//Per non dimenticare. mai

Per non dimenticare. mai

Cari lettori, ancora una volta preferisco andare oltre le date celebrative dei momenti tristemente importanti della storia, date che sono senza dubbio da ricordare, ma che non bastano a svelarne l’orrore, che non sono sufficienti per narrare la sofferenza quotidiana di bambini, ragazzi, donne e uomini, causata loro da persone che avevano perso la loro umanità e avevano scelto di odiare invece che amare. Quei milioni di persone andate in fumo, avevano una famiglia, degli affetti, andavano a scuola o al lavoro, come accade oggi a noi, e improvvisamente hanno perso il diritto di esistere: dovevano essere cancellati dalla faccia della Terra, perché un uomo (servito da altri uomini) decise che così doveva essere. Vi suggerisco di mettervi nei panni di una di queste persone, se volete percepire l’assurdità di quanto è accaduto, e ancora non sarà sufficiente a coglierne la gravità, ma sarà comunque un passo in avanti che avrete compiuto. Quello che più mi colpisce, guardando documentari e film che parlano di quel momento storico, è la durezza d’animo di chi si è prestato ad eseguire ordini disumani. Strappare un bimbo alla propria madre o al proprio padre non ha nulla di umano, eppure queste persone lo facevano con assoluta freddezza ed estrema violenza. In quanto ad uccidere non ci pensavano due volte: premevano il grilletto prima ancora di aver messo in moto il cervello. Di cuore credo non si possa proprio parlare! Mi soffermo su questo aspetto, perché sono convinta che se quelle persone fossero state educate alla pace, a coltivare buoni sentimenti, ad ascoltare la voce della coscienza, a vedere nell’altro un fratello, la storia avrebbe avuto un altro corso. Ancora una volta la parola “educazione” balza agli occhi con tutta la sua importanza! Educare, educarsi, lasciarsi educare è fondamentale e tutti lo possiamo e lo dobbiamo fare se desideriamo vivere in mondo meno crudele, meno indifferente, meno stupido e ignorante. Chi desidera vivere circondato dalla bontà e dalla bellezza, togliendo potere alla crudeltà, all’indifferenza, alla stupidità e all’ignoranza, non ha che da seminare bontà e bellezza, lasciandosi educare alla pace e impegnandosi a farlo con altre persone. Mi auguro che siamo in molti, in moltissimi a volerlo fare (e certo c’è già chi lo sta facendo), perché solo così potremo avere la speranza di non dover vivere esperienze violente, brutte e dolorose. In giro per il mondo (anche non molto lontano da noi) c’è chi purtroppo vive quotidianamente l’atrocità della guerra e chi paga un prezzo altissimo: sono anche i bambini che, invece, meriterebbero la pace! Cari lettori, ora non vi resta che chiedere agli adulti di svolgere seriamente il loro compito educativo, esortandoli a rendere tutti i luoghi in cui vivete (casa, scuola, chiesa, oratorio, palestra…) luoghi di pace. Va da sé che il vostro impegno a seminare e coltivare la pace è altrettanto importante e ci sono mille modi per farlo, ad esempio, aiutando chi è in difficoltà, coltivando un fiore, non sprecando nulla o impegnandosi con serietà a scuola. Preparatevi una lunga lista di azioni che costruiscono la pace, ogni giorno “seminatene” almeno una e il risultato non potrà che essere buono e bello. Buon lavoro! (Alfreda Rosteghin)