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Insegniamo ai bambini a giocare alla pace

Parla il fondatore del Sermig (servizio missionario giovani), Ernesto Olivero

“Qui abbiamo sperimentato veramente qualcosa di vero. Non esiste l’impossibile. Chi avrebbe immaginato che un pugno di ragazzi avrebbe trasformato un arsenale di guerra in un Arsenale di pace? Noi abbiamo giocato, ci abbiamo creduto.

Se altri pugni di ragazzi si uniscono a noi e hanno il coraggio di prepararsi e hanno il coraggio di non aver paura dei loro difetti noi possiamo cambiare ancora di più.

Allenatevi ad essere buoni, a non ricambiare il male con il male, a sopportare le ingiurie e a non ricambiarle mai”. Lo ha affermato Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, nel corso della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’Arsenale della pace di Torino, lunedì 26 novembre scorso. “Siamo molto grati che Lei per ricordare il Centenario della Grande Guerra abbia scelto l’Arsenale trasformato in un Arsenale di pace”, ha detto rivolgendosi al Capo dello Stato presentando la storia e le attività del Sermig. “I bambini – ha aggiunto Olivero – sono veramente il nostro futuro. Quando eravamo piccoli ci avevano insegnato a giocare alla guerra.

Noi a questi bambini stiamo cercando di insegnare a giocare alla pace.

La mia vita è cambiata quando un giorno ho incontrato un uomo vestito di bianco, che non era il Papa, che mi disse: ‘un pugno di ragazzi può cambiare il mondo’. Io allora ero ragazzo, più ragazzo di voi. E dissi: ‘lui è credibile, io sono un ragazzo. Voglio provarci’. E guardate che pandemonio abbiamo combinato”. “Cerchiamo altri amici che vogliono unirsi a noi, altri ragazzi che vogliono dare la vita per gli altri. Cerchiamo ragazzi che non hanno paura dei loro difetti, che non hanno paura di sfidare l’impossibile”, l’invito ai presenti: “il tempo ha bisogno di giovani, ma i giovani devono imparare a dire dei sì e dei no. Quei sì che ti fanno crescere, quei no che non ti vogliono far crescere”.