//Al centro il benessere
Crescere

Al centro il benessere

Studio longitudinale “crescere”

Coinvolti oltre 1.000 ragazzi e le loro famiglie

Sono stati presentati i risultati dello studio longitudinale “Crescere” che coinvolge oltre 1.000 ragazzi e famiglie nelle province di Padova e Rovigo. Lo studio, sostenuto grazie alla Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, ha monitorato la loro crescita, la salute e il benessere, nella delicata fase di transizione dall’infanzia all’adolescenza, verso l’età adulta. A Rovigo hanno partecipato all’indagine, oltre ad alcune famiglie, l’Enaip e l’Istituto di Istruzione superiore “Viola-Marchesini” coinvolgendo 14 classi, per un totale di 238 studenti. Tanti i temi dello studio: il benessere a scuola, le relazioni in famiglia, il bullismo, le attività del tempo libero, internet e i rischi online, l’autostima, la salute e il benessere, le prospettive di futuro e molto altro ancora.

Lo sport e la salute sono al centro dell’attenzione dello studio. 7 ragazzi su 10 praticano almeno uno sport. Aumenta anche chi va in palestra fino al 16%. Tra chi pratica lo sport, il 47% fa sport a livello agonistico e il 22% lo fa a livello amatoriale; il 30% dei ragazzi non fa sport. Il benessere a scuola è un altro tema centrale. Nelle classi seconde la scuola piace “molto” o “abbastanza” al 70% dei ragazzi, percentuale in calo rispetto all’anno precedente (84%): gli studenti insoddisfatti, quelli a cui la scuola “non piace”, sono in crescita; erano il 16% nelle classi prime, sono il 31% in seconda.

La scuola è tuttavia fonte di stress: il 44% dei ragazzi si ritiene abbastanza stressato e più di 1 su 10 dice di esserlo “molto”, erano rispettivamente il 32% e il 7% un anno fa. Il rapporto con i compagni è positivo (62%) e accettati per quello che sono (75%). E il rapporto con gli insegnanti? 1 studente su 5 pensa di non essere trattato in maniera giusta e diminuiscono quelli che sentono di poter ricevere aiuto dagli insegnanti in caso di bisogno. Con l’età si fanno più difficili anche le relazioni in famiglia. Per il 68% dei ragazzi è “facile/molto facile” parlare con la madre di cose che preoccupano veramente. Il dialogo con il padre è più complicato: per 4 ragazzi su 10 è “difficile/molto difficile” parlare di cose importanti.

Diminuisce l’uso della televisione e dei videogiochi, aumenta l’uso di internet: praticamente tutti i ragazzi si collegano a internet quotidianamente (97%). Connessi da 10 minuti a 24 ore al giorno, in media 5 ore al giorno. Nella maggior parte dei casi sono soli, raramente in compagnia. Quasi tutti usano social network per comunicare con familiari, amici o persone che non conoscono. Il più diffuso è Whatsapp, seguito da Instagram, meno Facebook, Telegram e Google +. Il futuro: al termine della scuola, 4 ragazzi su 10 vorrebbero iscriversi all’Università, 7 su 10 vorrebbero lavorare e il 27% vorrebbe anche fare un’esperienza all’estero. Per trovare lavoro in Italia, secondo i ragazzi, il fattore principale è “essere competenti” (indicato nel 42% dei casi).

Seguono al 2° posto “avere l’aiuto di persone influenti” (17%) e al 3° posto “essere tenaci nella ricerca del lavoro” (14%). Lo studio “Crescere” ha il grande merito di fare luce su un tema di primaria importanza: la crescita dei ragazzi durante l’adolescenza – commenta Gilberto Muraro, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo -. Con questo studio emerge con chiarezza l’urgenza di trovare strumenti di ascolto efficaci per i problemi con cui sono chiamate a confrontarsi le nuove generazioni.

N.S.