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Dibattito-Editoria

Pluralismo nell’informazione

DIBATTITO SULL’EDITORIA

Le proposte di Morelli – Dialogo costruttivo con la Fisc

Il pluralismo nell’informazione è un valore da sostenere, ma con regole nuove e innovative. È quanto sostiene Alessandro Morelli, presidente della commissione Trasporti e Telecomunicazione alla Camera, è lui l’uomo a cui Matteo Salvini ha affidato tutta la questione Editoria. Si è battuto fin dall’inizio per non inserire la cancellazione del Fondo per il Pluralismo nel “contratto di Governo”. Si è espresso in modo categorico contro il taglio sostanziale dei contributi nella legge di Bilancio ora in discussione, presentato dal Movimento 5 Stelle. “Sto lavorando con il sottosegretario all’Editoria Crimi – ha riferito in un incontro che si è svolto alla Camera con i vicepresidenti Fisc Chiara Genisio e don Enzo Gabrieli (nella foto insieme a Morelli)– con un atteggiamento costruttivo, non muro contro muro, per arrivare ad un accordo. Il Movimento 5 Stelle ha come obiettivo la disintermediazione, per questo vorrebbero abolire il Fondo per il pluralismo. Stiamo trovando una mediazione per intraprendere un percorso condiviso che non preveda un taglio indiscriminato. Soprattutto che ci sia gradualità negli interventi di riduzione dei contributi”.

Morelli anticipa alla Fisc che l’attuale legge Lotti, quella entrata in vigore all’inizio del 2018, e che sostiene i giornali non profit e quelli di cooperative di giornalisti “non gli piace”, guarda ad una nuova legge di sistema in cui non ci siano discriminazioni tra giornali locali e nazionali. Il Deputato della Lega non nasconde che nella nuova legge ci sarà una particolare attenzione verso l’informazione locale, “capace di recepire meglio l’innovazione”, che “rappresenta una grande palestra formativa per i giornalisti” e “garantisce il pluralismo sul territorio”. Pensa ad una riforma in cui coinvolgere tutti coloro che operano nel settore. “L’avvento del 5G dal 2022 in poi – sostiene Morelli – segnerà un cambiamento profondo nel settore della comunicazione, una vera rivoluzione, e da questo non si può prescindere”. Condivide con gli alleati di Governo l’affermazione che “tutti i soldi dello Stato devono essere spesi bene” e promette interventi a tutela del lavoro giornalistico, come una maggiore tutela del copyright.

“Vedo un ritorno al giornalismo del territorio come a fucina formativa – spiega – che offrirà la possibilità ai giovani di crescere, di maturare nella professione e farsi notare per avere accesso nei grandi media e nelle reti nazionali, ecco perché punteremo su formazione, innovazione, senza per questo chiudere alla possibilità di un graduale passaggio a questa nuova mens comunicativa”.

Morelli pensa a nuove opportunità anche per le realtà del territorio che rischierebbero di restare schiacciate dai colossi informativi o dall’impossibilità di adeguarsi alle nuove sfide del digitale, di un giornalismo poliedrico che sappia integrare gli strumenti ed entrare negli ambienti della new communication. (N. S.)