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Tutelare ambiente e lavoro

ACCORDO RAGGIUNTO SULL’IPOTESI “SIC”

Accordo raggiunto a Bologna nell’ambito del Distretto di pesca Alto Adriatico, l’organismo che raggruppa le Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, sulla proposta unitaria di istituzione di un’area marina di tutela di delfini e tartarughe, che al tempo stesso salvaguardi le attività di pesca e acquacoltura. È la posizione emersa a conclusione della riunione del Comitato di gestione del Distretto, che ha visto la partecipazione degli assessori regionali alla pesca Simona Caselli (Emilia Romagna), Giuseppe Pan (Veneto) e Stefano Zannier (Fvg). Presenti all’incontro anche il sottosegretario alla pesca, Franco Manzato, oltre ai rappresentanti del Ministero dell’Ambiente. Tra gli altri, presente anche il sindaco di Porto Tolle Roberto Pizzoli che su FB ha ringraziato Manzato e Pan per il risultato raggiunto. L’intesa – secondo il comunicato ufficiale – prevede l’individuazione di un’area marina dove istituire un Sic (Sito di Interesse Comunitario) per la tutela delle due specie protette, anche per scongiurare l’avvio di una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea che ritiene insufficienti le aree Sic finora istituite dall’Italia. L’accordo comporta la contestuale definizione delle misure di conservazione delle specie da salvaguardare e la garanzia di non applicazione generalizzata su tutta l’area dei divieti di pesca previsti dalle norme comunitarie (art.4, comma 4, del “Regolamento mediterraneo” n.1967 del 2006); divieti che permangono solo in presenza di fondali con posidonie e coralli, come già avviene oggi. La proposta unitaria, presentata dalle tre Regioni del Distretto al Ministero dell’Ambiente il 7 febbraio, verrà formalizzata entro la fine del mese. L’ipotesi di delimitazione dell’area di tutela dovrebbe comprendere zone marine già sottoposte a vincoli di vario tipo, oltre a una fascia ristretta localizzata tra le 6 e 12 miglia marine dalla costa romagnola e veneta. Per il Friuli resta da definire un’area Zps (Zona di Protezione Speciale) sotto costa per la salvaguardia degli uccelli migratori, in particolare gli anatidi. A proposito dei problemi che potrebbero interessare l’attività della pesca, gli assessori Caselli, Pan e Zannier hanno così chiarito il problema: “Siamo i primi a voler tutelare le specie marine protette ma questa doverosa azione di salvaguardia non deve compromettere la pesca, l’acquacoltura e le altre attività economiche presenti nell’area interessata dell’Alto Adriatico. Oggi abbiamo individuato un metodo di lavoro condiviso che pone le basi per un’intesa positiva tra lo Stato, le Regioni e l’Unione europea, tenuto conto della complessità della materia e dell’elevato numero degli attori coinvolti”.

Sul tema discusso a Bologna è pure intervenuta l’on. Sara Moretto, capogruppo Pd in X Commissione attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati che, nei mesi scorsi, aveva presentato un’interrogazione alla Camera: “Sono soddisfatta che si sia trovata un’intesa nell’ambito del Distretto di pesca Alto Adriatico sull’istituzione di un’area marina di tutela di delfini e tartarughe, che salvaguardi però anche l’attività di pesca e acquacoltura”.

Più preoccupato è invece il consigliere regionale dem del Veneto Graziano Azzalin. Il consigliere si dice dubbioso sulle modalità di realizzazione perché i pescatori rischiano di pagare un conto pesantissimo”. Per Azzalin “La propaganda non risolve i problemi e in realtà i nodi da sciogliere restano e il Ministero non ha presentato alcuna cartografia del perimetro del Sic quindi non sappiamo quale sarà la zona interessata e, di conseguenza, il tipo di pesca attualmente praticata. Che vincoli saranno previsti nel Sic per le attività ittiche oltre alla pesca a strascico? Ci saranno dei periodi di divieto nel corso dell’anno? Quali attività dovranno essere sottoposte preventivamente alla Valutazione di incidenza ambientale e chi dovrà presentare la richiesta? Tante domande per ora senza risposta. Si va avanti al buio, ma se il Ministero dell’Ambiente vuole inviare tutti gli incartamenti a Bruxelles prima della riunione che si svolgerà a Zagabria il 7 marzo, le Regioni dovranno affrettarsi a presentare e deliberare nel giro di pochi giorni la loro proposta di Sic”.

 N.S.-L.Z.