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Chilometri di silenzio

COSTUME E SOCIETA’

L’iniziativa sui treni a lunga percorrenza esiste da tempo

Sarà che ormai le telefonate vengono viste come fossili della comunicazione, ricordi antichi risalenti a quindici anni fa, quando ci si chiudeva in camera con il cordless che prendeva appena per telefonare di nascosto a qualcuno, lontano da orecchie indiscrete, salvo poi dover rivelare il segreto all’arrivo della bolletta. Fatto sta che oggi i minuti illimitati verso tutti offerti da ogni compagnia telefonica in abbonamento a costo fisso danno fastidio.

A tutti coloro che devono sorbirsi le telefonate altrui. Tutto cambia, tecnologicamente parlando, ogni app, servizio e abitudine si aggiorna, ma c’è un’evidenza che rimane immutata: durante la telefonata tutti, ma proprio tutti, per quanto il segnale sia potente e la fibra iperconnessa, alzano i decibel vocali. Parecchi di molto. Sempre che non attivino anche il vivavoce.

E se tra le mura di casa ognuno è libero di telefonare come gli pare, basta che poi non si lagni se i vicini sanno ogni dettaglio della sua storia d’amore naufragata, nei luoghi pubblici le telefonate rumorose vengono giustamente ritenute moleste. Non si può pensare di poter inveire, scoppiare in risate sonore, minacciare ed insultare a gran voce l’interlocutore in un negozio, in un bar, al ristorante, durante l’attesa in un ufficio pubblico o in ambulatorio.

C’è chi non si risparmia neppure in libreria e chi sembra divertirsi ad esagerare quanto più viene incenerito con lo sguardo da chi gli sta attorno.

La maleducazione non finirà mai di collezionare dimostrazioni della sua presenza ma in un luogo si è deciso di darci un taglio, offrendo a chi vuole starsene in pace la possibilità di non avere telefonatori molesti nei paraggi.

Trenitalia nei prossimi mesi si organizzerà per pubblicizzare un’iniziativa che pare sia attiva già dal 2011, ovvero la carrozza con l’area silenzio nei Frecciarossa.

L’opzione può essere scelta al momento dell’acquisto del biglietto sia in stazione sia online e garantisce un luogo senza conversazioni a voce sguaiata, né trilli di telefono. Si trova nella prima e nella seconda carrozza del treno e la si può individuare grazie agli appositi adesivi che raffigurano la sagoma di un profilo umano che porta l’indice vicino alle labbra invitando proprio al silenzio.

Ora si vuole rendere il tutto più chiaro, considerando che in molti tra i frequentatori meno assidui ignoravano l’esistenza di quest’area pensata appositamente per chi vuole lavorare a bordo o semplicemente leggere in pace. Ma se si analizza la scarsa tolleranza generale per le “esibizioni” altrui, c’è il rischio che il settore del silenzio diventi superaffollato.

Ormai risulta pesante sopportare il volume alto in un locale per il tempo di cappuccino e brioche o in pullman anche solo per dieci minuti di viaggio, figurarsi per tre o quattro ore di percorrenza a stretto contatto. Vero è che il rifiuto delle regole basilari della convivenza civile è contagioso tra i giovani come tra gli adulti, un tempo erano i ragazzini a trasgredire e si diceva che dovevano ancora maturare, ora gli adulti fanno anche peggio e quelli ormai non si aggiustano più.

È il bello, e al contempo il brutto, dei mezzi. Qualora vi desse fastidio prendete la macchina, direbbe qualcuno. Ma si deve contenere l’inquinamento. Anche quello acustico, magari.

 Rosmeri Marcato