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Forte San Felice!

CERIMONIA IN MUNICIPIO

In città il ministro della Difesa per la firma del passaggio alle Infrastrutture

Mentre in questi giorni si stanno concludendo i lavori per il belvedere e la cartellonistica del Forte di San Felice, resi possibili  grazie al contributo “I luoghi del cuore” del FAI – Fondo Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo, che hanno consentito l’implementazione e la messa in sicurezza dei percorsi di visita al compendio, anche con accesso via acqua,  (20 mila euro dal FAI e 10 mila euro dall’amministrazione comunale), in occasione del passaggio della titolarità di gran parte di Forte San Felice dal Demanio Militare al Demanio Marittimo Lagunare, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta è voluta essere presente a Chioggia in municipio martedì 27 novembre per un incontro pubblico.

La signora Ministro è stata accolta davanti al municipio dal sindaco Alessandro Ferro e da alcuni figuranti della Marciliana, gli unici rappresentanti del “popolo” per un Ministro di un partito   cosiddetto “populista”.  Giunta in sala accompagnata da un nutrito numero di militari, un po’ troppi, ma si dirà che si trattava del Ministro della Difesa, il Sindaco ha presentato la Città e i suoi cittadini dediti alla pesca, all’orticultura e al turismo e si è detto “felice e grato dell’attenzione che la Ministra ha riservato a Chioggia e a questo bene in vista del suo recupero, di una sua valorizzazione complessiva e dell’apertura alla città di questo gioiello storico unico, nel cuore della laguna”.

L’ on. Elisabetta Trenta, dopo avere contraccambiato i saluti, ha tra l’altro sottolineato che: “la valorizzazione, la dismissione e la razionalizzazione degli immobili militari rappresentano alcuni dei principali obiettivi del mio mandato ministeriale, illustrato nelle Linee Programmatiche del Dicastero…”. “Oggi – ha affermato – a Chioggia si compie un’opera proficua di razionalizzazione delle risorse e si rende un bene storico non più necessario alle forze armate, disponibile per altre finalità… In questo caso – ha concluso la Ministra – le infrastrutture che verranno restaurate saranno destinate ad utilizzo dual use per soddisfare contestualmente esigenze militari (il servizio faro, ndr) e civili (attività culturali e turistiche, ndr)”.

E’ quindi intervenuto l’ex dirigente scolastico Erminio Boscolo Bibi portavoce del gruppo “Forte San Felice”, che ha fatto un interessante excursus sul lavoro che il gruppo ha portato avanti negli anni per giungere a questo grande risultato, perché la città potesse recuperare questo bene “le cui pietre raccontano ben 650 anni di storia di Chioggia”.

Dopo la relazione sulla progettualità e il rilancio del Forte san Felice a cura del Generale Giancarlo Gambardella (Ministero della Difesa), l’assessore al demanio Marco Veronese ha illustrato “il percorso fatto finora seguito alla firma del Protocollo d’Intesa avvenuta a gennaio 2018 e il  passaggio della titolarità di gran parte di Forte San Felice dal Demanio Militare al Demanio Marittimo Lagunare avvenuto lo scorso 16 ottobre a Mestre”.

Il dott. Roberto Linetti (Responsabile del Provveditorato interregionale per il Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia) e del Comitato Forte San Felice ha quindi assicurato che “sono stati previsti per Chioggia per le opere compensative del Mose ben 7 milioni di euro, che saranno utilizzati per il recupero del forte, milioni  non certamente sufficienti per i tanti lavori necessari.

Attualmente sono già spendibili 2 milioni di euro per lavori che inizieranno nei prossimi giorni”. Ha chiuso l’incontro Francesca Barbini che, a nome del FAI, dopo essersi complimentata con il Comitato Forte San Felice per la tenacia con cui si è battuto per la riappropriazione del forte, ha tra l’altro sottolineato che “solo l’educazione civica ci può insegnare cosa significa il recupero del patrimonio artistico del Paese”.

R.D.