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I classici di Natale

Costume e società

Doni tradizionali, attesi, indovinati, fai da te e finti tali

La prima rivelazione della corsa ai regali quest’anno è un rassicurante suggerimento che sottintende la garanzia di andare a colpo sicuro: i regali enogastronomici sono sempre i meno riciclati. Sembrerà ovvio ma è l’opposto. A meno che non si conoscano bene i gusti del destinatario del dono non è affatto scontata la buona riuscita di un presente da mangiare o da bere. Anzi. Non saranno pochi coloro che fino a questo momento pensavano che, complici le abbuffate, le ceste natalizie scelte da tanti ma che si somigliano tutte e gli inviti per un caffè o un aperitivo delle feste ricevuti all’ultimo minuto, fossero – proprio questi tipi di cadeaux – i più riciclati. Invece ciascuno si mangia il suo e lo accompagna volentieri con un buon vino.

I panettoni sembrano non essere mai abbastanza, dato che si dovrà pur fare colazione, torrone e panforte scadono in media a fine estate, sottaceti, conserve e marmellate anche più in là, quindi se la dispensa offre spazio libero tanto vale tenerseli, torneranno utili come sfizio di una cena anonima. Quest’anno il settore prevede una variante in più: molti realizzeranno i doni golosi con le proprie mani. Praticamente quello che si fa quando si viene invitati ad una festa dove si prevede di mangiare contribuendo tutti insieme.

Ma il Natale è anche questo: condividere. Ecco perché almeno un quarto dei doni ha come obiettivo il palato della persona che lo riceve. Per il resto, escludendo i classici giochi per i più piccoli, sembra che la maggior parte di coloro che si troveranno a dover fare qualche regalo punterà sui classici anche per i grandi. Classici, forse banali, ma sempre utili, a patto che siano facilmente portabili. Sciarpe, berretti, guanti e cravatte, maglioni e cardigan. Vanno bene per tutti, a tutte le età. Oggi si predilige il made in Italy, fatto con materiali sicuri e validi, per dare una boccata d’ossigeno alle botteghe storiche.

Negli ultimi due anni il cappello è ritornato di gran moda, ma regalarlo, a meno che non si tratti del berretto spiritoso, può essere un problema. Per essere sicuri del risultato si dovrebbe trovare una venditrice esperta e metterla al corrente dello stile d’abbigliamento, dei colori e dei tratti del viso, del volume dei capelli e di altri dettagli che fanno la differenza più di quanto si pensi. Per il maglione, invece, basta la taglia, male che vada verrà indossato nascosto sotto il cappotto quando non è previsto di mostrarlo. Si dice che lo spauracchio peggiore sia quello con le renne o con il paesaggio innevato, un modello da sempre deriso in film e spot pubblicitari.

Eppure qualche azienda l’ha proposto, troneggiano in vetrina e, strano a dirsi, sono i più ammirati.

Le cravatte sono più personali, per questo vengono solitamente regalate dalle persone più care, ma il rischio flop è comunque dietro l’angolo. Meglio puntare su fantasie e colori formali, perfetti per l’ufficio ed eleganti nel tempo libero. Nel caso degli accessori il fai da te richiede maggiore dedizione, ma qualche appassionata sferruzzatrice farà come sempre un’ottima figura. Poi ci sono i furbi, quelli che vorrebbero avere il tempo ma proprio non riescono a ritagliarsi nemmeno una mezzora. E acquistano oggettini in pasta di sale o in legno spacciandoli per proprie creazioni. E chi riceve ci crede o finge. Perché a Natale siamo tutti più buoni. Sinceri, soprattutto in fatto di regali, proprio no.

Rosmeri Marcato