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Parole non o-stili nello sport

ALLA FIERA DEL LEVANTE

“C’è bisogno di riscoprire i valori dello sport perché lo sport porta con sé tantissimi concetti positivi e in questo periodo, a causa della poca consapevolezza dell’utilizzo dei social, le persone sono state offensive e possono aver ferito”. Lo ha detto Rosy Russo, presidente dell’associazione Parole O_Stili, che a Bari ha presentato, a fine novembre, in anteprima il “Manifesto della Comunicazione non ostile per lo sport”. Dieci principi di tolleranza, impegno, correttezza, rispetto, ascolto e condivisione raccontati in occasione di “Parole a Scuola”, meeting sul tema delle competenze digitali e dell’ostilità nei linguaggi organizzata dalla sua associazione, dall’Università Cattolica, dall’Istituto Giuseppe Toniolo insieme a Miur e Corecom Puglia. Con lei sul palco tanti nomi noti del mondo dello sport: da Francesco Toldo a Palo Condò, da Nicola Rizzoli a Josefa Idem. “Il peso delle parole dipende da chi le dice – ha aggiunto -, soprattutto in questo momento storico. Allora avere dei personaggi molto seguiti e farli diventare dei testimonial di questi principi è il modo più facile e diretto per arrivare ai ragazzi. Serve allora riscoprire questi valori che possano andare bene tanto per gli sportivi, quanto per chi arbitra e sicuramente per chi tifa può essere un buon modo per ritornare allo sport più autentico. Sono dieci semplici principi a cui ispirarsi per ristabilire un contatto diretto e sincero fondato sui valori nobili dello sport, così da evitare un linguaggio ostile nel tifo e nella comunicazione”.

Rispettare valori e persone

“È proprio di fronte a una platea di giovani che si può fare un passo in avanti dal punto di vista culturale e della formazione, rispettoso dei valori, delle istituzioni e delle persone”. Così Nicola Rizzoli, ex arbitro internazionale di calcio e designatore di serie A, porta la sua testimonianza di rispetto e correttezza nello sport a Bari durante la presentazione del “Manifesto della Comunicazione non ostile per lo sport” durante il meeting “Parole a Scuola” sul tema delle competenze digitali e dell’ostilità nei linguaggi. “La condivisione con i giovani – ha detto Rizzoli – può essere davvero un salto culturale per quelli che domani potranno cambiare le cose. Gli errori che si fanno nella vita servono per imparare a non farli più. Questi meeting esistono perché c’è sicuramente qualcosa da cambiare, c’è da imparare qualcosa che abbiamo lasciato per strada”. Del suo stesso avviso l’ex campione di Inter e Nazionale di calcio Francesco Toldo che, insieme a tanti altre personalità dello sport, ha portato la propria testimonianza ai più giovani: “Lo sport – ha affermato – insegna valori che fanno parte della vita. Questi diventano una palestra personale e quando finisci di giocare a calcio ti rimangono dentro. Parliamo di innumerevoli valori come il sacrificio e l’impegno. Ma dobbiamo soprattutto imparare ad ascoltare. Siamo ogni giorno presi da tante distrazioni che ci limitano la concentrazione. Si dovrebbe tirare il freno e far tesoro degli insegnamenti dei più grandi”.