//Iniezione di fiducia
prima-bottiglia

Iniezione di fiducia

di Vincenzo Tosello

Nonostante la vicenda-carambola della Legge di Bilancio, possiamo e dobbiamo sperare.

Un Def problematico che attende ancora di essere definito a livello operativo e del quale nessuno sembra dire bene, tranne il blog dei 5Stelle o il premier e i vicepremier nelle rispettive interviste (peraltro, anch’essi scusandosi della gaffe sul raddoppio della tassa al volontariato).

Alla Legge appena firmata in gran fretta non poteva far a meno di riferirsi il capo dello Stato Sergio Mattarella nel suo messaggio di fine anno, rilevandone “la grande compressione dell’esame parlamentare e la mancanza di un opportuno confronto con i corpi sociali” per cui sarà richiesta ora “un’attenta verifica dei contenuti del provvedimento”.

Ma il discorso del Presidente della Repubblica è improntato soprattutto alla fiducia. Insieme a richiami garbati e chiari – ad es. sottolineando che la vera “sicurezza” si può ottenere quando tutti si sentono rispettati, cioè “preservando e garantendo i valori positivi della convivenza”; o lanciando l’invito a pronunciare sempre “parole di verità” e quello a evitare astio, insulti e intolleranza – Mattarella ha voluto offrire al Paese soprattutto un’iniezione di fiducia.

Occorre far prevalere “l’immagine dell’Italia positiva”, di un Paese “ricco di solidarietà”, di una “Italia che ricuce” e che, appunto, “dà fiducia”. Non bisogna mai aver paura di “manifestare buoni sentimenti”: sono questi che costruiscono il vero spirito di comunità, di cui sentiamo l’urgenza e la necessità. Anziché combattersi continuamente – e questo vale ad ogni livello, a partire dai rapporti quotidiani fino all’agone politico – occorre prima di tutto e fondamentalmente “riconoscersi come comunità di vita”, “pensarsi dentro un futuro comune”.

Nonostante gli evidenti problemi che ci assillano – la mancanza di lavoro, l’alto debito pubblico, la ridotta capacità competitiva, le carenze infrastrutturali – il Paese ha ancora e sempre grandi risorse, che inducono ad affrontare il nuovo anno con fiducia. Va evitata ad ogni costo la tentazione dell’isolazionismo, inseriti ormai da tempo – fortunatamente – in una comunità politica più vasta quale è l’Unità Europea.

Il cenno obbligato alle elezioni della prossima primavera quando circa 400 milioni di cittadini saranno chiamati a rinnovare il Parlamento di Strasburgo è soprattutto un invito alla “serenità” oltre che ad un “serio confronto”. L’augurio a tutti gli italiani, in patria e all’estero, si unisce non casualmente all’augurio per i 5 milioni di immigrati che vivono nel nostro Paese. E’ la stessa sensibilità e sono gli stessi orientamenti suggeriti, in un contesto più ampio, da papa Francesco – del resto citato e ringraziato dal Presidente – quando ricorda che “La buona politica è al servizio della pace”.

V.T.