//Dati diversi e previsioni differenti
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Dati diversi e previsioni differenti

GPL. QUESTIONI SOSPESE

Mentre l’impianto va verso il completamento, botta e risposta tra Comitato e Socogas

Al vertice presso il Ministero per lo Sviluppo, Costa Bioenergie, braccio operativo di Socogas, martedì scorso ha elencato tutta una serie di dati che dovrebbero legittimare l’impianto. Attualmente Socogas (290 dipendenti e 50.000 clienti) rifornisce il nord Italia di Gpl grazie alla propria struttura di Marsiglia in Francia. Da lì partono i treni per rifornire Milano (km 575), Parma (km 610) e Verona (km 680).

Quello di Chioggia potrà servire questi mercati e tanti altri, come per esempio quelli di Trieste, Modena, Brescia, Trento, Belluno, Udine, ecc., giù sino a Rimini, per un totale del 10% di tutti i consumatori di GPL del nord del Paese. Grazie a Chioggia diminuirà notevolmente in Italia l’emissione di CO2 e per l’impresa aumenteranno i profitti, aggiungiamo noi.

Qui nell’impianto di Punta Colombi ormai quasi ultimato (i lavori termineranno il prossimo mese per un investimento di 35 milioni di euro), arriveranno 2-3 gasiere al mese e partiranno 20-30 autobotti al giorno. “L’elevata qualità tecnologica, gli apprestamenti di sicurezza tecnici e gestionali, hanno fatto sì che eventuali situazioni critiche presentino conseguenze non oltre l’area del deposito, principalmente lato strada Maestri del Lavoro…”.

A leggere queste notizie confortanti (si fa per dire) l’uomo della strada si domanda: “Ma come? Socogas prevede addirittura il vento che ci sarà durante un ipotetico incidente? Sì! Il Libeccio spingerà l’eventuale deflagrazione solo verso la strada, sicuramente vuota da macchine e persone e non come avviene di solito a 360 gradi. Ancora.

Sono previste solo 2 o 3 navi gasiere e 20-30 autobotti al giorno, (un terzo di approssimazione per un percorso in acqua lungo un canale di barena che costeggia tutta la lunghezza di una città nata prima di Venezia, per servirsi di una ferrovia che non c’è e di una strada come la Romea! ndr)”.

All’uomo qualunque non interessa nulla degli affari della famiglia Zucchi, ma solo quelli di Chioggia e soprattutto della sicurezza e della salute dei chioggiotti.

Nel silenzio dell’Amministrazione, immancabile dopo il tavolo di lavoro a Roma, il botta e risposta a mezzo stampa tra la Ditta proprietaria dell’impianto, che sente scricchiolare la sua arrogante sicurezza, e il Comitato No GPL a Chioggia.

Nell’esposto di quest’ultimo del 31/1/2019 indirizzato al Dirigente del Servizio Ambiente Città Metropolitana e alla Direzione Veneto Vigili del Fuoco, tra l’altro si rileva che: “1) I volumi di movimentazione dell’impianto non sono corrispondenti a quanto a suo tempo dichiarato per l’autorizzazione. 2) Così pure per il numero di ferro-cisterne.  3) Non è stata fatta una valutazione del rischio traffico per una strada come la Romea”. Conclude l’esposto: “È indubbio che i parametri messi alla base delle valutazioni ambientali e di sicurezza (che hanno portato alle autorizzazioni) siano falsati e non rispondenti alla realtà. Si chiede pertanto agli organi competenti che hanno rilasciato questi pareri sulla base del progetto originario se queste modifiche possano metterne in discussione la validità”.

Zucchi accusa il comitato di manipolare i dati e di fornire informazioni scorrette, sostanzialmente per disinformare e assicura che la movimentazione di GPL sarà quella autorizzata. Socogas infine rinnova la propria disponibilità a un confronto con l’Amministrazione Comunale (che si spera questa volta possa avvenire a Chioggia e non a Marghera come è stato fatto una prima volta, alla faccia della legge Seveso, ndr).

Si chiedono quelli del Comitato No GPL se “per ampliamento si può intendere di decuplicare qualcosa che non c’è”. E riferendosi a quanto inizialmente chiesto si domandano se significa anche cambiare completamente la tipologia del prodotto trattato e la destinazione d’uso da Gasolio per le navi in porto, a GPL per rifornire tutta l’alta Italia”.

E continuano ricordando che “si è costruito in un territorio tutelato da leggi speciali dello Stato che ne fanno divieto; manca il parere della Commissione di Salvaguardia di Venezia; non è stata rispettata la legge Seveso in nessuna delle sue parti; manca la titolarità dei terreni e soprattutto manca la variante al Piano Regolatore Portuale”; infine che “ad oggi le navi gasiere non potrebbero entrare nel porto di Chioggia, ecc., ecc…”.

(foto del 5-2-2019)

R. D.