//“Allergici ai farmaci”?

“Allergici ai farmaci”?

“Sa dottore io sono allergico a tutto: l’aspirina mi fa il mal di stomaco, gli antibiotici mi fanno venire le bolle, i farmaci per la pressione mi danno i capogiri”. In queste affermazioni in realtà ci sono diversi errori. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza. Una prima distinzione si può operare fra le reazioni “prevedibili” e quelle “imprevedibili”.
Le reazioni prevedibili sono quelle che in qualche modo ci si può attendere dal farmaco per il suo meccanismo d’azione e sono strettamente collegate all’azione del medicinale; diciamo che possono rientrare tra gli effetti collaterali. Per esempio c’è una categoria di farmaci per abbassare la pressione arteriosa molto usati perché efficaci, i cosiddetti ace-inibitori, che in una piccola percentuale di casi possono far insorgere la tosse; una tosse secca, stizzosa, fastidiosa al punto da rendere necessario cambiare farmaco. Questo è un effetto che il medico sa che può avverarsi, quindi è un effetto prevedibile e non si può certo parlare di allergia al farmaco.
Le reazioni imprevedibili sono invece quelle inattese e queste sono quelle che possiamo chiamare “allergiche” o “pseudoallergiche” perchè sono reazioni che non ci aspettiamo, che possono colpire chiunque e sono del tutto indipendenti dalla dose e dall’azione del farmaco. Di queste quelle che hanno alla loro base un meccanismo immunologico sono dette a ragione “allergiche”, le altre, che hanno meccanismi diversi, vengono chiamate pseudoallergiche. Le reazioni allergiche sono quelle più studiate e anche le più gravi. Sono reazioni che per avverarsi richiedono una precedente esposizione al farmaco. Si manifestano frequentemente con orticaria, prurito, asma e, nei casi più gravi, edema della gola (angioedema) e shock anafilattico con rischio per la vita. I farmaci che più spesso possono dare reazioni allergiche sono gli antibiotici, i farmaci antinfiammatori e gli anestetici. Importante è anche il modo in cui il farmaco viene somministrato: le reazioni più gravi si verificano se il farmaco viene somministrato per via iniettiva (in vena o in intramuscolare), mentre in genere le reazioni con farmaci assunti per bocca sono meno gravi.
Le reazioni allergiche a farmaci richiedono sempre l’intervento del medico sia per valutare la gravità e il trattamento, sia perché rimanga poi segnato in cartella e tra poco speriamo nel fascicolo sanitario del singolo la reazione in modo che il farmaco implicato o i suoi simili non vengano più utilizzati per quel paziente.
È sempre importante distinguere le reazioni allergiche da quelle non allergiche perché reazioni classificate erroneamente come allergiche impediscono di utilizzare farmaci spesso importanti per il paziente.
Rivolgetevi quindi sempre al medico in caso di dubbio per manifestazioni insorte dopo la assunzione di un farmaco. Ornella Mancin