abbiamo pagato per poterlo raggiungere. La grandezza del traguardo sta anche in quanto triboli per raggiungerlo. Per tutto quello che porteremo nel cuore io e Samuele per sempre, ringrazio le persone che reggono questa scuola, che oltre ad insegnare i valori veri e buoni della vita, è testimone concreta che qualsiasi difficoltà si può affrontare. Basta avere la volontà. Ma volontà di condividere, di testimoniare e rendere preziosi fatti, tante idee e parole. Una scuola che fa della Diversità un’occasione per imparare ad ascoltare, a migliorarsi, a condividere e che insegna ai bambini ad avvicinarsi con il cuore prima che con gli occhi. Una scuola che ci ha dato una opportunità importantissima e irripetibile. Una scuola che è continuità concreta di ciò che intendo essere educazione e Bene di mio figlio.

Stefania (una mamma)