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Costume e Società

Il noleggio coinvolge

C’è chi del noleggio ha fatto una filosofa di vita e di risparmio. A cominciare dall’auto: se non si sente il bisogno impellente di avere sempre il volante in mano e ci si può arrangiare con i mezzi pubblici la si prende magari nel fine settimana, per fare la spesa grossa e per una scampagnata la domenica. Altro classico del noleggio è lo smoking. Che senso avrebbe comprarsene uno per indossarlo un paio di volte nella vita?

Con quello che costa un prodotto del genere di buona fattura. Lo stesso vale per gli abiti da cerimonia: a meno di non voler portare lo stesso in ogni occasione, meglio noleggiarlo, in modo da averne sempre uno diverso, informandosi sull’eventuale abbonamento di qualche altra invitata alla stessa agenzia.

È di una manciata di anni fa la tendenza ad affittare borse di grandi marchi e cappelli particolari. Ormai sono in pochi a potersi permettere un parco borse con pedigree, ma di tanto in tanto una settimana con una borsa iconica può fare la differenza nell’abbigliamento, per un convegno o semplicemente per staccare dalle solite maxi bag in nappa, comode sì ma eleganti neanche per sogno.

Il risultato, almeno per quanto riguarda il settore abbigliamento, è una mise abbordabile con al massimo due pezzi validi, quelli noleggiati.

Ma considerando che ormai la categoria dai prezzi abbordabili è quasi unicamente made in Spain, tra la maggioranza e le due mosche bianche l’abisso è evidente a colpo d’occhio. Per questo e per tanti altri motivi stanno entrando nel mercato aziende che permettono di noleggiare interi guardaroba con regole similari a quelle delle piattaforme online per guardare le serie tv. Un mese a tariffa fissa con la possibilità di affittare un tot di capi d’abbigliamento, inclusi gli accessori.

Si può scegliere tra diversi pacchetti, esattamente come per la tv a pagamento, e ogni pezzo noleggiato è provvisto di assicurazione e viene recapitato fresco di tintoria.

Gli scopi sono molteplici e tutti più che condivisibili: dare la possibilità di vestire bene senza spendere una fortuna, anzi. Si calcola che se dovesse diffondersi capillarmente, questo trend porterebbe a risparmiare più della metà di quanto si spende ora per l’abbigliamento. Infatti oggi vestirsi costa parecchio, nonostante e al contempo proprio perché si punta alla moda usa e getta: si acquista un maglione a € 19,90, lo si indossa, si prova a lavarlo e ci si rende conto che la qualità del materiale non consente di uscire indenni da un’operazione tanto ovvia per un maglione.

È da buttare, insomma. E questo accade solo la prima volta, al primo acquisto fatto nel circuito della moda da pochi euro. Poi, una volta esaurito l’uso del capo, lo si butta e se ne compra un altro.

E sono soldi che se ne vanno. Le aziende di noleggio moda propongono capi di qualità perfettamente conservati a prezzi ragionevoli, e non è un caso se tra i loro scopi si annovera anche quello di “mettere fuori mercato H&M e Zara”, la moda usa e getta, appunto. Sempre a proposito di questo si dovrebbe considerare che produrre continuamente decine di migliaia di capi per via della bassa qualità che impone acquisti reiterati incide notevolmente sull’ambiente.

I prodotti di buona fattura, invece, permettono di ridurre l’impatto ambientale: durano molto di più, quindi se ne devono produrre meno, ergo si contiene l’inquinamento. In Cina, nel Regno Unito e negli Usa queste aziende stanno già facendo furore e contano milioni di utenti. Da noi faticheranno ad imporsi perché vige la convinzione che tutti, a seconda delle fasce d’età, debbano vestirsi allo stesso modo e negli stessi negozi. Invece la moda di qualità ammette personalità nel vestirsi. Vero è che al meglio ci si abitua presto.

 Rosmeri Marcato