//I nostri “tesori”: storia e musica insieme

I nostri “tesori”: storia e musica insieme

Giovedì 22 novembre, ricorrenza di santa Cecilia, nel tardo pomeriggio, nella chiesa di Santa Caterina in Chioggia, alla presenza del Vicario generale, di diverse autorità e molto pubblico, su iniziativa della Fondazione Santi Felice e Fortunato è stata aperta l’esposizione di antichi oggetti religiosi e liturgici appartenenti al Monastero di Santa Caterina. La cerimonia si è incentrata su alcune esecuzioni organistiche proposte dal M° Graziano Nicolasi, organista titolare nella Cattedrale di Adria, e da preziose relazioni tenute dal prof. Sergio Perini, membro della Deputazione di Storia patria delle Venezie. Lo storico prof. Perini ha messo in evidenza l’organizzazione del monastero di S. Caterina, nato ‘oltre il Vena’ nel 1387 dalla fusione di due precedenti monasteri minori di Cistercensi: quello che sorgeva a sud di Chioggia, oltre il Canal Lombardo, e quello di Sottomarina, localizzato nella cosiddetta zona del ‘deserto’. Ne ha evidenziato la consistenza numerica nello sviluppo storico, e l’importanza della figura dell’abbadessa nella guida e nell’organizzazione della vita delle monache. Suggestiva la descrizione della vita interna al monastero, scandita dai momenti di preghiera, dalle pratiche penitenziali, dai lavori pratici (cucina, orto, forno, lavanderia..) e dalle feste di Natale e Pasqua, soprattutto in occasione delle professioni delle monache, quando si chiamavano addirittura da Venezia organisti di fama. Particolarmente interessante l’opera promozionale messa in essere dal monastero a favore del ceto femminile chioggiotto. All’interno dello stesso era stato istituito un educandato: un’ala del monastero era riservata alle ragazze della Città di media estrazione sociale, le cui famiglie avessero voluto dare alle loro figlie una formazione umana e professionale. Alle adolescenti si insegnava a leggere e a scrivere, inoltre venivano proposte la filatura (lana, canapa, lino), la tessitura, il cucito e il ricamo. Tale azione civica e sociale fu continuata dalle Canossiane dalla metà dell’Ottocento fin quasi alla fine del Novecento. Per tali motivi si è creata una piccola Esposizione Permanente nelle adiacenze della chiesa di Santa Caterina, allo scopo di evidenziare alcuni elementi essenziali di tanta attività formativa e pratica. Nell’insieme di sette teche sono raccolti oggetti liturgici (vedi il reliquiario di S. Caterina); una serie di merletti ricamati ad ago, a fusello e a tombolo; antifonari e antica ceramica conventuale; strumenti di preghiera e di penitenza. Interessante è la copia del pastorale medievale dell’abbadessa. Fra una relazione e l’altra, il M° Nicolasi ha sapientemente eseguito brani musicali appartenenti ad epoche lontane, compresi tra il 1500 e il 1700. Per la precisione ha proposto nell’ordine: una Toccata per organo di autore anonimo del ‘600; la celebre “Ave Maristella” in una elaborazione di Girolamo Cavazzoni, autore del ‘500; una Sonata di Bartolomeo Monari del ‘700 e, in conclusione, le variazioni di Benjamin Carr sul canto “O Santissima”. Esecuzioni tutte vivamente applaudite dal pubblico, come pure ampiamente applauditi e apprezzati sono stati gli interventi storici del prof. Perini. In conclusione mons. Giuliano Marangon, a cui si deve la raccolta e l’allestimento dei vari oggetti esposti, dopo aver invitato tutti alla successiva visita, ha pure ringraziato vivamente il prof. Perini e il m.° Nicolasi, nonché la dott.ssa Vincenzina Prescianotto, il dott. Sergio Piva e il compianto geom. Luca Mancin che hanno collaborato attivamente all’esposizione. p. p.