//S.Caterina d’Alessandria
S-Caterina

S.Caterina d’Alessandria

E’ la titolare della chiesa omonima a Chioggia

La santa cui è intitolata la chiesa di Santa Caterina a Chioggia, sita nell’omonima calle, è Santa Caterina d’Alessandria (che non va confusa con S. Caterina da Siena), ricordata nel calendario proprio il 25 novembre (anche se quest’anno cade di domenica, ed è solennità di Cristo Re).

Forse molti non lo sanno, ma la figura di questa Santa, vissuta probabilmente nel IV secolo, meno nota della sua omonima senese, è in parte avvolta nella “leggenda” di cui è stata protagonista, che va sotto il nome di “Passione di Santa Caterina Martire”, che pur tuttavia ha tutte le caratteristiche d’una bella, per quanto ingenua novella.

Si narra, infatti, che in Alessandria d’Egitto si celebrasse, secondo quanto scrive nel suo dizionario agiografico (“I santi del giorno”, 1960) lo scrittore d’ispirazione cattolica Piero Bargellini, uno splendido sacrificio agli dei da parte dell’imperatore romano Massenzio (278 ca.-312), che per l’occasione aveva ordinato di uccidere ben 130 tori.

Quand’ecco farsi avanti una bellissima principessa, Caterina, dinanzi alla quale tutti rimasero abbagliati perché il suo viso risplendeva come il sole e la sua figura era davvero angelica. Ne rimase colpito lo stesso imperatore.

Ma Caterina pubblicamente lo rimbrottò accusandolo di adorare gli “dei falsi e bugiardi”. Allora egli fece chiamare 50 filosofi, le cui tesi furono da Caterina totalmente smontate così da ridurli al silenzio. Massenzio li condannò a morte, ma Caterina li convertì tutti nel momento dell’esecuzione capitale. Indi offrì alla fanciulla la corona imperiale, nonostante la moglie fosse accanto a lui. “Io non voglio sposare nessuno se non il mio Dio” – gridò Caterina.

A queste coraggiose parole Massenzio la fece rinchiudere in prigione condannandola a morir di fame. Ma Caterina venne nutrita da un colombo… L’imperatore allora la richiamò a palazzo e le ripeté le sue “avances”… Ma vennero ancora respinte dalla coraggiosa Caterina. Furente ordinò che la fanciulla venisse condannata al supplizio della ruota, consistente nel lasciar morire il condannato legato supino con gambe e braccia aperte a una ruota irta di chiodi. Ma i chiodi si spuntarono! Ancora più furente, Massenzio la fece condurre fuori della città, mentre lei quasi in trionfo recitava una bellissima preghiera al momento di essere decapitata. Ma prontissimi gli angeli scesero dal cielo, presero il suo corpo e lo trasportarono sul monte Sinai, dove poi sorse un convento a lei dedicato. Santa Caterina d’Alessandria è stata rappresentata in vari dipinti con la palma del martirio in mano e al suo fianco la ruota rotta e le punte aguzze spezzate. Secondo un’altra tradizione ella sarebbe stata martirizzata sotto l’imperatore Massimino Daia († 313).

Nella omonima chiesa di Chioggia sono visibili due dipinti dedicati alla Santa: una pala nell’altar maggiore raffigurante la “Gloria di Santa Caterina” (di scuola veneta) e un dipinto in cornice di modeste dimensioni “I martiri San Lorenzo e Santa Caterina d’Alessandria” (scuola di Giulio Carpioni), quest’ultimo però trasferito presso il Museo diocesano (cfr. G. Marangon, “Chiese storiche di Chioggia”, 2011, pp. 97-98). Inoltre la Santa è ricordata nella facciata della chiesa con una statua racchiusa in una nicchia e con la classica ruota nel rosone superiore, nello scudo del portale esterno e anche nel pavimento dello spiazzo antistante la chiesa stessa. All’interno “la raffigurazione della ruota di S. Caterina appare al centro del soffitto, sul pulpito, nell’altar maggiore, sul pavimento e perfino nel timpano del mobile di sacrestia” (G. Marangon, op. cit.). Caterina d’Alessandria è annoverata tra i santi ausiliatori (alla pari della Madonna definita appunto Maria Ausiliatrice) ed è patrona della facoltà di teologia dell’università di Parigi nonché protettrice degli studenti e delle ragazze da marito.

A.P.