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GPL-Roma

Primi risultati positivi

LA COMPLESSA VICENDA DELL’IMPIANTO DI GPL – LA VIA GIUDIZIARIA E QUELLA POLITICA

L’udienza al Consiglio di Stato e l’efficace manifestazione dei NoGpl

Il 24 gennaio un gruppo di circa una cinquantina di clodiensi, composto da membri del Comitato NoGPL e da simpatizzanti, è partito alle 4 di mattina per portarsi a Roma davanti a Montecitorio. La manifestazione era programmata in contemporanea con l’udienza al Consiglio di Stato che, dopo che il MISE ha sconfessato l’Avvocatura dello Stato (manca l’autorizzazione paesaggistica), è tenuta a decidere sulle sorti di Chioggia. Mentre i manifestanti, con addosso la maglietta NOGPL, scandivano slogan e consegnavano volantini informativi ai passanti, cercando di chiamare i politici fuori dal Palazzo, alcuni rappresentanti del Comitato hanno assistito all’udienza. Davanti ai giudici (di cui due veneti) ed all’attento e disponibile presidente, ha perorato la causa del Comitato l’avvocato incaricato Ceruti e sono intervenuti l’avv. Zanon della Regione, gli avvocati della Costa Bioenergie e una rappresentante dell’Avvocatura dello Stato che ha, in un certo senso, smentito l’Avvocatura stessa. Complessa la materia ma evidenti le discrepanze (manca oltre alla paesaggistica anche la concessione edilizia). L’avv. Ceruti, successivamente, si è recato dai manifestanti relazionando su quanto è stato detto ed esprimendo una valutazione sostanzialmente positiva sull’udienza: “Ci sono le condizioni per riaprire la Conferenza dei Servizi!” ha affermato. La sentenza, salvo anticipazioni, dovrebbe essere formulata entro 2 mesi. Nel frattempo al gazebo del movimento si sono avvicendati gli onorevoli Ferrazzi e Pellicani del PD, gli onorevoli Vallotto, Fogliani e Bazzaro della Lega e l’on. Spessotto con la senatrice Vanin dei 5Stelle, garantendo tutti il loro impegno nel sostenere questa causa. Presenti anche i consiglieri comunali Boccato, Tiozzo Compini e Dolfin e il presidente di ASCOT Giorgio Bellemo. Il Comitato NoGPL ha dimostrato, nel tempo, attivismo, costanza, volontà ferma e capacità di indagare su tutte le incongruenze e carenze che hanno caratterizzato l’iter autorizzativo dell’impianto. Il presidente Roberto Rossi è stato successivamente intervistato da giornalisti di Rai3 ai quali ha esposto i motivi del contendere. Nel pomeriggio alcuni rappresentanti del Comitato si sono portati al MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) dove erano convocati il sindaco di Chioggia Ferro, il vice sindaco Veronese, Bullo, Bonfà, Padoan, Erica Baldin, Lorenzin, dirigente dell’Ufficio di Di Maio, la senatrice Vanin, l’onorevole Spessotto e il Ministro per i Beni e Attività Culturali Bonisoli. Il Ministro ha sottolineato come la presenza del deposito possa incidere negativamente sulla laguna (con rischi per il riconoscimento di Patrimonio Unesco). Sottolineata la discrepanza dei documenti, e le loro carenze, si è deciso di convocare un incontro straordinario: una conferenza con tutti i protagonisti della vicenda, per martedì 29 gennaio. A questo esame congiunto nel quale erano convocate tutte le parti interessate – e di cui riferiamo a parte – sono stati invitati, per la prima volta, i rappresentanti del Comitato NoGPL assieme a MISE, MIBACT, MIT, Comune e Costa Bioenergie. Questa partecipazione vede riconosciuto il ruolo del Comitato e la sua azione, la sua volontà di mettercela tutta senza arrendersi mai. Comunque vada questa causa, ci sono ancora molte frecce all’arco dei clodiensi, bisogna attendere fiduciosi e confidare nella grande passione che anima alcuni concittadini che si fanno voce di una Comunità che teme per il proprio futuro e per quello dei propri figli.

Nella Talamini


sindaco-e-vicesindacoDopo l’udienza, il tavolo di lavoro al Ministero ha aperto buone prospettive

Rossi: “Ora sono più fiducioso”

Un mese e mezzo o due, questo il tempo che dovrà passare prima che il Consiglio di Stato si pronunci sull’impianto di GPL in Val da Rio. L’attesa,  dopo il viaggio a Roma di giovedì 25 gennaio scorso, sarà per tutti un po’ meno pesante. “Qualsiasi sarà la sentenza  sull’iter autorizzativo dell’impianto – ha detto il sindaco Alessandro Ferro (nella foto col vicesindaco) – abbiamo altre carte da giocare”. “E’ stato importante andare a Roma e portare la voce di tutte le categorie di Chioggia – ha aggiunto Roberto Rossi al ritorno. – Alla via giuridico amministrativa si è aperta finalmente anche quella politica”. Un viaggio a Roma in pulman con partenza alle 4 del mattino per una cinquantina del Comitato No GPL a manifestare in piazza Montecitorio con Giorgio Bellemo presidente ASCOT e i consiglieri Maria Chiara Boccato (indipendente), Romina Tiozzo Compini (Chioggia è Libera) e Marco Dolfin (Lega). Altri, il Sindaco  e il suo Vice, la consigliere regionale Erika Baldin, il presidente del consiglio comunale Endri Bullo con i consiglieri di maggioranza Paolo Bonfà e Daniele Padoan e alcuni parlamentari veneti di maggioranza  e opposizione si sono portati nella capitale chi con la propria auto, chi in treno.  La prima buona notizia della giornata è stata quella partita dall’Avvocatura dello Stato che, “rimettendosi alla decisione dei giudici”, di fatto ha abbandonato la memoria difensiva, molto pesante per noi. La seconda che, al pomeriggio  sono state   aperte  le porte del Mise per il Sindaco, il suo vice, la consigliera regionale e i parlamentari veneziani 5Stelle, ma anche per il portavoce del Comitato No GPL, accompagnato dall’avv. Matteo Ceruti,  dagli attivisti Rosa Maria Boscolo e Davide Varagnolo. Dall’incontro con il  vice capo gabinetto del ministero dello Sviluppo Economico, Elena Lorenzini, presente il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, è emersa la volontà dei tre ministeri interessati: Sviluppo Economico (MISE), Infrastrutture e Trasporti (MIT) e Beni Culturali (MIBACT) a rimettere in discussione l’autorizzazione dell’impianto e aprire i giochi in un tavolo di lavoro subito martedì 29 gennaio alle ore 15.00 con tutte le parti, per individuare un percorso condiviso e risolvere finalmente la questione. A questo secondo incontro erano presenti il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro e il vicesindaco Marco Veronese, il Capo Cabinetto del MISE  dott.ssa Elena Lorenzini, il funzionario dott. Francesco Vanin, il Capo Gabinetto dr.ssa Tiziana Coccoluto del MIBAC, la dr.ssa Ilaria Ricci Picciloni del Ministero Infrastrutture e trasporti, la società Costa Bioenergie (padre e figlio titolari della ditta e due loro avvocati) e il presidente del Comitato cittadino No GPL Roberto Rossi con due esponenti del direttivo e l’avvocato Matteo Ceruti . “Abbiamo riscontrato la volontà e la disponibilità dei Ministeri di trovare una definizione della vicenda – ha commentato il sindaco.  – All’incontro si è ripercorso l’iter autorizzativo del deposito, con tutte le sue criticità. L’Amministrazione Comunale sta facendo di tutto e di più perché sia messa in discussione l’entrata in funzione del deposito in Val da Rio e per questo stiamo lavorando con le massime istituzioni governative. Mi attendo dai Ministeri, che sono aperti per un ulteriore tavolo tecnico tra le parti, un passo concreto in questa direzione”. “Titolarità dei terreni, mancato parere della Commissione di Salvaguardia di Venezia e soprattutto mancata variante al Piano Regolatore Portuale – aggiunge il vicesindaco e assessore all’Ambiente  – sono stati i tre temi trattati e presentati nella relazione dell’Amministrazione Comunale. Si è sottolineato inoltre che ad oggi le navi gasiere non possono entrare nel porto di Chioggia e che siamo preoccupati per la sicurezza dei cittadini, che abitano a poche centinaia di metri dal deposito. I Ministeri valuteranno queste criticità e ci aspettiamo una risposta”. Anche Roberto Rossi, durante il viaggio di ritorno di questo secondo viaggio a Roma in meno di una settimana, ci dice di “avere avuto la netta sensazione che il tre ministri vogliano risolvere finalmente la questione e fare uscire la gente di Chioggia da questo incubo. Un primo passo che riconosce il nostro lavoro e coinvolge a pieno titolo il Comitato. Ci saranno sicuramente – conclude il responsabile – altri incontri, dove saremo ancora presenti, per fare sentire la nostra voce, ma dopo questo di oggi posso dire di essere un po’ più fiducioso”.

Ruggero D.