//Palazzo Granaio: altro stop

Palazzo Granaio: altro stop

Una storia infinita il restauro di palazzo Granaio! In pieno centro della città, a fianco del municipio, il palazzo gotico un tempo era isolato da terrà perché poggiava su 64 colonne per la sua funzione di conservare il grano necessario alla comunità. Nonostante sia stato chiuso per fare cassa con gli affitti ai primi anni del secolo scorso, resta ancora un’attrazione turistica anche se imbustinato più o meno da 20 anni, come uno dei pochi edifici medievali presenti a Chioggia, risale infatti al 1322, anteriore quindi alla guerra di Chioggia (1379-80). I primi lavori sono iniziati ancora verso la fine del secolo scorso con il consolidamento delle fondamenta e il completo restauro del plateatico ad est, quello cioè che ospita la pescheria al minuto. Allora è stato completamente rifatto il mercato del pesce, la tenda, i nuovi banchi, i locali frigo e per fare posto a uno di questi ultimi è stata soppressa la cappellina, il sito più antico e visitato da fedeli e turisti. Poiché i nuovi lavori non avrebbero dovuto interessare il piano terra e quindi, in linea di massima, non interferire con la regolare attività degli esercizi presenti, compresa la pescheria al minuto, i responsabili della sicurezza hanno ritenuto opportuno e soprattutto economicamente più conveniente, dopo varie discussioni con gli interessati, permettere il regolare esercizio delle diverse attività commerciali. Da tre anni, in pieno centro, fa bella mostra una grande gru utilizzata solo raramente e il palazzo imbustinato da un’imponente impalcatura è visibile solo nella piccola fotografia del cartello di cantiere indicativo dei lavori. Dopo anni di attese e rinvii il 2° tralcio di restauro, quello del piano e del tetto, per l’importo di € 972.756,25, progetto dell’arch. Patrizio Conservan ha avuto finalmente inizio l’11 gennaio 2016 e sarebbe dovuto durare, come indica il cartello, 480 giorni. Ne sono già passati ben 1.033 a causa di un primo stop dei lavori ad aprile del 2016, imposto dal nuovo sovrintendente, che avrebbe preteso di entrare in merito all’analisi del capitolato riguardo l’importante opera, motivo che, per alcuni maligni, avrebbe provocato pure le polemiche dimissioni dell’arch. Marco Boscolo Bielo, allora assessore ai LL.PP. di questa nuova Amministrazione 5Stelle. Con la seconda ripresa si pensava che l’opera sarebbe stata finalmente portata a termine in poco più di un anno e mezzo. Invece… Dopo essere passato quasi il doppio del tempo, ancora un nuovo stop! Gli esercenti delle varie attività merceologiche in questi giorni sono stati visitati dai tecnici e informati che “i lavori sono stati sospesi per imprevisti nuovi problemi che si spera di risolvere al più presto mediante l’inserimento di una solida struttura metallica all’interno del negozio. Questa sarà in grado di assicurare perfettamente le travi al muro portante opportunamente rinforzato”. Ci chiediamo: quando finirà realmente il restauro? Con questo dilatare dei tempi non sarebbe il caso di vedere di ripristinare l’antica capellina considerata la diminuzione dei banchi di vendita del pesce e dei relativi frigoriferi? Quando il palazzo sarà finalmente fruibile alla sua nuova funzione, quella di pinacoteca della città? R.D.