//I gemelli dei saldi
Saldi

I gemelli dei saldi

COSTUME E SOCIETA’

Dati variabili, certezze e svendite per chiusura con decine di cloni

Alzi la mano chi ha detto che i saldi non vanno più di moda. Può essere vero in una sola accezione: i commercianti ne approfittano per svuotare i magazzini di negozi e aziende proponendo modelli che andavano di moda nel secolo scorso.

Ma considerando che ogni anno si rispolverano un paio di decenni passati reinterpretando le vecchie glorie della moda, anche con i saldi si può azzeccare l’acquisto, per quanto possa essere avanzo di magazzino parecchio ammuffito. I dati di partenza sono soddisfacenti se si tiene conto del trend nazionale, mentre variano, e talvolta di molto, se si prendono le varie regioni singolarmente.

Alcuni lamentano il boom solo nei negozi monomarca a basso costo, altri brindano alla rivincita delle botteghe del centro. Città che vai, statistica che trovi, l’unico dato sempre certo è che gli incassi non bastano mai, neppure nei supermercati. E se la tecnologia rischia di subire una leggera flessione, il reparto abbigliamento continua a macinare vendite.

Molti puntano ad un giaccone o un cappotto nuovo, gli uomini optano in particolare per il blu, le donne sul classico cammello o sui toni del blu più rari e che promettono di essere di tendenza per i prossimi dieci anni.

I colori forti sembrano quasi del tutto scomparsi, le sciarpone di lana s’infeltriscono solo a guardarle e per chi è alla ricerca del vero capo must have dell’inverno 2019, vale a dire il colbacco, rischia d’imbattersi in “panettoni” sintetici che lasciano poca vita e respiro alla cute. Le proposte sono tante, la pazienza, strano a dirsi, è a livelli sorprendenti anche da parte dei mariti che portano le bustone degli acquisti senza bofonchiare, anzi, continuano ad osservare le vetrine. Forse perché la moda uomo, a differenza di quella da donna, propone capi sempre ben confezionati, dalle linee definite e con fantasie gradevoli.

Le signore trovano cappotti senza bottoni e senza spalle e cardiganoni da cioccolata calda e caminetto. Le calzature sono sempre una buona scelta, peccato solo che sia il settore che applica le percentuali di sconto più basse per quanto riguarda l’abbigliamento e gli accessori. Ma c’è ancora la certezza della qualità nel made in Italy. E se in una città un grande magazzino multimarca storico è in via di chiusura ed applica sconti fino al 70%, gli altri negozi devono cercare di tenere il passo se non vogliono farsi soffiare tutte le vendite, così sono costretti a partire già con il 50%, quando fino alla scorsa estate il 30% era già un lusso.

I saldi di fine stagione sommati alla cessata attività possono essere un affare ma anche un incubo. Perché gli espositori sono ricolmi di pezzi identici: 10 giacche gemelle, 20 gonne sosia, 50 maglioni clonati, e i numeri si ripetono nelle altre varianti colore.

Almeno cinque cappotti uguali per ogni modello, i giacconi invece sono quelli classici a bomber e tutti blu, che non si sbaglia mai. A meno che i turisti non decidano di approfittare per riempire il bagagliaio del pullman, c’è il rischio di ritrovarsi la città praticamente in divisa. Stessa storia anche per i cappelli, soprattutto alle bancarelle dei mercatini di Natale: due o tre modelli e infinita scelta di colori.

La soddisfazione di aver speso poco può ripagare del fatto di vedere almeno altre dieci persone con pezzi d’abbigliamento identici ai propri? La risposta potrebbe anche essere sì, ma se donano di più a loro diventa decisamente no.

Rosmeri Marcato