//Laguna: patrimonio dell’umanità?

Laguna: patrimonio dell’umanità?

Il prossimo dicembre l’Unesco deciderà se mantenere o meno la propria tutela sulla laguna di Venezia quale sito “patrimonio dell’umanità”. Noi pensiamo – scrive il portavoce del Comitato No GPL a Chioggia Roberto Rossi nel suo comunicato del 23 novembre scorso, – che mantenere la certificazione di “Patrimonio dell’Umanità” per la Laguna di Venezia con un impianto di 9.000 mc. di GPL in costruzione nella Laguna sud, in violazione delle Leggi Speciali per Venezia e Chioggia 171/1973, 798/1984, 139/1992, sarà un’impresa ardua se non impossibile. Due saranno i motivi che spingeranno l’Unesco a non rinnovare la tutela, secondo Rossi: Il transito delle grandi navi a Venezia ed il deposito di GPL a Chioggia. “Delle grandi navi molto si è scritto – dice il portavoce del Comitato -. Per il deposito di GPL in Val da Rio, l’Unesco non potrà non tenere conto che è stato definito a rischio di incidente rilevante e che comprometterà un ambiente di riconosciuta fragilità dai delicati equilibri e di importanza internazionale. Le navi gasiere contenenti circa 2.500 tonnellate di GPL ciascuna per scaricare il proprio contenuto di GPL nei tre serbatoi di 9.000 mc. costruiti a 150 metri dal centro abitato, dovranno sistematicamente passare per uno strettissimo canale lagunare il Lombardo esterno, dove insistono molte attività industriali ittiche e che in tutta la sua lunghezza costeggia a poche decine di metri il centro storico di Chioggia. Per questo chiediamo con forza e convinzione – conclude il comunicato – che le norme per la Salvaguardia di Venezia e della sua Laguna vengano rispettate non solo dai semplici cittadini della gronda lagunare come fanno da sempre, ma anche e soprattutto dai rappresentanti del nostro Governo, che invece sembrano contraddirsi con le proprie periferie che cercano di fare rispettare le leggi”. Un secondo comunicato ricorda, infatti, che il prossimo 24 gennaio il Consiglio di Stato deciderà sul ricorso presentato dal Comune che chiedeva a Socogas la rimessa in pristino dei luoghi per la mancanza del titolo paesaggistico, assenza rilevata dalla Soprintendenza di Venezia organo periferico del Ministero per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo. “Com’è possibile, – si chiede il portavoce Roberto Rossi in questo secondo comunicato – la posizione assunta dall’avvocato generale dello Stato Danilo Del Gaizo che, nel costituirsi in giudizio davanti al Consiglio di Stato per conto dello stesso MIBACT, ha dichiarato senza mezzi termini di voler “resistere” ai ricorsi in appello del Comune e del WWF Italia, sostenuti dalla Regione Veneto e dal Comitato No GPL? Non si rende conto l’avvocato che in questo modo sconfesserà addirittura gli stessi suoi uffici del Ministero dei Beni Culturali che rappresenta e quelli della Soprintendenza provinciale e regionale, suoi organi periferici di vigilanza e salvaguardia del territorio? È stata una semplice svista quella dell’Avvocatura dello Stato, o siamo in presenza di un consapevole mutamento di opinione del Ministero dei Beni Culturali, che per la prima volta ritiene inutili i vincoli lagunari, l’esistenza della Legge speciale per la salvaguardia della Laguna Veneta, le stesse competenze del Ministero e della Soprintendenza, questo, però, solo quando sono in gioco grandi impianti di importanti società. Per qualsiasi minimo intervento quale, ad esempio, la sostituzione delle finestre nelle abitazioni, il semplice cittadino viene obbligato a rispettare un numero infinito di vincoli che, se violati, inesorabilmente fanno scattare l’ordine di demolizione e la denuncia alla Procura della Repubblica. Perché questo non avviene per Socogas?”. “Si aspetta la tragedia annunciata per stracciarsi le vesti?” si domanda Maria Rosa Boscolo del Comitato No GPL Chioggia nella sua, pubblicata nella rubrica Lettere al Corriere della Sera di giovedì 22 novembre scorso. Il comunicato termina con la speranza che nel prossimo tavolo tecnico previsto a Roma alla fine del mese con il Sindaco Alessandro Ferro e i vertici del Ministero vengano riviste le assurde e contrastanti posizioni dell’Avvocatura dello Stato per conto del Ministro Alberto Bonisoli dei Beni Culturali il 24 gennaio prossimo, posizioni che contraddicono i suoi stessi uffici allorché il 9 novembre scorso hanno detto che l’impianto di Socogas-Costa è illegittimo perché non ha mai ottenuto l’autorizzazione paesaggistica e invita il ministro Luigi di Maio a riprendere in mano personalmente la questione per mantenere gli impegni assunti durante la campagna elettorale a Chioggia quando ha promesso che, a difesa del diritto alla salute, alla sicurezza e all’ambiente dei Cittadini di Chioggia non sarebbe mai stato fatto questo assurdo impianto. Quando il sindaco Ferro andrà a Roma con il suo staff per discutere la cosa non dovrebbe avere problemi perché giocherà in casa in tutti e tre i ministeri interessati: Infrastrutture (Toninelli), Ministero dello Sviluppo Economico (Di Maio) e Ministero dei Beni Culturali (Bonisoli); sono infatti tutti e tre in mano ai 5Stelle. Vedremo se le loro risposte al tavolo tecnico saranno almeno logiche, concordanti, come si è detto, con quanto promesso in campagna elettorale, ma soprattutto politicamente diverse da quelle del precedente governo, quando l’allora ministro Maurizio Lupi – ancora oggi non si riesce a capire come e perché – ha permesso il nascere di questa bomba in pieno centro di una città nata prima di Venezia, senza seguire l’iter autorizzativo normale. R. D.