//“Ogni uomo vedrà il Salvatore”
Avvento

“Ogni uomo vedrà il Salvatore”

SUSSISIDIO DI AVVENTO/NATALE 2018

Indicazioni liturgiche per vivere al meglio questo periodo. L’intervento del card. Bassetti

È stato pubblicato il Sussidio Avvento-Natale 2018 sul tema “Verrà il Signore in tutta la sua gloria: ogni uomo vedrà il Salvatore”. Il sussidio si compone di due parti: una dedicata al tempo di Avvento e una al tempo di Natale. Offre per ciascuna Domenica/Solennità/Festa i commenti alla Liturgia della Parola, le indicazioni liturgiche, i formulari per la preghiera dei fedeli, i suggerimenti musicali. Una particolare attenzione è rivolta ai ministranti.

Il sussidio si apre con la presentazione di mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei: “Il sussidio aiuta clero e fedeli a prendere coscienza dell’agire liturgico. Siamo chiamati a vivere, in ogni celebrazione, nella duplice dimensione storica e insieme escatologica. Il cammino dell’Avvento si compie sotto la guida di Isaia e di Giovanni il Battista, della vergine Maria e del suo sposo san Giuseppe.

Preziosa come perla del Regno è poi la testimonianza degli evangelisti Luca e Matteo”. “Nell’avvicinarci alla vetta natalizia, l’Avvento esige un impegno solidale in tutte le comunità. Si sceglieranno, come prima di una salita in montagna, gli attrezzi più idonei, si potranno sperimentare innovazioni già collaudate in esperienze positive. È in quest’ottica che possono risultare preziose le indicazioni del presente sussidio, che, a partire dalla proclamazione, ascolto e venerazione della Parola di Dio, ci invita a valorizzare con sapienza i ‘santi segni’ della liturgia della Chiesa.

Vivere l’Avvento – prosegue mons. Russo – è farne emergere la ricchezza nelle molteplici e differenti manifestazioni del quotidiano, tra il già e il non ancora, profondamente radicati nella concretezza del presente umano e totalmente aperti alla presenza di Dio. In quest’ultima esperienza troveremo il nostro futuro. Questo tempo di salvezza permea l’esistenza del singolo credente e della Chiesa tutta.

Entrambi desiderano affrancarsi dalle pesantezze della vita quotidiana, entrambi anelano a recuperare una serenità di fondo che sembra dissolta dalla diffusa precarietà sociale.

Tuttavia, le nebbie dell’autunno dell’anima non manifestano soltanto opacità e confusione. Esse annunciano, pur velatamente, l’avvicinarsi del Sole invitto, Cristo Gesù, che a Natale rinasce nel cuore di ciascuna persona pronta ad aderire alla volontà del Padre”. ”. “È trascorso ormai un anno durante il quale molti hanno attraversato prati ridenti e paesaggi incantevoli.

Il panorama non è stato però sempre idilliaco. Sentieri impervi ci hanno messo in difficoltà, ci hanno costretto a prendere coscienza dei nostri limiti. I successi non sempre bilanciano i fallimenti, i dolori talora insidiano la gioia e il piacere di vivere. Immersi e quasi schiacciati da una folla anonima – prosegue -, rischiamo di non trovare il porto della pace nell’ambito familiare e nel contesto del lavoro quotidiano.

Non c’è, tuttavia, condizione di vita che sia destinata a durare per sempre. Solo Cristo è stato ieri, è oggi e sarà domani. È il nostro Salvatore, la via da percorrere, la verità da assorbire totalmente, la vita da riscoprire ogni giorno e condividere nello splendore della gloria perché in Lui anche noi siamo figli di Dio”.

A sua volta il presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il card. Gualtiero Bassetti, nella sua lettera pubblicata nel numero di dicembre di Vita pastorale, anticipato al Sir, scrive: “Entrando nel periodo dell’Avvento, il nostro proponimento sia di considerare queste settimane come un’opportunità per intraprendere un cammino di vita davvero orientato ai poveri, a tutti i poveri, a tutte le forme di povertà che ci circondano”.

Il primo passo di questo cammino indicato dal porporato è “un esame di coscienza”. “Come guardiamo ai poveri? Li vediamo o distogliamo lo sguardo avvolti nel nostro bozzolo di certezze preconfezionate, di ‘non mi riguarda’?”. Richiamando la parabola del buon samaritano, il cardinale invita a seguire il suo esempio: “Si lascia attraversare dal grido dell’umanità ferita”. “Oggi le logiche perverse dell’esclusione sociale mietono vittime che chiamiamo in molti modi: esuberi nell’ambito lavorativo, clandestini nel campo delle migrazioni, scarti nel settore economico”, afferma il presidente della Cei.

Il porporato invita a un “passo ulteriore”, dopo essersi “chinati sul povero e aver prestato la prima assistenza”.

Perché “non basta soccorrere sul momento e ritenere esaurito il proprio impegno”. E ammonisce: “Non è di protagonismo che i poveri hanno bisogno”.