//La sovranità della comunità
chioggia-laguna

La sovranità della comunità

AMBIENTE – QUESTIONE GPL. L’impianto va delocalizzato!

Auditorium, 12 gennaio. Presentazione del libro sull’acqua e gli altri beni comuni

Il 12 gennaio alle ore 17 presso l’Auditorium “San Nicolò” di Chioggia si terrà un importante evento riguardante i cosiddetti “beni comuni”. Verrà, in quella sede, presentato un interessante libro riguardante “L’acqua, gli altri beni comuni e le violazioni di sovranità dei popoli e del made in Italy; da diritti negati ad affari del secolo. Quale tutela e quali soluzioni contro lo strapotere delle multinazionali”.

Gli autori del libro, persone di fama internazionale, hanno avuto la sensibilità e la conseguente disponibilità non solo di inserire all’interno di questo prezioso testo un paragrafo su Chioggia e l’impianto di GPL, ma anche di essere fisicamente a Chioggia per presentare in assoluta anteprima il loro lavoro già tradotto in altre lingue.

Di ciò l’intera comunità clodiense dovrà essere grata a queste persone che hanno compreso il problema che da anni, come una spada di Damocle, pende sull’intera comunità locale, condizionandone il futuro e le opportunità di crescita. L’occasione di parlare di “beni comuni”, infatti porterà nel vivo del problema che la città sta tentando di affrontare.

Gli interventi che si susseguiranno nella tavola rotonda che seguirà alla presentazione del libro tenderanno ad analizzare sotto aspetti legati all’ambiente, alla salute, alla negata sovranità della comunità locale quello che ad oggi, checché se ne dica, è “il problema” della città. Le conseguenze negative che si dovranno sopportare nell’ipotesi di entrata in funzionamento di questa opera scellerata, sono ormai di dominio pubblico e sono ormai ben note alla generalità dei cittadini. Nessuna categoria economica ne risulterà avvantaggiata.

Nessuna opera compensativa verrà realizzata per risarcire la città dello sfregio che sta subendo. Nessun contributo di disturbo è stato ipotizzato. I vantaggi saranno riservati, solo e tutti, ai pochi (privati) che gestiranno il business conseguente.

A Chioggia e alla sua gente invece verranno consegnati il “sarcofago” che sta deturpando irrimediabilmente i tramonti più belli, le navi gasiere che transiteranno a pochi passi dal Comune nella vena pulsante del Canal Lombardo esterno sfiorando pescherecci, darsene, attività ittiche, edifici storici, attraverso un ecosistema lagunare fragile ed unico, la fila di autobotti che andrà ad intasare ancor di più una già pericolosa ed ingestibile strada Statale Romea e la futura, costante, opprimente sensazione di pericolo ed insicurezza correlata al pensiero di vivere a pochi passi da un impianto potenzialmente letale.

Chi scrive, da sempre sottolinea con forza di non essere a priori contro l’utilizzo del GPL (pur conoscendone l’enorme pericolosità), ma ribadisce di essere assolutamente contrario alla collocazione – assolutamente anacronistica e potenzialmente devastante – dell’attuale impianto.

Nessuno ancora si è reso conto del modo in cui, in segrete stanze, abbia potuto essere pianificata e portata avanti un’operazione assolutamente ed inequivocabilmente sbagliata ed irrispettosa di un intero sistema complesso, delicato ed unico qual è la nostra città. Il fatto che la Procura della Repubblica, con vari magistrati inquirenti, stia indagando sulla vicenda conferma a tutti noi che evidentemente si pensa, si presume, che qualcosa di strano ci possa essere stato. Il fatto che un’intera città stia – con il fiato sospeso – ad attendere un’imminente sentenza del Consiglio di Stato ribadisce ulteriormente questo concetto.

Di certo Chioggia e la sua gente non vogliono questo impianto come non vogliono che altri pianifichino il loro futuro pensando di caricare su questa comunità tutto ciò che tutti rifiutano! La nostra città ha superato nel tempo guerre, cataclismi naturali, pestilenze, crisi devastanti; i suoi cittadini, forti di una ruvida cultura millenaria, hanno affrontato sempre ogni circostanza con la semplicità e la forza che un popolo marinaro sa mettere in campo quando serve; non conta nulla se alcuni per viltà o, peggio, per assonanza con quanto sta succedendo se ne stanno nascosti dietro l’angolo con la coda tra le gambe ad attendere che siano gli altri a muoversi.

La città c’è, è presente e non si piegherà davanti ad un interesse di pochi calato con protervia sulle spalle di tutti.

L’impianto deve essere delocalizzato, deve essere spostato in altri luoghi idonei perché progettati per accogliere tali attività, luoghi lontani dalle persone, dove sono operativi i dovuti piani di sicurezza e dove, in caso di incidente (circostanza del tutto statisticamente probabile), i danni siano più limitati possibile. Chioggia e la sua gente meritano di più, meritano il rispetto e la considerazione che la loro storia millenaria gli ha consegnato.

 Carlo Albertini