//La pace va coltivata sempre

La pace va coltivata sempre

Cari lettori, questa settimana prendo prestito le parole di un autore tedesco che ha scritto dei libri per bambini molto belli. Ho pensato a lui che, a proposito della Prima guerra mondiale, disse: “Fece finire la mia gioventù”. Poi scoppiò anche la Seconda guerra mondiale, e anche questa contribuì a rendere parecchio difficile la sua vita. Ne vide molti di orrori, perciò si ripropose di lavorare sempre a favore della pace. Sapete, la pace non bisogna mai darla per scontata e, così come bisogna tenere a bada i “mangia-suolo”, vanno tenuti a bada anche i “mangia-pace”, cioè quelle persone che seminano discordia, prepotenza, egoismo, arroganza e violenza. Voi, che sarete gli adulti di domani, avete la possibilità di farlo ogni giorno! I semi della gentilezza, della comprensione, della collaborazione, della condivisione, della conoscenza e della vigilanza li avete a disposizione: fatene buon uso e i “mangia-pace” dovranno arrendersi di fronte alla bellissima realtà che starete costruendo! Ovviamente la collaborazione con gli adulti che amano la pace sarà preziosissima, perciò cercate di lavorare insieme a loro.  (Alfreda Rosteghin)

“Scuotendo la sua folta criniera il leone esclamò: “Ah, questi uomini! Se non fossi così biondo, diventerei nero dalla rabbia!”. L’elefante Oskar, tenendo la proboscide ben alta sopra la testa, si stava spruzzando la schiena impolverata. Si girò, si stiracchiò pigro come se si trovasse sotto una bella doccia tiepida e, con la sua voce di basso profondo, borbottò qualcosa che nessuno degli altri due riuscì a capire. La giraffa Leopold, a gambe divaricate nell’acqua, beveva in fretta a piccoli sorsi. A un tratto si interruppe per replicare: “Che gente insopportabile! E dire che potrebbero passarsela così bene! Sanno nuotare come pesci, correre come noi, arrampicarsi come camosci, volare come anatre selvatiche, anzi, come aquile, e con tutta la loro bravura che cosa riescono a combinare?”. “Guerre! – ruggì il leone Alois – Non sanno combinare altro che guerre. Rivoluzioni. O scioperi. O carestie. O addirittura nuove malattie. Ah, se non fossi così biondo, diventerei…”. “Nero dalla rabbia” terminò la giraffa che, come tutti gli animali dell’Africa, conosceva quella frase a memoria da un pezzo.
“Mi dispiace solo per i loro bambini – aggiunse l’elefante Oskar con le orecchie a penzoloni. – Dei bambini così carini costretti a sopportare continue guerre, rivoluzioni e scioperi! E poi i grandi dicono che è per il loro bene, perché un giorno possano vivere meglio! Che faccia tosta!”” (Erich Kästner)