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Sanità locale: quale futuro?

CITTADELLA SOCIO-SANITARIA

Ci si interroga sul destino della struttura in vista della privatizzazione del servizio

In paese continua il dibattito politico-amministrativo sull’incerto futuro della cittadella socio-sanitaria, in attesa della sua probabile privatizzazione decisa dalla Regione Veneto. Quello che più si teme è l’eventuale riduzione dei servizi o addirittura la soppressione, dal momento che la struttura ha sede nell’ex ospedale civile, che ha ormai più di una cinquantina d’anni, e che non sono mai stati fatti interventi consistenti per il rinnovo o la sua risistemazione.

In una riunione degli iscritti della sezione pensionati della Uil è apparsa la contrarietà del sindacato contro la privatizzazione, con la richiesta di chiarezza sul futuro dei servizi erogati, auspicando un incontro con il direttore generale dell’Ulss 3, Giuseppe Dal Ben. Direttore al quale si vuole sollecitare anche la creazione di 21 posti letto: 11 per l’hospice (stanze per malati terminali) e 10 per l’ospedale di comunità, promessi e mai realizzati. Nella stessa riunione ci si è lamentati anche del fatto che nel piano sanitario regionale si sia ridimensionato frattanto il servizio di Medicina di gruppo, riducendo le ore giornaliere da 12 a 8; esprimendo l’intenzione di chiedere un incontro pure con il sindaco Tommasi. Al dibattito sono intervenuti il responsabile della Uil locale, Ezio Mori, e quello della Uil-Delta, Fabio Osti.

Chiarezza sulla cittadella è stata chiesta anche dal Circolo Sinistra Italiana locale, nell’ambito del quale il responsabile Nadio Grillo ha espresso la preoccupazione che la sperimentazione dell’istituzione socio-sanitaria pubblica possa ritenersi conclusa in quanto l’attività erogata può essere fornita dalle aziende Ulss del servizio sanitario regionale. Il sindaco Henri Tommasi ha fatto sapere che il comune ha venduto la sua quota partecipativa della cittadella e perciò non ha più voce in capitolo, e che ha chiesto un incontro con l’assessore regionale alla sanità, Manuela Lanzarin, per discutere della situazione.

Esprime la sua perplessità che l’Ulss 3 possa fare investimenti ora che sono previsti tagli. Afferma di ritenere importante l’esistenza della cittadella socio-sanitaria per il paese, sia pubblica o privata, perché la sua chiusura eventuale rappresenterebbe “un vero e proprio dramma”. E c’è quindi “bisogno della sua salvaguardia per il bene della sanità” finora mantenuta, con la speranza di un potenziamento futuro.

 Rolando Ferrarese