//Il fascismo è morto?
Comune di Taglio di Po

Il fascismo è morto?

Niente unanimità, neppure sul no al fascismo

La maggioranza “Lista civica – Insieme per Taglio di Po – Siviero Sindaco” e la minoranza “Lista civica – Per Taglio di Po – Uniti con Layla Sindaco” si dividono anche sull’ordine del giorno “Contro il fascismo e neofascismo” presentato dalla consigliera di maggioranza Sara Ruzza, per conto del Circolo Pd di Taglio di Po.

Al momento della votazione, i quattro consiglieri della minoranza – Layla Marangoni, Renato Pregnolato, Silvia Chiereghin e Silvia Ricchi – sono usciti dall’emiciclo della sala consiliare e la maggioranza composta dal sindaco Francesco Siviero, dagli assessori Alberto Fioravanti, Veronica Pasetto, Davide Marangoni e Silvia Boscaro, i consiglieri Sara Ruzza e Patrizia Duò (assenti, perché influenzati, i consiglieri Enrico Duò, capogruppo, e Michele Sanfelice), rimasti soli in aula, hanno approvato l’ordine del giorno, letto in apertura della discussione con la richiesta al Consiglio “di guardare fuori da ogni collocazione di partito, di riflettere su quello che di frequente succede in molte piazze d’Italia e di esprimere un voto unanime”.

“È vergognoso – ha subito detto la Marangoni, capogruppo di minoranza – che venga portato in consiglio un ordine del giorno di un partito presentato protocollato da pochi giorni e non le interrogazioni da noi precedentemente presentate. Gli atti estremi li ho sempre condannati”. “Il fascismo è sepolto – ha aggiunto la consigliera di minoranza Ricchi – chiedo il ritiro dell’ordine del giorno, per non dividerci”. “Sono contenta per voi – ha risposto la consigliera Ruzza – ma non è così”. Con un intervento alquanto articolato, l’assessore Pasetto ha detto che “è importante discutere temi così delicati in Consiglio comunale che è l’organo istituzionale deputato a discutere temi di attualità che fanno tremare la democrazia. Non si può dire che il fascismo è morto.

A Macerata ed altrove i segni, le svastiche, non dicono niente?”. “È un ordine del giorno non condiviso dal gruppo di minoranza – ha sottolineato il consigliere di minoranza Pregnolato – è del Circolo del Partito Democratico, scopiazzato da internet, nato dopo i fatti di Macerata, presentato dal consigliere Ruzza, in piena campagna elettorale. È chiaro che esistono forme pericolose, molto spesso riconducibili a gesti di squilibrati. Nel documento ho trovato alcuni passaggi che mi hanno fatto rabbrividire e anche ridere. Non chiedeteci di votarlo. Questa non è la sede per votare un documento del Pd”. Pochissime parole le ha dette anche il consigliere di maggioranza, Patrizia Duò: “Non riesco a capire come la Costituzione italiana sia stata il frutto di un lavoro unitario di tutti i partiti presenti in Parlamento e qui noi ci dividiamo su un documento che dovrebbe ricevere da tutti noi la piena condivisione”. “Il nostro voto sarebbe contrario – ha detto la capogruppo Marangoni – ma non partecipiamo al voto e invito il segretario comunale a non considerarci presenti.

Considero il fascismo morto dall’evento della Costituzione”. “Non potete rimanere seduti ai vostri posti – ha ricordato il sindaco Francesco Siviero – il segretario non può verbalizzare il falso, dovete uscire”. E così è stata scritta un’altra pagina triste della vita democratica a Taglio di Po dove, ancora una volta, ha prevalso la posizione politica-partitica alla condanna della violenza da qualsiasi parte provenga!

G. Dian