//Prevenzione cardiovscolare

Prevenzione cardiovscolare

Parliamo di prevenzione cardiovascolare perché a tutt’oggi la patologia cardiovascolare è la prima causa di morte e di ospedalizzazione a livello mondiale, anche se negli ultimi decenni si è registrata nei paesi europei, a parte i paesi dell’est dove rimane elevata, una significativa riduzione della mortalità grazie alle innovative tecnologie. Quando parliamo di patologia ischemica a livello cardiovascolare, intendiamo una riduzione dell’afflusso di sangue ad un organo che, se prolungata nel tempo, ne può determinare la morte cellulare e di conseguenza esitare in infarto miocardico, se a livello cardiaco, o ictus ischemico, se a livello cerebrale. Le malattie cardiovascolari di natura aterosclerotica sono patologie croniche che possono svilupparsi in modo insidioso lungo l’intero anno della vita e che progrediscono di solito verso stadi avanzati. Utile prendere in considerazione, in questo contesto, la prevenzione primaria della patologia ischemico-metabolica e quelli che sono i fattori di rischio, che si dividono in non modificabili e modificabili. Tra i primi citiamo: l’età, il sesso (ridotta incidenza nelle donne fino alla menopausa per l’azione protettiva degli estrogeni), l’etnia, la familiarità, fattori genetici. Tra i fattori modificabili elenchiamo: l’ipertensione, la dislipidemia, il diabete, la funzione renale ridotta (attenzione ai farmaci nefrotossici), il fumo, l’obesità e la vita sedentaria, l’abuso di alcool. È evidente che nulla è possibile per quanto riguarda i primi fattori, mentre dall’elenco dei secondi si deduce che le malattie cardiovascolari sono strettamente connesse allo stile di vita. Per contrastare le patologie di cui sopra occorre infatti favorire nella popolazione corretti stili di vita fin dalla giovane età (ad esempio: programmi di prevenzione nelle scuole, programmi di prevenzione dal fumo per le donne in gravidanza, coinvolgimento dell’industria alimentare, ecc.) in modo da mantenere nel corso della vita un profilo di rischio favorevole. È necessario adottare una corretta alimentazione, con una dieta ricca di frutta e di verdura, limitando il consumo di sale, di grassi animali, di dolci e di bevande zuccherate. È necessario praticare uno sport e/o camminare a passo svelto per almeno mezz’ora tre volte la settimana. La costante attività fisica può ridurre la pressione arteriosa e la glicemia, migliorare la risposta ai farmaci anti-ipertensivi, ridurre la frequenza cardiaca e l’incidenza delle arteriopatie nei diabetici. La prevenzione non inizia nell’età a rischio, ma essa è necessaria, come già detto, già in gravidanza. Uno stile di vita inadeguato nella futura mamma si ripercuoterà sulla salute cardiovascolare futura del figlio ed è quindi importante che le gestanti seguano una dieta adeguata, facciano movimento, non fumino e non bevano alcool. Attualmente si parla infatti di prevenzione iper-primaria o primordiale che ha inizio nel grembo materno e che continua per tutto il periodo dell’adolescenza. E per finire: si continua a restare attoniti di fronte a decessi improvvisi per malattie cardiovascolari senza patologie conclamate. Per questo l’attenta consapevolezza del sé, l’analisi e l’osservanza dei fattori di rischio modificabili, il riconoscimento di patologie familiari e il controllo dei parametri clinici ed ematochimici fondamentali è necessario in tutte le età.
dr.ssa Laura Visintin
Medico di famiglia
Medicina di Gruppo Integrata Cavarzere-Cona