//L’accordo per un incremento
Porto di Chioggia

L’accordo per un incremento

PORTO DI CHIOGGIA – ASPO

Una multinazionale olandese spedirà in Qatar 300.000 tonnellate di metatubi

L’ASPO, pur in una situazione critica o, per così dire, “precaria”, prosegue la sua attività a sostegno delle imprese e per il rilancio del Porto, nella convinzione che, nonostante le procedure di riorganizzazione previste dalla riforma, il porto di Chioggia sarà il vero punto di partenza della ripresa economica per l’intero territorio.

Nuove prospettive per il porto di Chioggia con l’arrivo di una multinazionale olandese che spedirà materiale in Qatar. La Shawcor ha scelto lo scalo clodiense per esportare 300 mila tonnellate di metatubi in Medio Oriente, con una commessa di due anni che potrebbe garantire al porto un aumento di traffico del 25%. Per l’avvio del progetto mancano solo il collaudo della banchina e le autorizzazioni dell’Autorità portuale di sistema.

A annunciarlo è il presidente di Aspo, Damaso Zanardo, che pochi giorni fa ha incontrato nella sede di Chioggia i vertici della ditta olandese. Malgrado Aspo stia vivendo giorni di incertezza, in attesa della decisione del Ministero delle infrastrutture sul passaggio di consegne alla nuova Autorità portuale unica, l’attività dell’Azienda speciale sta continuando. La multinazionale ha confermato di aver vinto il tender per una fornitura in Medio Oriente e che nel progetto ha indicato Chioggia come porto di partenza. Questo nuovo attore nello scalo darebbe la garanzia di una crescita esponenziale dei traffici del 25%.

Una commessa della durata di due anni affidata a un proprio stabilimento di Adria per la produzione di 300.000 mila tonnellate di metatubi in esportazione, che comporterà anche arrivi di materia prima per altre 200.000 mila tonnellate. La prima nave verso il Qatar dovrebbe partire già a giugno, una volta ottenuto il collaudo della banchina da parte della Capitaneria di porto e le autorizzazioni dell’Autorità di sistema. «Siamo molto soddisfatti dell’interesse manifestato da una multinazionale così importante», spiega Zanardo, «Questo dimostra che lo scalo di Chioggia possiede enormi potenzialità e forti capacità attrattive, necessita solo di alcuni investimenti, come lo scavo delle banchine per portarle a quota -7,5 metri e la realizzazione di un capannone a norma per la gestione delle rinfuse.

Per noi è prioritario tutelare le imprese, il lavoro e lo sviluppo del territorio. Potenzialità su cui Aspo, nonostante la delicata fase di riforma e il vuoto legislativo degli ultimi mesi, sta continuando a lavorare in attesa che la conferenza dei servizi convocata dal Ministero delle infrastrutture chiarisca il destino dell’ente». Un’altra buona notizia per il porto è l’avvio imminente dei lavori per la bonifica della zona dell’ex discarica che daranno vita a nuovi piazzali con annesse banchine con fondali di -8.5 metri. Il progetto, finanziato dalla Regione con 30 milioni di euro, permetterà da un lato la riqualificazione ambientale di una vasta area e la sua riconversione a zona di sviluppo del porto. «Un’operazione possibile», specifica Zanardo, «grazie a un tavolo di concertazione in Regione con l’Autorità di sistema.

Confido che sia solamente l’inizio di un dialogo che permetterà a tutti i soggetti di fare squadra in favore del territorio. Gli step successivi per il rilancio del porto saranno le operazioni di manutenzione ordinaria di tutti i canali di accesso, per consentire l’ingresso e l’approdo di navi da 8-9 mila tonnellate, in modo da permetterci di competere con gli altri porti del Mediterraneo».

Elisabetta Boscolo Anzoletti